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Olinda

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La scuola al tempo della paura / Il mio regno per un maestro

Il nostro tempo è dominato da una inedita pulsione securitaria. Essa ha trasfigurato il concetto di confine da luogo di scambio e di transito a baluardo, argine, bastione. La patologia sociale contemporanea è ispirata da una passione profonda per il chiuso; la pulsione securitaria è una pulsione claustrofilica. In gioco è il passaggio dal paradigma libertino della pulsione (neo-liberale) che eleva il godimento a unica forma possibile della Legge e che ha sostenuto gli “entusiasmi” della globalizzazione, a quello reazionario della pulsione securitaria che eleva la sicurezza a oggetto di investimento libidico esclusivo. La tentazione del muro ha preso il posto della tentazione di una libertà senza argini. Nel paradigma securitario paranoia e melanconia si mescolano in modo nuovo dando vita a una inclinazione conservatrice, se non a un vero e proprio “desiderio fascista” fondato sull’introversione regressiva, sul ritiro sociale, sul porto chiuso e sul mito rinnovato dell’identità etnica e della gerarchia tra le razze.   La Scuola nel tempo della paura ha il compito di essere un antidoto di massa nei confronti della sirena inquietante e segregazionista della pulsione securitaria...

Da vicino nessuno è normale / Margini. Otello Circus a Olinda

I manicomi sorgono abitualmente alla periferia delle città, scriveva Franco Basaglia in un testo del 1965, in zone isolate, circondate da mura che diano il senso preciso della separazione. La figura del malato di mente, espressione di una rottura della norma, è un’immagine da tenere a distanza perché non abbia a turbare il ritmo di una società che non si sente responsabile dei suoi frutti negativi e crede di risolverli allontanandoli da sé.    Prove Otello, maggio 2018, ph Vasco Dell'Oro. Il malato di mente come figura che abita i margini: non è la sola, in questo tempo, e non è pensando solo a lei che queste parole appaiono di una faticosa attualità.  È in questa società che l’uomo, sottoposto alla tirannia della normalità, si ammala.    Olinda – progetto collettivo nato nel 1996 – ha fatto dello spazio dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, spazio di periferia e segregazione, spazio dunque di una doppia esclusione, un luogo di apertura, e lo ha fatto guidata da queste domande: come evitare di produrre il ghetto? Bisogna proteggere i matti dal mondo cattivo o il mondo cattivo dai matti? Chiusi i manicomi, infatti, non sono crollati i muri...