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Gianni Biondillo

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Milano, Italia: l'assedio (illegale) al Monumentale

Se fossi il ministro per i Beni culturali chiederei ai Baustelle di poter usare una loro canzone per far capire a cosa servono, davvero, «il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione» (art. 9 Cost.). Quella canzone è Monumentale, un invito a varcare la soglia nel Cimitero Monumentale di Milano per sottrarsi alla dittatura totalitaria di un presente effimero: «Quindi lascia perdere i programmi /coi talenti, i palinsesti, /per piacere non andare a navigare sulla rete, /stringi forte chi ti vuole bene / tra le tombe del monumentale, /trovi Dio, trovi Montale, ed un’opaca infinità. /Quindi lascia perdere i salotti /coi talenti e le baldracche, /vieni all’ombra dei cipressi /dona amore, al pomeriggio /a chi sospende la sua vita /tra le urne amiche del monumentale, / di realtà e d’irreale, vieni a fartene un’idea».   Ma se oggi qualche milanese, o qualche italiano, memore della propria umanità accettasse l'invito dei Baustelle e andasse al Monumentale: ebbene, sprofonderebbe nel gorgo contrario, quello di una speculazione edilizia che – incurante del buon senso e perfino della...

Salvatore Settis. Azione popolare: lotta per il bene comune

Questa sera presso Careof DOVCA (Fabbrica del Vapore, via Procaccini, 4 – Milano) si terrà un incontro con Salvatore Settis dedicato a “Azione popolare: lotta per il bene comune”, in occasione della pubblicazione del libro presso Einaudi, organizzato da Comitato Area Ex-Enel di Milano; in dialogo con Settis: Marco Biraghi, Marco Belpoliti, Gianni Biondillo, Roberto Marone; modera Alberto Saibene.     Vi ricordate il referendum per l’acqua pubblica e i dibattiti che l’hanno accompagnato? Una esperienza emblematica. Una delle espressioni più usate nel dibattito pubblico era: “bene comune”. Oggi la si sente citare a proposito di cose tra loro molto diverse: un edificio pubblico, un libro, un’associazione sportiva, una spiaggia, una foresta, un parco, un monumento, ecc.   Perché? Prima di tutto perché è tornato di attualità, portato dalla crisi economica, il problema delle risorse cui tutti attingiamo (aria, acqua, terra), la necessità di difendere ciò che appartiene alla collettività, o che è utile all’intera società, e non...

L’area Ex-Enel a Milano: un punto di partenza

L’altro giorno sulle Prealpi vicino Como, tempo straordinariamente limpido, mi son voltato per vedere Milano dall’alto, ma una cortina caliginosa la nascondeva completamente; alla fine l’ho localizzata perché spuntava il pirla da luna park del nuovo grattacielo: con tutto il rispetto che porto a Mitridate, l’idea di dovermi reimmergere in quel mare di polveri sottili mi faceva star male. Da giovane facevo l’urbanista e conoscevo il Bernardo (Secchi) che al PIM già si occupava di promuovere il centro direzionale: ci sono voluti quarant’anni per realizzarlo e il fatto che io abbia abbandonato la partita dopo i primi tre giustamente a voi non frega niente. Era l’epoca delle Città Nuove inglesi, all’università erano un mito; mi sono sentito obbligato a visitarle e l’idea che Milano spostasse il suo baricentro dal triangolo ottocentesco Montenapoleone, Vittorio Emanuele, Manzoni alle Varesine non mi dispiaceva: era un modo per decongestionare la città, purché si creassero nuovi centri anche in periferia. Accortomi che erano tutte chiacchiere, di più, che l’urbanistica era il...

Che città vogliamo

Che Milano vogliamo? II Pgt, che avrà comunque negli anni come esito finale la forma visibile della nostra città, quella costituita dagli edifici che verranno costruiti con le sue norme, non ce lo ha detto e non sembra ce lo dirà mai. Qualche giorno fa su queste colonne Gianni Biondillo ha segnalato con giusta irruenza lo scempio che va profilandosi davanti al Cimitero Monumentale, il doppio sgorbio della demolizione di un palazzo esistente che gli amanti della buona architettura vorrebbero venisse lasciato in eredità ai nostri figli - perché possano continuare ad ammirare i loro predecessori - e della ricostruzione al suo posto di un nuovo palazzo di dimensione e di aspetto offensivi. Ma a queste rimostranze - che sempre su queste colonne mesi fa avevo del resto sollevato sulla nuova lottizzazione della cascina Merlata - il sindaco ha sorprendentemente obiettato che il progetto era stato approvato dal consiglio comunale, sottintendendo che le procedure della democrazia siano garanti della bellezza. E invece non è così, perché quello che molti di noi vorrebbero è che la discussione sul Pgt avesse come preliminare...

Lettera a Giuliano Pisapia

Gentile Sindaco Giuliano Pisapia,   le capita mai di pensare alla bellezza? Di dedicare qualche momento della sua intensa attività di primo cittadino di Milano alla contemplazione della bellezza della sua città? Sono sicuro di sì, dato che lei conosce Milano, l’ha attraversata in lungo e in largo nel corso della sua vicenda umana, e ne ha seguito la trasformazione nell’arco degli ultimi decenni. Ebbene, come Lei sa, Milano ha una bellezza particolare: ritrosa, discreta, persino segreta. Manifesta se stessa in pochi punti e momenti del tessuto urbano che, nonostante il degrado in cui è stato lasciato per lungo tempo – le “rovine di Milano” le ha chiamate di recente Giovanni Agosti – mantiene ancora una sua eccellenza. Per questo vorrei richiamare la sua attenzione su un luogo importante della città, la zona antistante il Cimitero Monumentale, uno dei luoghi più noti anche all’estero, ricco di manufatti artistici, sculture e architetture, luogo di memoria.                      ...