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Emilia Romagna Teatro Fondazione

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Va pensiero del Teatro delle Albe / La luce ustoria dei fiammiferi

Va pensiero, ultimo lavoro del Teatro delle Albe, coprodotto da Ravenna Teatro con Emilia Romagna Teatro Fondazione, avrebbe dovuto essere, in origine, un lavoro su Giuseppe Verdi. Invece è diventato un nuovo capitolo della serie di opere epico-didattiche delle Albe, quelle lunghe e popolose, corali, nel senso che richiamano a sé tutta la comunità di attori, tecnici e organizzatori della compagnia. Un’altra opera-manifesto con la drammaturgia di Marco Martinelli, come L’Avaro, Pantani, Vita agli Arresti di Aung San Suu Kyi, che sprofonda nell’attualità per condividere nei grandi teatri cittadini (dallo Storchi di Modena, all’Alighieri di Ravenna, per cominciare), una riflessione esemplare sulle miserie del mondo e sul valore dell’eresia; un’opera molto poco postmoderna nella filosofia e nella forma, che fa vibrare – attraverso simboli che si rivelano ustori anche nella società liquida e post-immunologica – l’archetipo emozionante della fiammella che resiste contro il dilagare del male, dell’uno contro i molti, della schiena che non si piega, neanche quando è spezzata: il Davide biblico, il Cristo, il Principe Costante, Aung San Suu Kyi.    La speranza risorgimentale...

Una rivelazione irlandese a VieFestival / Nella mente di Cechov

Dead Centre significa sentirsi al centro e inconsistenti nello stesso tempo. È il promettente nome della compagnia irlandese “rivelazione della scena europea” approdata per la prima volta in Italia grazie un esito di scouting centratissimo del VieFestival di Emilia Romagna Teatro Fondazione. Troppe promesse annunciano, statisticamente, delusioni, ma non è proprio questo il caso. La rivelazione infatti c’è eccome, e il tempo, su questa proposta, darà ragione a Vie.  Quello organizzato da Ert è uno dei pochi festival dedicati alle arti performative e alla sperimentazione teatrale che non sovrascrive segni e non colloca al centro della propria programmazione un nucleo tematico, ponendosi invece come rassegna internazionale vocata a intercettare le individualità e gli esiti più significativi della ricerca contemporanea. Quest’anno, in verità, sui palcoscenici emiliani dei teatri coinvolti, da Bologna a Modena, passando per Carpi e Vignola, si sono avvicendati soprattutto i protagonisti della scena e della danza italiana, quasi un prelude autunnale delle stagioni che verranno. Ma come sempre il festival ha riservato anche novità straniere fuori formato come l’originale progetto...