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Barry Wellman

(4 risultati)

Una nuova ecologia cosmopolitica / La neo-plebe

La perdita del luogo di appartenenza e la mondializzazione come apertura sono esperienze vissute da tutti nella vita di ogni giorno, ma anche temi delle scienze sociali contemporanee. Gli spazi e i diritti si dis-locano, cioè perdono la natura locale e diventano sfuggenti (di nessuno) e insieme universali (di tutti). Il tema incrocia la fase enigmatica in cui è entrata la globalizzazione: un capitalismo universale entro un quadro di sovranità sempre più divise, i grandi flussi che assumono un andamento esplosivo nei Sud del mondo, e il senso di un’azione locale che punti a fornire identità nell’era che si è aperta. Il discorso è organizzato intorno a due nuclei: quello dell’appartenenza e quello dell’apertura.   § 1. L’appartenenza a un luogo ha in sé l’idea di parte: appartarsi ma nel contempo far parte di qualcosa, essere nel luogo proprio, che ci appartiene. Ma luogo ha già per gli antichi un oscuro significato. Aristotele, nella Fisica (212a 5-15) osserva: “Sembra poi che sia una questione grave e difficile comprendere il concetto di luogo, non solo perché esso presenta l’apparenza della materia e della forma, ma anche perché lo spostamento della cosa trasportata ha luogo...

Evoluzione mediale e comportamenti sociali / Il regno dell'uroboro

Viviamo online in modo paradossale. Non è mai esista una tale abbondanza di informazioni a rendere più trasparente il mondo, eppure molti dei processi algoritmici che governano Internet e i social media sono tutt’altro che trasparenti e rendono oscuro come diventi visibile ciò che vediamo. Online possiamo esercitare gradi elevati di controllo sul nostro racconto quotidiano, scegliendo le immagini e le parole con cui presentarci e decidendo con chi condividerli ed entrare in relazione; ma questi stessi contenuti diventano uno strumento di controllo nei nostri confronti da parte degli Stati (la lezione di Snowden è sempre attuale) e delle piattaforme che li trasformano in dati da mettere in relazione a fini di sorveglianza e predittivi.   Al centro di questo scenario c’è l’ambivalenza con cui viviamo la privacy, contenti che le nostre vite sbuchino da Facebook, Twitter e Instagram diventando visibili e condivise così da ottenere commenti e like e pronti a risentirci quando qualche imbarazzo privato inaspettatamente viene alla luce. E anche su questo versante la nostra società vive un paradosso: di privacy “non ne abbiamo mai avuto così poca come da quado esistono norme, garanti...

Henry Jenkins. Spreadable media

Spreadable media è l'ultimo libro del professore della University of South California e teorico della cultura della partecipazione, Henry Jenkins, scritto assieme ai due strateghi digitali Sam Ford e Joshua Green. Il libro è appena uscito in versione italiana con una bella postfazione di Giovanni Boccia Artieri, sociologo dei nuovi media all'Università di Urbino. Il lavoro di Jenkins e colleghi ha anche una versione enhanced, come la chiamano loro, online, arricchita di molti saggi che approfondiscono i temi dell'opera.   La copertina del libro per una volta è molto comunicativa e spiega subito il contenuto: una serie di taraxacum officinalis (denti di leone, o soffioni) con le spore in movimento. I prodotti dei media digitali, secondo Jenkins, sono come i denti di leone, soffiandoci addosso, si diffondono nell'aria, ma non come dei virus. Una delle qualità migliori del libro è proprio questa: mettere in discussione la retorica dominante sulla circolazione dei testi mediali come virus. Un video su You Tube, un articolo di giornale postato su Twitter, non si diffondono per contagio, ma per una decisione...

Sorvegliare e spiare

La notizia è ormai nota: su un periodo di trenta giorni, dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013, la Nsa avrebbe effettuato, solo in Francia, 70,3 milioni di registrazioni di dati telefonici, ha rivelato Le Monde, citando i documenti di Edward Snowden, l'informatico della Nsa che ha fatto scoppiare lo scandalo. Intanto il giornalista Glenn Greenwald, portavoce delle rivelazioni di Snowden sul sistema di sorveglianza statunitense, ha affermato lunedì 21 ottobre che tutti i Paesi dell'America Latina sono stati spiati da Washington. Il Messico ha chiesto l'apertura di un'indagine. Nel frattempo in Italia il garante della privacy scrive a Letta per sapere se anche la privacy dei cittadini italiani è stata violata.   Questa è solo l'ulteriore tappa (non sarà l'ultima) di scoperchiamento dell'enorme vaso di Pandora che va sotto il nome di Prism, il sistema di sorveglianza globale che la National Security Agency statunitense ha messo in piedi dopo l'11 settembre. Trasferimenti di file, conversazioni in chat e via Skype, scambi email, video conferenze, profili di social network, dati di log in,...