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acqua

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Speciale Aqua / La prima volta che ho visto il mare

La prima volta che ho visto il mare avevo diciassette anni. A quell’età non mi lavavo le ascelle e non avevo capito a che serviva il bidet. Al mio paese non ci sono fiumi e non c’è nessun lago nelle vicinanze. Neppure l’acqua bevevo a quel tempo, solo aranciata Fanta e le gassose. L’unica acqua che mi piaceva  era la neve.

Gazirovka – Avtomat s gazirovannoj vodoj / Gazzosa – Distributore automatico di acqua gassata

Una prima considerazione sul nome di questo oggetto: il nome con cui veniva citato tra le gente, e che lo ha consegnato alla storia, è in forma diminutiva. Non gazirovannaja voda (acqua gassata) per intero, ma gazirovka (“gazzosina”, se volessimo forzatamente tradurre alla lettera). Esattamente ciò che con i diminuitivi russi non si deve fare. Il loro valore, nella maggior parte dei casi, non è riduttivo in senso di proporzioni ma affettivo-colloquiale. Segnala il rapporto diretto e amorevole con quel particolare oggetto e con la consuetudine della funzione e dell’uso che lo caratterizza. Avremo quindi knižki (libriccini) invece di knigi (libri) anche quando le dimensioni non giustifichino, ai nostri occhi, il ricorso alla riduzione. Stakančiki (bicchierini), zontiki (ombrellini), vodička (acquetta) e così via, fino alla banočka (barattolino), senza che, a differenza di quanto avverrebbe in italiano, l’ombra di leziosità sfiori il concetto.   L’accesso ai caffè e ai ristoranti nell’era sovietica non era affatto scontato. Lunghe file si formavano all’ingresso, non soltanto e non sempre per l’esiguità dei posti disponibili rispetto alla domanda, ma anche per una “bizzarra”...

Speciale Aqua / Il miracolo dell’acqua

L’acqua è sostanza indispensabile alla vita, inodore, incolore, insapore.  È più o meno questo che generazioni di maestre hanno insegnato a generazioni di scolari. A queste verità elementari tutti abbiamo poi sovrapposto le conoscenze sui passaggi di stato che fanno conoscere l’acqua come vapore, liquido e solido. Altri, per via dell’istruzione o perché nati in anni più recenti, avranno aggiunto conoscenze sul ph, sulle sue caratteristiche di dipolo dalle deboli cariche elettriche e sulla sua natura di solvente. Altri, ancora più fortunati, avranno infine studiato e compreso il suo ruolo nelle minute e infinite reazioni cellulari all’origine dei meccanismi della vita, avranno riflettuto che esiste una fame specifica per l’acqua, unica “fame selettiva” certa fra tutte le sostanze nutritive, unica fame per la quale esiste anche un nome, sete.   Nessuno probabilmente nel frattempo ci avrà detto che almeno in Occidente, per tutta la sua storia, l’acqua è sempre stata data per scontata.  Laddove c’era civiltà, e la storia dell’Occidente è storia di civiltà, l’acqua è stata presenza scontata perché abbondante. Cioè, così abbondante da diventare alla lunga “invisibile”, e...

Speciale Aqua / Turbata atque imperturbabilis

Acqua Sorella, Francesco su alla Verna Acqua Risorsa, i campi da irrigare Acqua da spremere, i pozzi sul deserto Acqua che è troppa, si vuole vendicare Acqua che manchi agli invadenti umani (Sette miliardi e non si fermeranno) Acqua lontana che non vedrò sgorgare Acqua vicina, ascolto il tuo fragore Acqua di tutti e Acqua di nessuno Acqua la Buona, Acqua da imitare…   Proposi un giorno a un sommelier del vino D’istituire un corso per sommeliers dell’Acqua Mi disse sì va bene idea fenomenale Ma attendo ancora d’esser convocato Nel mentre t’ho appreso in ogni gradazione Non c’è sorgente di cui si possa dire È uguale a quell’altra, stessi minerali Sempre diversa perché sei sempre uguale…   Acqua perenne e Acqua dell’istante Acqua che parli solo ai solitari Acqua silente ed Acqua mormorona Acqua accadueò tutt’innaturale Acqua che ridi in questa pozza alpina Acqua che soffri, sei spesso l’ingiuriata…   Acqua tu sei questo mio corpo vecchio Quando avrà fine, ripeterà il tuo nome

Speciale Aqua / Centri

Mi piacciono i convegni, le conferenze.  Mi piace il silenzio severo di un’aula magna, di una biblioteca rionale. Amo le mezze luci di queste sale, le file di poltrone rosse, blu,  e le tende lì intorno, il brusio del pubblico.   Come in un campo pellerossa il fuoco  che splende e sale  mentre la danza si scatena, ecco  laggiù, sul tavolo, al centro della scena, limpida e ferma, la bottiglia dell’acqua minerale.     [Ripresa e rielaborata dalla poesia Conferenze, in Chiarimenti, 1995]

Speciale aqua / Quante cose conosce l'acqua!

