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2016

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Bologna, Milano, Torino, Roma, Parma, Cagliari, Andria e Livorno / I repertori dei matti (III)

  Il repertorio dei matti di Cagliari lo abbiamo fatto grazie all’aiuto di Sardinia Post, e il direttore di Sardinia Post, Giomaria Bellu, quando ha letto il libro, ha detto che ci ha trovato dentro il tipico umorismo cagliaritano, che è una cosa che a me è piaciuta anche perché il tipico umorismo cagliaritano io non sono capace di distinguerlo dal tipico umorismo di Sassari, o di Nuoro, o di Olbia, ma credo che abbia ragione Bellu, e giudicate voi:    Uno era il marito della figlia della sorella della moglie del cugino di Virgilio Savona, quello del quartetto Cetra. Lo diceva a tutti.    Uno era il presidente della Regione.  Appena eletto, parlando delle quattro province della Sardegna, aveva detto 'Le nostre undici amministrazioni provinciali'. Aveva copiato così com'era il discorso di insediamento del Presidente della Regione Lombardia.   Uno partecipava a tutti i funerali. In cimitero, si avvicinava alla vedova (o al vedovo), la abbracciava e le diceva “Non ci sono parole, non ci sono parole, non ci sono parole”. Poi si avvicinava al figlio (o alla figlia) del morto, lo abbracciava e gli diceva “Non ci sono parole, non ci sono parole, non ci...

Roma al tempo di Virginia Raggi / Com’è amaro l'espresso ar Caffè der Progresso

La situazione di Roma è questa: qualche sera fa, mentre ero seduto a un tavolo all’aperto in un ristorante nel quartiere di San Lorenzo, e mentre i camerieri dopo ogni pietanza mi chiedevano: “Com’è andata?”, e mentre io, senza alcun giudizio critico, non sapevo far altro che rispondere: “Bene, grazie”, mentre succedeva tutto questo, è passato un suonatore di fisarmonica che anziché Bésame Mucho suonava Profondo Rosso.  Il ristorante, in realtà un bistrot con pretese da gran gourmet, sorgeva in una strada poco trafficata, in una zona diciamo periferica del quartiere, una delle meno battute dalla collettività notturna sanlorenzina, cosicché il suonatore di fisarmonica, dopo aver fatto il giro dei ristoranti nelle zone invece più battute dalla collettività notturna sanlorenzina, dopo aver insomma deliziato tutti i viventi con la sua personale Bésame Mucho, finito in quel viottolo buio e spopolato e credendosi non visto, o perlomeno credendosi finito in una via sguarnita di ristoranti o locali o bistrot con pretese da gran gourmet e comunque dotati di dehors e avventori al chiar di luna, ha pensato per gioco di accennare sulla fisarmonica il famoso motivetto dei Goblin reso...