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Francesca Mandelli

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Francesca Mandelli: educazione e potere / La culla degli obbedienti

“Forse la verità più straordinaria dell’età moderna è che certi tipi di tecnologia avanzano in modo non lineare, ma su curve esponenziali […] Ogni anno una parte sempre più ampia del mondo della tecnica viene risucchiata in queste curve esponenziali. A grandi linee ciò significa che ogni anno vede più innovazione rispetto a tutti gli anni messi prima insieme”, ha scritto Paolo Benanti in un piccolo ma denso saggio (Oracoli, p. 9).   La crescita della governance algoritmica pone sfide inedite e drammatiche: l’algocrazia, cioè la pervasiva ma invisibile presenza di intelligenze artificiali che regolano e organizzano massicce fette del nostro vivere quotidiano, richiede una riflessione concettuale ed etica in grado di evitare il peggiore dei futuri distopici. Richiede, anche, ovviamente un surplus di riflessione sul terreno dell’educazione e su quello dell’istruzione. Non è privo di significato, dunque, segnalare la recente pubblicazione La culla degli obbedienti. Inchiesta sui rapporti tra educazione e potere. L’opera è l’esito è di una serie di «libere conversazioni» intrattenute su temi educativi (socializzazione primaria e secondaria, istruzione formale e informale,...

Il direttore in bikini

Avrei dovuto arrabbiarmi e offendermi, da buona vetero-femminista, nel leggere Il direttore in bikini (Casagrande), lavoro dedicato da due giornaliste della Radiotelevisione della Svizzera Italiana agli «scivoloni linguistici» che cercano di rattoppare gli strappi del linguaggio sessista e androcentrico con pezze ancora peggiori. Francesca Mandelli e Bettina Müller se la prendono infatti con l'uso linguistico che da circa un ventennio si sta insinuando nella lingua italiana (e di conseguenza anche nell'italiano parlato nella Svizzera italiana), di usare il genere maschile per indicare le donne che esercitano professioni generalmente di prestigio e appannaggio storico del sesso maschile.     Abbiamo così il presidente della camera Laura Boldrini, il cancelliere tedesco Angela Merkel, l'architetto Gae Aulenti, il direttore dell'Unità Concita De Gregorio, l'assessore Agnese Ciulla, il consigliere regionale Nicole Minetti, il ministro Cécile Kyenge, il direttore del FMI Christine Lagarde e via così, in un crescendo di mascolinizzazione e androcentrismo linguistico che avrebbe fatto raccapricciare...