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Chicago

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Compulsion di Meyer Levin / Uccidere senza un perché

Sono innumerevoli le vicende processuali che hanno meritato e meritano anche oggi l’attenzione degli scrittori, da Buzzati e Moravia tra gli italiani, a Gide e Truman Capote per citare gli esempi più noti. Perché allora leggere questo libro? Meyer Levin non è uno scrittore affermato. Ha scritto alcuni libri poco noti tra cui Compulsion (Adelphi, 2017), uscito nel 1956 senza particolare successo. In Italia viene tradotto dopo qualche anno con il titolo Gli ossessi, ma poco se ne parla. È portato sullo schermo nel 1958 con il titolo Frenesia del delitto e con un titanico Orson Welles, ma rimane in bassa classifica. Nei primi anni novanta ispira il trascurabile Swoon.  In realtà il libro nasce per una casualità. Nel 1924 Levin ha avuto in sorte di seguire, come giornalista giovane e dinamico, una vicenda giudiziaria che all’epoca ha suscitato molto interesse e la descrive nel libro. Di cosa si trattava?    I protagonisti, assassini poi confessi, sono due minorenni, rampolli vezzeggiati di ricche famiglie cui nulla manca, annoiati e alla ricerca di emozioni, legati tra loro da un vincolo stretto e sessualmente ambiguo. Una coppia che diviene criminale, così per i...

Addio a Herschell Gordon Lewis / Mille ragioni per girare un film in Florida

Ogni tanto la cerco su ebay. Sarà per gusto feticista o semplice elogio della frivolezza. Parlo della “barf bag” che veniva consegnata agli spettatori di Blood Feast, nei cinema, in pieno 1963. Parlo della busta di carta in cui ogni spettatore poteva vomitare tutto il suo disgusto assorbito vedendo le immagini di quel film.    Barf Bag.    Che io sappia, oggi l'unico rimasto a sfruttare il potenziale di quella busta è Nick Cave, che ha intitolato e letteralmente scritto il suo ultimo libro sopra quegli involucri di carta che trovate sugli aerei: The Sick Bag Song. Buste e vomito. Bisogna avere un certo quid imprenditoriale per pensare a soluzioni simili: puro marketing in salsa horror. Nello stesso periodo di Blood Feast (giusto un anno dopo), Ray Dennis Steckler, il regista del film che gli contende il più bel titolo mai coniato, e cioè: The Incredibly Strange Creatures Who Stopped Living and Became Mixed-Up Zombies!!? faceva entrare in sala di proiezione le creature del suo film. William Castle invece infilava riproduzioni tridimensionali del mostriciattolo simile a un millepiedi (The Tingler) sotto le poltrone degli spettatori.   Herschell Gordon Lewis...

Pilsen, Chicago

Quando John Burns, il grande leader sindacale inglese, [...] visitò Chicago, un giornalista gli chiese la sua opinione sulla città. “Chicago – disse – è un’edizione tascabile dell’inferno”. Tempo dopo, a bordo della nave che portava in Inghilterra, un altro giornalista gli si avvicinò e gli chiese se, nel frattempo, avesse cambiato opinione. “Certo”, fu la sua pronta risposta: “Penso che l’inferno sia un’edizione tascabile di Chicago”.            Jack London New York Evening Journal 8 agosto 1906*     – Preferisci che te lo dica prima o dopo la torta? – Dimmelo adesso. – Sei sicura? – Sì, adesso. – D’accordo, ma non ti devi offendere, ok? – Non mi offendo. Sono seduti uno di fronte all’altra. Lui piega la schiena in avanti, aggancia i piedi alle gambe della sedia, punta i gomiti sul tavolo e fa un balzello sporgendosi verso di lei. La ragazza è dall’altra parte e ha già gli occhi pieni di lacrime, le palpebre sono due piccole dighe di contenimento.  Insieme alle parole arriva anche la fetta di torta, esterno di meringa flambée, interno di mousse colorata alla frutta.  – Non ne vale la pena perché ti stai allontanando, te estás...