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Bergamo

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Italia, Italie. 2 / Bergamo

La forma dell’Italia come la vedono i fotografi che la vivono e la attraversano. Le città, i paesi, le periferie, la campagna, i luoghi delle aggregazioni, le vie, i negozi e l’ambiente naturale vanno a costituire un patrimonio culturale da osservare, come le relazioni che si stabiliscono tra le persone e gli spazi. Ad ogni fotografo e fotografa chiediamo di esplorare i loro archivi e scegliere dieci foto che rappresentino l’Italia, accompagnate da un unico testo, o da dieci brevissimi testi che fungono da didascalie, in cui ognuno racconta come e perché ha realizzato i suoi scatti. L’insieme delle loro immagini andrà a costruire il mosaico degli sguardi, che via via daranno corpo all’Italia di oggi. Ho fotografato Bergamo verso la fine del 2017, per una nuova guida all’architettura della città. Ho scelto dieci fotografie scattate in quel periodo, che ripropongono nella loro verticalità, la divisione tra alto e basso, tipica del tessuto urbano di Bergamo.   Enrico Bedolo, Bergamo, 2017 #1 Enrico Bedolo, Bergamo, 2017 #2   Enrico Bedolo, Bergamo, 2017 #3 Il percorso inizia dall’alto, dalla città antica e scende nella parte bassa, sino alla periferia. Ho osservato...

Genius Loci. Le Mura veneziane di Bergamo / La vera storia di Gottardo Archi

Questo testo è tratto dal racconto di Davide Sapienza La vera storia di Gottardo Archi, che con La sposa di Attila di Alessandro Zaccuri inaugura la collana “Genius loci” dell’editore Bolis, dedicata a storie che raccontano luoghi, opere d’arte, borghi, piazze, boschi e ponti, facendo rivivere alcuni momenti legati a luoghi particolari della storia millenaria del nostro paese.   A caratterizzare la storia delle undici tele di Gottardo Archi c’è una serie di circostanze che il narratore classifica tra quelle straordinarie e per le quali l’imponderabile si erge a giudice. È anche una storia che lega un figlio a un padre, attraverso l’appartenenza a un comune territorio, geografico, culturale e sentimentale: le umili origini; un’ereditata sensibilità artistica; la predisposizione all’ascolto del linguaggio del territorio e del verbo silenzioso del suolo – ovvero la voce non da tutti percepita di un genius loci; lo snodo epocale di quel trentennio che sconvolse Bergamo come mai prima e dopo nella sua storia. Nato il 3 luglio del 1498 a Ponteranica, Vincenzo era stato così battezzato per onorare uno dei due santi ai quali è dedicata la magnifica chiesa dei Santi Vincenzo e...

Humor melanconico ed enigmi / Lorenzo Lotto: ironico sguardo

Incline al tormento dei melanconici, Lotto agisce sulla forma e sui temi da esprimere avvicinandosi e prendendo le distanze continuamente dall’iconografia rinascimentale. Come se il demone della sua creatività sentisse l’urgenza di cogliere nuove soluzioni con un passo retrogrado – anche solo per differenziarsi dalle ricerche dei grandi suoi contemporanei – con continue rivisitazioni delle migliori intuizioni espresse nel Medioevo, per tentare nuovi passi in avanti. Progredire retrocedendo, dunque, per infondere alle immagini la forza di una tradizione icastica, con un approccio pervaso da una intimità pacata, che esplode a volte con lampi di visioni straordinarie, e con larghe concessioni al senso dello humor.   Lorenzo Lotto, Pala di Santo Spirito, 1521, Bergamo, Chiesa Santo Spirito.   L’ironia di Lotto è dissimulazione e insieme anche interrogazione di matrice socratica, che il pittore utilizza nel suo procedere speculativo mentre immagina formalmente le sue opere e dipana la sua poetica concettuale. Vi sono nei suoi quadri dettagli e immagini che significano qualcos’altro rispetto a ciò che sembrano di primo acchito rappresentare, inseriti in un determinato...

22.10.2016 - 27.11.2016, Bergamo / Specchio concavo

In ambito esoterico si tramanda che lo specchio concavo sia un mezzo per focalizzare l’attenzione sul mondo astrale e per esercitare la capacità di osservazione più sottile. Sibille, profetesse, streghe, vaticinanti e sciamani hanno utilizzato questo medium per migliorare le loro doti di chiaroveggenza. Fissavano nel cavo dello specchio attendendo immagini rivelatrici. Agivano telepaticamente, pensando per immagini. Spostavano nell’aria atomi e molecole per mezzo di illuminazioni e intuizioni. Di notte, riempivano di acqua la ciotola concava per osservare le luci e i flussi delle stelle catturate nella trasparenza del loro “de-siderare”. Alcuni scoprirono misteri della natura molto prima che la scienza giungesse alla verità delle cose. Ricercando tracce e documenti e arretrando nel tempo storico, si può appurare che ci sono stati personaggi in avanguardia, o semplicemente profetici, i quali hanno veduto verità che sono state confermate scientificamente nel XX e nel XXI secolo. A prescindere dagli esperimenti scientifici o dalle proiezioni fantascientifiche, è interessante la suggestione, da cui partire per condurre ulteriori collegamenti di senso, evocando la presenza di spazi e...