"Acqua, ti adoro!  Cos'è la vita se non acqua organizzata? Cos'è un albero se non un fiume verticale che sale verso la luce? Il nomade si arresta accanto a te, nel punto sacro in cui la ninfa e la fonte preparano la nascita della civiltà. Anche il linguaggio canta le tue lodi, quando parla di trasparenza, sete di verità, torrenti di parole. Il tempo stesso ha attinto dal tuo corso la figura con cui lo immaginiamo". Tanto lirismo per una réclame. Queste riflessioni sono tratte da un breve testo che Paul Valéry compose nel 1935 per la Perrier. In copertina stava un bicchiere della celebre acqua minerale, con la scritta: "Al gas naturale". E' l'apoteosi del seltz. Eppure, benché partito dalla pubblicità, Valéry elaborò un'ipotesi affascinante: "Quante cose conosce l'acqua! La sua sostanza si fa memoria. Assimilando ciò che ha sfiorato, bagnato, trascinato, assorbe le potenze primitive delle rocce, e porta con sé briciole di atomi, tracce d'energia pura". Sembra di ascoltare le strofe in cui Philippe Soupault esorta il poeta a tramutarsi in acqua. Ma sembra anche di risentire le polemiche che qualche anno fa accompagnarono la presunta scoperta di Jacques Benveniste: lo scienziato...

Speciale aqua / Mater aqua

                LEI la chiara          la dolce                 LEI la pura                la scura                 LEI la goccia              la pioggia                  LEI la nube                 la neve                  LEI la nebbia              la brina                  LEI l’onda                  la fonte                  LEI la rugiada           la sorgente                  LEI la fresca               la frusciante                 LEI la corrente           la trasparente      ...

Speciale Aqua / Bambina e acqua

Senza l’acqua non c’è vita sulla Terra. L’acqua è preziosa. Possiede poi tante declinazioni: acqua da bere, acqua per lavarsi, acqua in cui nuotare. L’acqua e le sue immaginazioni sono al centro dei sogni, delle attività oniriche e fantastiche di uomini e donne. In collaborazione con Valmora dedichiamo uno speciale all’acqua pubblicando poesie, prose e scritti di autori italiani e stranieri.   Ferma come una biscia che si finge morta ma con gli occhi spalancati sul fondale guardava l’acqua in cui bere senza sale  senza la gola amara, solo la lingua liquida del fiume tra le foglie di frassino e il canneto. Sopravviveva in quel verde – in una tregua mentre il greto le asciugava il vestito  con una luce di erba, ossa, ghiaia.

Giornata dell'acqua / Il problema è alla fonte

L’acqua in bottiglia è il bene per cui gli italiani spendono di più nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO). L’Italia è il paese che consuma più acqua in bottiglia pro capite in Europa (208 litri all’anno, dati del 2015 elaborati da beverfood.com). Il terzo nel mondo, dietro Messico e Thailandia (fonte: Statista.com).   Una bottiglia da un litro e mezzo di acqua Rocchetta costa 50 centesimi al supermercato. Con gli stessi soldi, includendo tasse e costi fissi, io pago trecento litri di acqua potabile di Bologna, quella dell’acquedotto. Quindi con 50 centesimi di spesa bevo l’equivalente di una bottiglia di Rocchetta ogni giorno per circa 200 giorni.   “Equivalente un cavolo! La quantità è la stessa, ma non è affatto la stessa cosa!” “L’acqua di Bologna è troppo dura.” “L’acqua di Bologna non è buona.” “Sa di cloro.” “Rocchetta ha un sapore che si abbina a qualsiasi pietanza.” “È un’acqua che depura!” “Una corretta idratazione è importante!” “Siamo l’acqua che beviamo ben più del cibo che mangiamo!”  “E l’atrazina che inquina le falde?” “Ammettiamo pure che gli acquedotti siano sicuri, ma cosa mi dici dell’ultimo tratto di tubature?” “Le tubature del mio...

Vivibilità

“Che cosa c’è di più ovvio dell’aria? Eppure guai a non respirarla!” [Proverbio arabo]   Aria, acqua, suolo, le più scontate risorse della nostra esistenza, scontate non sono più. Il clima è peggio del previsto. L’acqua è sempre più scarsa. Lo stesso accade per il suolo. Erano le fonti della nostra vita e non ce n’eravamo accorti. Così cambia la vivibilità sotto i nostri occhi. Ci consegniamo, nella maggior parte dei casi, all’attesa e alla speranza, ma di azioni e comportamenti effettivi all’altezza dei problemi se ne vedono pochi. “Tant ‘ll’aria  s’adda cagnà”, cantava Pino Daniele e dicono a Napoli. Che l’aria si cambi è certo, ma non sappiamo in quali direzioni. Anzi, abbiamo molti elementi che la direzione ce la indicano, e non è proprio favorevole alla nostra sopravvivenza come specie sul pianeta che ci ospita. Ad ogni evidenza le nostre posizioni prevalenti sono di negazione, di rimozione o di indifferenza, miste a levate di scudi tanto acute quanto passeggere, somiglianti per lo più a fuochi di paglia.   Da recenti ricerche ricaviamo che sono almeno tre le sindromi con cui rimuoviamo o neghiamo i problemi relativi all’ambiente e al sistema vivente di cui...

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