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Genesi

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Paradisi / Giorgio Agamben “Il regno e il giardino”

Michel Foucault, nel suo breve saggio (uscito nel 1984) sui “Luoghi altri”, definì il giardino “un’eterotopia felice”: una definizione forse anche troppo positiva, ma comunque indicativa del fatto che il giardino, per il filosofo francese, rappresentava la realizzazione di una serie di caratteristiche utopiche in un luogo reale, assumendo caratteri spaziali e simbolici fortissimi. Del carattere di luogo simbolico, che dà da pensare, proprio del giardino sembra che i filosofi siano da sempre stati ben coscienti: dal giardino in cui si ritiravano (secondo il motto “vivi nascostamente”) gli epicurei, a quello che consigliava – come ricorda nell’epigrafe al suo ultimo libro anche Giorgio Agamben – di coltivare Voltaire alla fine del suo Candide, passando per il giardino di Herrenhausen ad Hannover, in cui non solo Leibniz amava passeggiare e filosofare, ma che egli stesso contribuì a progettare grazie alle sue conoscenze di matematica e di ingegneria, per fare solo qualche esempio.   Si potrebbe addirittura arrivare a dire che, per comprendere come le società antiche hanno immaginato la propria versione ideale – il proprio paradiso – bisogna guardare al modo in cui esse hanno...

La Rete e le idee / La piazza e la torre

Per secoli – e forse per millenni – la lotta per il potere ha visto contrapporsi le reti alle gerarchie, i movimenti alle istituzioni, la dimensione orizzontale a quella verticale, e in prospettiva la democrazia ai regimi autoritari. Insomma, la storia ha vissuto della dialettica tra La piazza e la torre, come suggerisce Niall Ferguson nel suo ambizioso saggio (traduzione di Aldo Piccato e Gabriella Tonoli, Mondadori, Milano, 2018), con il titolo ispirato dalla struttura urbanistica di Piazza del Campo a Siena. Ma anche dalla contrapposizione tra la Trump Tower e le architetture orizzontali della nuova sede di Facebook a Menlo Park.   Oggi è arrivata la Rete e lo scenario è radicalmente cambiato "la tecnologia ha dato un gigantesco potere alle reti, a scapito delle tradizionali strutture di potere gerarchiche, e le conseguenze di questo mutamento saranno determinate dalle strutture, gli aspetti emergenti e le interazioni tra queste reti" (p. 437). Per uno storico di ampi orizzonti come Ferguson, conservatore liberale nonché autore di affreschi storici di grande respiro dedicati tra l'altro alla storia delle banche dei Rotschild, alla carriera di Warburg, alla biografia di...

Genealogia delle emozioni / Inquietudine

L'inquietudine è la condizione nella quale avvertiamo un senso di dis-orientamento, che ci mette in guardia sullo stato di stabilità, o instabilità, del nostro disagio, e ci fa andare alla ricerca di un nuovo orientamento. Cifra fondamentale del disorientamento è proprio l'inquietudine. È proprio quando si è disorientati che inizia la riflessione sulle decisioni da prendere nella vita. Nuove situazioni, nuovi problemi e nuove irritazioni mantengono l'orientamento in un'inquietudine costante. Per questo l'inquietudine è l'atmosfera di base dell'orientamento. Se le situazioni non sono né prevedibili né calcolabili o verificabili, domina l'inquietudine intorno alla domanda se ci si è orientati correttamente prendendo decisioni giuste; l'inquietudine può trasformarsi in paura di non aver preso la decisione opportuna. E la paura può degenerare, in casi estremi, in disperazione se il dubbio nei confronti delle proprie possibilità d'azione paralizza l'azione stessa. Infine, la disperazione può portare alla depressione o percezione della sconfitta e senso di impotenza. Se invece l'orientamento riesce e la direzione presa conduce a una soluzione soddisfacente, segno e misura del riuscito...