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Confessioni

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Terra che trema / Sentimento e rimozione

“Che cosa è, allora, il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se dovessi spiegarlo a chi me ne chiede, non lo so...”. È una delle frasi forse più conosciute delle Confessioni di Sant’Agostino. Lo è per il suo potere evocativo, lo è nel far capire sulla pelle come, citando Borges, tutti “siamo fatti di tempo”... La stessa cosa potrebbe valere per la memoria, anzi la stessa cosa vale per memoria e rimozione, che pare escludere la memoria ma da cui al tempo stesso si fa abbracciare. Può esserci forse memoria senza rimozione? Può esserci rimozione senza il ricordo? Non sono poi memoria e rimozione un tentativo di preservare, di modificare o di cancellare i segni che la storia e il tempo lasciano su di noi...? Si potrebbe forzare e inseguire il paragone con il tempo di Sant’Agostino… se non fosse che la memoria segna certamente per ognuno di noi una certezza, segna infatti la “scia biologica” del tempo, è anzi la sua intima sostanza, la percezione sulla carne per tutto quel tempo chiamato vita. E questo per le tragedie come per tutte le piccole cose che attraversano le nostre esistenze. Ma se memoria e rimozione sono una sorta di scia biologica del tempo, allora sono qualcosa da...

Mirandola, 7/10 Giugno 2018 / La memoria in Agostino

Quest’anno dal 7 al 10 giugno l’appuntamento è con la seconda edizione del Memoria Festival, promosso dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore. Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni scritti di approfondimento sui temi di cui si discuterà durante il Festival, in compagnia di numerosi protagonisti italiani della cultura, del pensiero e dello spettacolo.   Composte nel 398, dopo il ritorno in Africa e la nomina a vescovo di Ippona, Le Confessioni di Agostino costituiscono un’opera capitale della letteratura cristiana e della cultura dell’Occidente. Il testo, autobiografico ma soprattutto rivelazione di un’anima a se stessa attraverso il serrato dialogo con Dio, si sofferma sulle esperienze di vita, dall’infanzia a Tagaste all’educazione ricevuta, passando attraverso un’adolescenza turbolenta. Agostino riceve la formazione classica di un cittadino romano che si indirizza alla professione di retore, non senza suggestioni filosofiche grazie alla lettura dell’Ortensius, un’opera perduta di Cicerone, che esortava alla filosofia. Attratto dal manicheismo e dal neoplatonismo, Agostino compie la sua conversione al cristianesimo una...

Progetto Jazzi / Jullien. Vivere di paesaggio

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).   La nostra prima dimora è stata un giardino. Così raccontano i testi fondativi delle religioni del libro e del deserto, la Bibbia ed il Corano, ed è tema che si ritrova nell’India antica. Quando, nel III secolo a.C., venne compiuta la traduzione del Pentateuco che diciamo dei Settanta, per il giardino dell’Eden si preferì ricorrere al termine paradeisos di origine iranica piuttosto che al greco kepos, in cui si conserva anche il senso di grembo materno. Paradeisos indica un luogo recintato, chiuso da mura, con significato analogo all’indoeuropeo ghorto, da cui deriva hortus. Nel luogo che Dio ha affidato ad Adamo perché desse un nome ad animali e piante e ne fosse custode e padrone, la natura è messa al riparo e perfezionata. Il confine che separa l’interno dell’abitare protegge dalla natura selvaggia, dalla foresta senza limiti, luogo delle tenebre e dei pericoli: il giardino rappresenta la serenità delle origini, l’infanzia colpevolmente perduta dall’...