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Celati

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Ludwig Josef Johann Wittgenstein

Lo scorso inverno mi è capitato di leggere un libro molto bello: Wittgenstein. Una biografia per immagini, curata da Michael Nedo e pubblicata da Carocci. Non leggevo più il filosofo austriaco dalla fine degli anni Ottanta, dopo il termine dell’università, quando, insieme a Walter Benjamin, Wittgenstein era lettura obbligatoria: Benjamin ai seminari con Luciano Anceschi e i suoi allievi; Wittgenstein nelle letture che ne facevano Massimo Cacciari e le persone del suo giro, Michele Bertaggia e Giorgio Franck, da cui ho imparato l’importanza di Della certezza.   In quegli stessi anni Aldo Gargagni lo traduceva e ne scriveva in modo affascinante; poi la rivista “Nuova Corrente”, da cui appresi molte cose. Prima ancora c’era stata la tesi di laurea di Mario Porro sul Tractatus, discussa con Giovanni Piana; l’ho letta alla fine dei Settanta, ma non era molto facile. L’ultimo libro del filosofo austriaco che avevo preso in mano era stato Pensieri diversi (Adelphi), che mi sono trascinato dietro per un decennio, o quasi, con letture e riletture, e annotazioni a margine (oggi del tutto incomprensibili). Poi più...

Tavoli | Marina Ballo Charmet

Nonostante ci siano due sedie disposte sui lati del tavolo, la fotografia pare a testa in giù perché i libri sono tutti rivolti verso l’alto – perfino il cd. “Giusti” sono invece entrambi i computer, cioè le tastiere. Che vi sia una voluta contrapposizione tra lettura e scrittura? La domanda mi fa sorridere, perché, per come conosco Marina Ballo Charmet, colta e concentrata sulle sue conoscenze ma al tempo stesso così restia ad esibirle e a scriverne, questo tavolo pare proprio la foto della sua testa. Lei protesta, perché, dice, è stata scattata senza lasciarle il tempo di mettere a posto le cose. Ma appunto!   L’idea della testa mi viene naturalmente anche dall’inquadratura azimutale, dove lo schermo da computer più grande finisce con l’apparirmi come un volto piatto, una versione tecnologica di una delle sculture piatte di Giacometti.   Tralascio altri riferimenti iconografici e invece ruoto la fotografia per leggere quello che Marina legge, per spiare dentro la sua testa gli ingredienti della sua tavola. Vedo, tra l'altro, un Celati sopra una pila, sotto...

Milan Kundera

Riga, una collana che avvicina ai grandi innovatori del Novecento   Riga è nata nel luglio del 1991 senza nessun particolare programma. Volevamo piuttosto fare la rivista «che ci sarebbe piaciuto leggere». Una rivista dedicata al contemporaneo, ad autori e temi che ci sembravano rilevanti nel corso dell’ultimo secolo, ma non solo. Una rivista che conservasse la memoria del passato, e insieme che si protendesse sul futuro.   Marco Belpoliti, Elio Grazioli     Per moltissimi lettori Milan Kundera è soprattutto l’autore dello Scherzo e dell’Insostenibile leggerezza dell’essere che, al di là del loro successo, hanno segnato delle tappe fondamentali per la storia del romanzo della seconda metà del XX secolo. L’intera opera romanzesca di Kundera è tuttavia inseparabile dalla sua riflessione sui Tempi Moderni e sull’Europa, temi che si rincorrono con infinite variazioni nelle pagine dei due saggi, L’arte del romanzo e I testamenti traditi, e che vengono qui (soprattutto nella Prima e Seconda parte, intitolate rispettivamente Situazione e Amori, ma anche negli interventi di...