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2001: Odissea nello spazio

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7 novembre 1922-17 settembre 2018 / Annette Michelson, o dell’Esigenza

“Mi dispiace, ma non posso aprire quegli scatoloni. Sa, quelli del Getty sono già passati...”. Nella primavera del 2014 rendo visita ad Annette Michelson nel suo appartamento a Midtown. Troppo tardi: i documenti che cerco (le bozze di una conferenza pronunciata a Parigi nel 1976), sempre che esistano, non mi sono accessibili. Il Getty Research Institute vi sta mettando mano per portarli dalla parte opposta degli Stati Uniti, a Los Angeles.   “Il Getty vuole anche comprare tutta la mia biblioteca di studi sul cinema, ma a me serve ancora per lavorare!”. Annette Michelson (scomparsa a New York lo scorso 17 settembre) aveva già superato i novant'anni e, sconcertata, mi parlava del trasloco che l'avrebbe impegnata a breve e che le avrebbe permesso di portare con sé, nel nuovo appartamento, solo 4000 libri (a un primo calcolo – se ricordo bene – doveva quindi sbarazzarsi di circa 8000 volumi). Questa frenesia dell’accumulo non dovrebbe stupire: del resto, una delle immagini più curiose della sua personalissima iconografia era la foto di una biblioteca.    Ph. Babette Mangolte. Nel 1976 la fotografa e cineasta Babette Mangolte scatta questo incisivo ritratto indiretto...

Rapporti di lavoro / I robot avranno sempre bisogno di noi

Quello che dobbiamo aspettarci da una filosofia della forza lavoro non è la rivolta degli androidi assassini, né la sostituzione del lavoro da parte degli algoritmi, ma una rivoluzione nel nostro rapporto con le macchine e con noi stessi. Da qui passa il potere, da qui passa l’alternativa.    ***   Agli ingegneri della Silicon Valley, e a quelli del Pentagono, piace la fantascienza. Questo genere letterario, e cinematografico, ha la capacità di anticipare l’esistenza dei dispositivi digitali che governano la nostra vita cinquant’anni prima che siano commercializzati. Mother è il super-computer che esegue la volontà della multinazionale che ha deciso di portare sulla terra un’arma di distruzione di massa come Alien. La stentorea, e angosciante, voce femminile inventata da Ridley Scott nel 1979, è simile a Google Home, il potente speaker e assistente vocale che suona la musica che vogliamo in cucina o in bagno, chiama i nostri amici, controlla il riscaldamento, accende il forno, risponde alle nostre domande.     Nel primo Alien, Sigourney Weaver programma la distruzione del Nostromo. Potremmo fare anche noi la stessa cosa, ma per una ragione diversa dal...

Ritorna al cinema il film di Stanley Kubrick / “2001”: 50 anni, 70 millimetri

Duecentoquarantuno. La sera del 2 aprile del 1968, duecentoquarantuno persone abbandonano l’Uptown Theatre di Washington prima della fine di 2001: Odissea nello spazio. È il giorno della “prima” del film, dopo quattro anni di lavorazione: un anno e mezzo di preproduzione, sei mesi di riprese e due anni di postproduzione. Il risultato è lì: un’opera di fantascienza che sfugge a qualsiasi catalogazione di genere e spiazza la platea della première; tra coloro che lasciano anzitempo la sala c’è anche Rock Hudson, il divo de Il gigante, che si abbandona a un’esclamazione colorita: «Qualcuno potrebbe dirmi di che cazzo parla questo film?».      Oggi il film di Kubrick compie mezzo secolo e – come tutti i grandi classici della narrativa – è ancora (e sempre di più) un testo “parlante”, che non smette di “dire cose” sempre diverse a seconda delle prospettive e dei momenti storici da cui viene osservato.    È il film che inaugura, nella carriera del regista newyorchese, la stagione dei “grandi capolavori”, sei film semplicemente enormi, realizzati con tempi di lavorazione sempre più dilatati e imponenti e con un’ossessione del controllo sempre più dilagante,...

Big Data Economy / Armi di distruzione matematica

Nell’ormai ben nota classificazione secondo Amber & Amber, Anatomy of automation, Prentice-Hall, 1962, esistono 10 gradi di automazione. Questi corrispondono a capacità umane che una macchina è in grado di sostituire: valutazione, apprendimento, ragionamento, creatività e dominio sono i gradi nei quali gli esseri umani saranno tra breve surclassati dagli automi. Ad esempio, con l’automazione “creativa” una macchina sarebbe in grado di creare manufatti originali. Con gli ultimi fatidici gradi 9 e 10, corrispondenti ad aspetti del “dominio”, tale macchina era stata ben rappresentata dall’occhio di HAL 9000 in 2001: Odissea nello Spazio e, infine, con la distruzione dell’umanità in The Matrix. Qui l’automa, prima fatto di bottoni, leve, bulloni e poi chip, infine, non esiste più: l’automa è una semplice “matrice di numeri” che ben oltre l’occhio di HAL che ci scruta, ci conosce, nei più intimi anfratti della nostra coscienza, ci sostituisce e diventa Noi. Proprio Zamjatin o Foucault hanno già causticamente rappresentato questo aspetto del potere, con l’Integrale e il matematico D-503 dello Stato Unico dedicato alla sua costruzione oppure il Panopticon ovvero quello “stato...