Categorie

Elenco articoli con tag:

computer

(5 risultati)

Fotografare le slide. Ritorno all’immagine? / Morte degli appunti

Ho cominciato da qualche settimana il mio ennesimo corso universitario. Da parecchi anni, si sa, non si può più fare a meno dei power point (sostituto attuale dei cari, vecchi lucidi da lavagna luminosa, a loro volta rimpiazzi di gessetti e grafite), che al di là della loro reale utilità, e ancor di più di quel che proiettano (definizioni, informazioni, parole, immagini, grafici..), connotano parecchio un qualsiasi speech come ‘lezione universitaria’, o comunque come ‘discorso serio’. Un discorso senza power point sa di fuffa. Una fuffa con power point sa di discorso serio. Così, se ti presenti a lezione a mani vuote gli studenti come minimo chiamano Tremonti (ieri) o Di Maio (oggi) al Messenger di Facebook per segnalare l’ennesimo barone universitario ciarlatano e fannullone.   È l’andazzo: occorre adeguarsi. Al punto che, come è stato detto in termini forse un po’ deterministi, ne è nato un powerpoint-pensiero, una forma di argomentazione – e di concettualizzazione – plasmata dalla specifica forma di questa applicazione, da quel che consente o non consente di fare (e di dire) e, soprattutto, da quel che obbliga a fare (e a dire). È la software culture, ragazzi, di cui – da...

Sarà la realtà a capire cosa vogliamo / L’algoritmo indiscreto

Fino a qualche anno fa l’algoritmo era un oggetto misterioso e molto cerebrale che suscitava, al massimo, qualche sparuto ricordo di lezioni liceali di matematica. Oggi, grazie a realtà quali Google e Amazon, molti lo considerano una formula magica in grado di leggere i pensieri e anticipare i desideri.   Cosa ci fa un filosofo che se va in giro con sottobraccio un libro intitolato L’Algoritmo Definitivo? Non è certo un tipico titolo da libro di filosofia, come potrebbe esserlo per esempio ‘La filosofia presocratica’, ‘Il pensiero decostruzionista’ oppure ‘Il trattato della ragion pura’; titoli che, se non proprio fittizi, perlomeno segnalano un chiaro legame con la filosofia. E non sembra neanche uno di quei titoli di romanzoni thriller che ci tengono con il fiato sospeso, che ci accompagnano in una fitta trama di eventi politici, tradimenti personali, colpi di scena a ripetizione, e indagini senza fine. Libri che spesso, a dispetto dei loro contenuti ‘esplosivi’, si leggono al calduccio durante le feste natalizie.  A pensarci bene, però, un titolo del genere potrebbe anche essere un buon candidato per un thriller, con quell’amalgama di precisione terminologica e...

Pratiche e strategie del motore di ricerca / Google è ovunque

Google è ovunque, Google è qualsiasi cosa. Google è, lo sappiamo tutti, un universo. Agisce su scala planetaria e su tutti gli ambiti della conoscenza umana, esplorandone ogni anfratto. Così facendo, ovvero esplorando e mappando, Google finisce per generare un doppio del mondo, talmente ampio e profondo, che appare quasi impossibile riuscire a tenergli testa. Ed è proprio questo quasi lo spazio della sfida semiotica che il team di analisti chiamato a raccolta dal recente Nella rete di Google. Pratiche, strategie e dispositivi del motore di ricerca che ha cambiato la nostra vita (a cura di Isabella Pezzini e Vincenza del Marco, Franco Angeli) lancia al gigante informatico: decostruirne la retorica, mostrare le procedure di costruzione del suo discorso, metterle alla prova di alcune obiezioni semiotiche, spiegare il significato delle sue tante interfacce, il ruolo ovvio e quindi di regola ignorato che esse svolgono nelle nostre vite è l'obiettivo esplicito del libro.    Si comincia con la sua stessa identità aziendale (Pezzini). Prendendo in esame l'epopea mille volte raccontata da libri e magazine più o meno embedded dei due fondatori, Larry Page e Sergey Brin, emergono...

Le nostre vite nel tempo dei big data / Che cosa sognano gli algoritmi

In quanto funzionano come puri e semplici processi automatici, gli algoritmi danno spesso risultati statistici imperfetti, stupidi o scioccanti. Se, quando si digita su Google il nome di certe personalità, il motore di ricerca a volte suggerisce di aggiungerci «ebreo», è perché molti internauti lo hanno già fatto. Quando, il 1° gennaio, Facebook propone agli utenti un riassunto illustrato del loro anno, l’algoritmo seleziona le pubblicazioni che hanno suscitato il maggior numero di interazioni con gli amici, anche a costo di mettere in risalto la morte di una persona cara. Gli algoritmi seguono le loro procedure stupidamente e mancano tanto più di tatto e di senso morale in quanto, limitandosi a calcolare tracce di azioni, fanno sparire le categorie che potrebbero impedire loro di tener conto di tale o tal altro risultato. I nuovi calcolatori aspirano a essere il riflesso idiota di una regolarità statistica.    Latanya Sweeney, una ricercatrice in informatica afroamericana, ha notato che, quando digitava il suo nome nel motore di ricerca di Google, vedeva comparire la pubblicità «Latanya Sweeney, arrestata?». Questa pubblicità propone un servizio di consultazione on line...

Cancellarsi da Facebook. Anzi, no. / Ci stiamo stancando dei social network?

Sempre più spesso capita di leggere sulle nostre bacheche Facebook status di amici che annunciano di voler abbandonare il social network, lamentandosi del troppo tempo che ci passano, dell’inautenticità di alcuni rapporti, della superficialità con cui vengono trattate certe questioni, della faziosità delle notizie. Dell’odio gratuito sollevato da dibattiti, spesso ridotti a cori da stadio in cui ognuno giura di saperla lunga. Altri semplicemente spariscono e basta, qualcuno proclama di essere sul punto di farlo ma poi rimane lì (la solita vecchia storia: mi si nota di più se resto o se me ne vado?).   Stando ai dati più recenti, la pubblicazione di post relativi alle nostre vicende psichiche è in calo, e condividiamo sempre meno fotografie personali. La funzione "Accadde oggi" ripropone vecchi status del passato, per giorni vediamo girare di bacheca in bacheca gli stessi meme, i video diventano virali, circolano variazioni su variazioni delle stesse frasi, parole, modi di dire, citazioni. Si avverte a tratti una specie di inerzia, l’impressione di leggere post che sappiamo già come andranno a finire.       Sempre più preoccupati della nostra reputazione...