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Blaise Pascal

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Una conversazione con Romeo Castellucci / Il naufragio dello spettatore

Das Floß der Medusa di Hans Werner Henze, in scena alla Dutch National Opera & Ballet di Amsterdam nella cornice del Opera Forward Festival 2018 con la tua regia, Romeo Castellucci, nasce come “oratorio volgare e militare”. Cosa significa comporre un dispositivo scenico per quest’opera?   Das Floß der Medusa consiste nella lettura cantata del diario di bordo di una zattera in avaria in mare aperto. L’oratorio si fonda su una potente intuizione teatrale: la scena dell’esecuzione musicale e vocale è concepita in due parti, una destinata ai vivi e l’altra ai morti, interpretati da una poderosa massa corale. Caronte, la voce recitante e narrante, è la figura mediana tra i due mondi, separati da una precisa scelta strumentale. I vivi sono associati ai fiati, mentre i morti agli archi, in un sistema di spazializzazione delle voci che è già una dichiarazione drammaturgica. Si potrebbe dire che musica e parole siano concepite come una specie di assemblaggio, una sorta di zattera realizzata con pezzi eterogenei tratti dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, dai Pensieri di Blaise Pascal, da informazioni estrapolate dalle cronache dei sopravvissuti e trasfigurate poeticamente in...

Il nuovo lusso / Il silenzio

Del silenzio come bene comune   Il silenzio è un bene comune molto delicato; è come un pascolo o una fungaia o una fonte d'acqua, dove se io mi approprio sregolatamente della più parte del bene, ne tolgo agli altri il godimento (gli economisti chiamano questi beni, «rivali»). Come nel caso dei beni comuni tradizionali (acqua e pascoli) e dei nuovi beni comuni della conoscenza, beni «non rivali» studiati da Elinor Ostrom, anche il silenzio torna a ridestare attenzione man mano che lo si perde; talvolta non soltanto a causa di una generica diffusione di rumori industriali e urbani, ma proprio perché qualcuno che del silenzio è fobico gira una manopola, schiaccia un pulsante e lo distrugge, per sé e per gli altri. Qualcuno che non ama il silenzio e che impone le sue preferenze, perché non è vero che il silenzio lo amiamo tutti e ci dispiace perderlo.   I portatori di silenzio   Sono, coloro che lo amano, I portatori di silenzio? Lo dice nel titolo uno dei libretti-perle (“taccuini”) della collana dell'Accademia del Silenzio, fondata e diretta da Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot, quello del poeta Stefano Raimondi. Il silenzio dei poeti è diverso dal silenzio...