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Algeria

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Il Post-Traumatico / Colonialismo amaro

Kader Attia (Senna-Saint-Denis, 1970) è conosciuto a livello internazionale per aver realizzato mostre provocatorie che esplorano le eredità coloniali. Il minimalismo culturale nella sua opera indaga “lo stato mentale post-idealistico del mondo globalizzato”, ove il vuoto è utilizzato come referente politico e poetico. Réfléchir la Mémoire è un film che Attia ha realizzato nel 2016 e con cui ha vinto, nel medesimo anno, il Prix Marcel Duchamp.    La sindrome dell’arto fantasma è protagonista dei 40 minuti del documentario, metafora delle Riparazioni alle Culture Extra-Occidentali operate da Occidente. In The Repair, presentato a dOCUMENTA(13) nel 2012, Attia paragonava la ristrutturazione di maschere africane operata con materiali coloniali (vecchi bottoni, pezzi di specchi rotti, tessuti francesi) ad interventi chirurgici eseguiti su soldati europei feriti o deformati durante la Prima Guerra Mondiale.    2012_Kader Attia,The Repair - Immagine tratta dal Catalogo di dOCUMENTA(13). A distanza di quattro anni il significato politico della riparazione e la mutilazione della memoria sembrano rispecchiarsi con chirurgica precisione nel suo video Reflecting Memory...

Fotografie e proverbi / Afriche immagini e voci

È in corso fino al 9 aprile al Palazzo Ducale una mostra di parole e immagini, che presenta con circa 70 fotografie in bianco e nero, scattate dall’antropologo Marco Aime durante i suoi numerosi viaggi in Mali, Ghana, Benin, Malawi, Tanzania, Congo e Algeria, le molteplici anime dell’Africa.   Dopo Dio c'è il seno. Ad ogni foto è collegato un proverbio che, come dice l’autore “è sintesi, è una formula verbale che può risolvere una discussione oppure servire da monito, richiamandosi alla consuetudine… In Africa gli anziani parlano spesso per proverbi, soprattutto in contesti collettivi, quando la parola assume una valenza importante”.   L’occhio dello straniero vede solo ciò che già conosce. Questa mostra risulta essere una lettura visiva dell’Africa e delle sue molteplici anime. Mescolando antropologia e fotografia, Aime ci introduce in un percorso che vuole mostrare al visitatore lo splendore infinito, e mai replicabile, delle diversità del mondo. In un'epoca di evidente omologazione, queste fotografie e i proverbi abbinati raccontano, poeticamente ma senza retorica, gli aspetti più profondi e sinceri di popoli e civiltà che, nonostante l'aggressiva azione della...