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Cristóbal Olivares

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Fotografia Europea sulla Via Emilia. / Interviste a Sohei Nishino e Cristóbal Olivares

  La nuova edizione di Fotografia Europea si pone sotto l’egida della  “rivoluzione dello sguardo e della visione” una delle conseguenze che proprio la nascita della fotografia ha determinato. Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie è il tema portante della tredicesima edizione, curata dal Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani. Tra i finalisti del Photography Grant on Industry and Work alla Fondazione MAST di Bologna si sono segnalati Sohei Nishino, che ha vinto il primo premio ex-equo con Sara Cwynar, e Cristóbal Olivares, che Laura Gasparini ha intervistato. La mostra del MAST, già recensita per noi da Silvia Mazzucchelli, è inclusa nell’edizione 2018 di Fotografia Europea sulla Via Emilia.   Sohei Nishino   Sohei Nishino, Donna che legge il giornale, Boretto, Emilia Romagna. LG: Il processo creativo che hai utilizzato è molto complesso e laborioso. Hai utilizzato modelli visivi ispirati alla mappa, ma allo stesso tempo quelli di altri sguardi meno precisi della visione dello zenit come, per esempio, la vista a volo d'uccello. Puoi spiegare perché? SN: Una delle principali differenze dell'artista è vedere come...

Mast Foundation for Photography Grant 2018 on Industry and Work / Fotografare è saper scegliere

Cosa fotografano i giovani selezionati da una giuria internazionale per il premio “Mast Foundation for Photography Grant 2018 on Industry and Work”, assegnato dal Mast di Bologna? Cosa si vede nelle loro immagini, così distanti per provenienza e temi affrontati? Le migrazioni, la corruzione, la vita sul fiume Po, l’uso del colore nella moda. E cosa le rende simili? L’intento di mettere in discussione la realtà. Criticare, o meglio, individuare il punto critico inteso come lo spazio di una instabilità. Poiché una fotografia, sembrano suggerire i giovani fotografi, se non rappresenta anche i confini di una scelta, rimane solo una porzione morta di spazio. Non è più sufficiente chiedersi, come faceva W.J.T. Mitchell, “cosa vogliono “davvero” le immagini?”, ma cosa cerca ognuno di noi nelle immagini che produciamo e che vengono incessantemente prodotte. Poiché guardare delle fotografie non equivale ad accumulare una moltitudine di istanti ridotti alla loro unicità temporale, significa ideare connessioni fra eventi lontani e intuirne le “possibilità strutturali”: tanto la contemporaneità, quanto il futuro del non-contemporaneo, ovvero di ciò che nell’immagine, dopo lo scatto, è...