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Corano

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Moderazione / Leggere il Corano, oggi e qui

Da lettore e ascoltatore (moderato lettore, moderato ascoltatore) di giornali, di radio e di tivù, ho avuto in questi anni, sempre più spesso, l’impressione che molti parlassero di Islam e di Corano senza aver letto molto al riguardo, anzi – ad essere sinceri – senza aver frequentato per nulla né quel testo né quella teologia né quella storia. E se la cosa poteva apparire “normale” per il comune cittadino (il vecchio “uomo della strada”) avvezzo a dir la sua su tutto senza aver faticato gli occhi su nulla, mi pareva cosa ben più grave che a mostrare lo stesso comportamento fossero riveriti giornalisti, noti politici, perfino potenti maîtres à penser della scena culturale nazionale. È stata questa sgradevole impressione, molto banalmente, a indurmi, da qualche anno, a tentare se non lo studio almeno la lettura di quel Testo, di quei testi, consapevole fin dall’inizio che ero destinato a non provare mai l’ebbrezza del contatto diretto con la lingua originaria di quel Libro. Libro – come si sa – ancora più decisivo in quanto libro – che non altri testi sacri del monoteismo tanto da spingere qualcuno a dire che se il Cristianesimo è la religione del Dio in-carnato, l’Islam è la...

Un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano / Donne, violenza e Islam

“Per sapere occorre prendere posizione”, scrive Georges Didi-Huberman nel primo volume di L'oeil de l'histoire (ed. Minuit, 2009). “Prendere posizione è desiderare, è esigere qualcosa, è collocarsi nel presente e prendere di mira un futuro. Ma tutto questo esiste soltanto sullo sfondo di una temporalità che ci precede, ci ingloba, si affida alla nostra memoria fino ai nostri tentativi di oblio, di rottura, di novità assoluta. Per sapere occorre sapere ciò che si vuole, ma occorre anche sapere dove si situano il nostro non-sapere, le nostre paure latenti, i nostri desideri inconsci”.   Queste parole ci serviranno da viatico per riflettere sulla fabbrica di un discorso politico sul sesso femminile nel mondo arabo-musulmano a partire dal testo coranico e dai testi teologici che sono testi sacri. Ebbene, per lavorare su quei testi – quindi per desacralizzarli passando per un’intelligibilità psicoanalitica – dobbiamo prima vincere due resistenze: quella politica (che consiste nello spezzare le barriere dell’opinione diffusa) e quella psichica (cioè i nostri paletti interni, che ci proteggono dall’accesso inquietante alle profondità spaventose della nostra cultura). Dobbiamo...

Autosacrificio: il cambio di paradigma / Il martirio nell’Islam

Majd Ibrahim, giovane studente siriano fuggito in Europa, ha detto a Scott Anderson nel reportage pubblicato su “La Repubblica”, che “lo stato islamico non è soltanto un’organizzazione, è un’idea”. Da dove nasce questa “idea”? Meir Hatina, studioso israeliano, prova a rispondere a questo interrogativo in un libro, Il martirio nell’Islam moderno (ObarraO). Dal febbraio a oggi si contano 90 attacchi suicidi realizzati da ragazzi minorenni, compreso l’ultimo sventato in questi giorni. Benché la pratica del suicidio sia stata condannata per secoli nella cultura islamica, non c’è alcun dubbio che essa sia diventata da due decenni una vera e propria icona culturale. La parola “martire” significa testimone. Nella cultura cristiana lo sono gli apostoli testimoni delle parole e delle azioni di Cristo, e a maggior ragione i credenti uccisi per la loro fede durante le persecuzioni dei primi secoli. Un significato puramente religioso, che non si applica alle lotte politiche o etniche. Solo con la Riforma protestante il termine ha assunto un significato più ampio riferendosi a tutti “coloro che morivano o venivano torturati per motivi religiosi e politici”. Come mostra il cristianesimo, il...