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Grecia

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Sotirios Pastakas / Il nomadismo della poesia

“Leggiamo sempre per un ascoltatore sconosciuto. Uno che non è venuto alla lettura delle nostre poesie per obbligo o per reverenza, ma per il puro piacere e la passione della poesia. Se a fine serata uno sconosciuto viene timidamente a stringerti le mani, la serata non è andata a vuoto.”   Ho incontrato Sotirios Pastakas a Paestum, ospiti entrambi all’Hotel Calypso di comuni amici, Roberto Paolillo e Gabriella Paolucci. Insieme abbiamo rievocato gli anni Settanta, quando era in Italia, studente di medicina all’Università di Roma, cantato e ballato. Ma è alla Casa internazionale della poesia di Baronissi che, qualche sera dopo, ho potuto ascoltarlo mentre leggeva alcune sue composizioni. Non ho difficoltà perciò a riconoscermi in uno dei tanti “sconosciuti” che, spettatori silenziosi in sala e senza particolare famigliarità con la poesia, hanno sentito sobbalzare il cuore, preso da un inatteso coinvolgimento. Ho pensato subito che se il “lirismo” ha significato in molti casi trasformare una “scia di immondizie” in “versi perfettamente puri”, inseguire enigmi linguistici, Sotirios Pastakas poteva senz’altro essere definito un antilirico. La semplicità che riesce a produrre una...

Habermas e l’Europa / Senza l’Ue usciamo dalla storia mondiale

Alla fine del V secolo a. C., ad Atene, c’era un filosofo che proponeva di salvare e recuperare la giustizia nella vita della comunità, sostituendo la democrazia con un’aristocrazia di custodi, esperti del bene comune, filosofi da convertire in tecnocrati. Il suo nome era Platone. Oggi, agli inizi del XXI secolo, a Francoforte, sede della Goethe-Universität ma anche di un’istituzione comunitaria nevralgica come la Banca centrale europea, c’è un filosofo che propone di salvare la democrazia in Europa facendole varcare i confini nazionali e di sottrarre l’Unione europea alla spirale tecnocratica, in cui è ricaduta soprattutto nel modo di affrontare la crisi economica e finanziaria dei debiti sovrani dopo il 2008. Il suo nome è Jürgen Habermas. A differenza del malcapitato Platone e delle sue disavventure col tiranno di Siracusa, il filosofo di Francoforte sembra, invece, finalmente aver avuto udienza presso la Bundeskanzlerin Merkel e il suo governo di Grosse Koalition.   La proposta recente della cancelliera tedesca di rivedere i Trattati contemplando la possibilità di un’Europa a due velocità o a geometrie variabili, con ritmi e livelli diversi di integrazione, rilanciano e...

21 novembre 2016, Giornata mondiale della filosofia / Riposare o essere liberi?

Le origini della cultura occidentale affondano nella nascita della filosofia, ma, come ha scritto Giorgio Colli, le origini della filosofia restano misteriose. Ora, per gettarvi una luce, si può certamente continuare a esplorare la cesura storica che separa il logos dal mito; il pensiero razionale, astratto, discorsivo, che connota la pratica filosofica, dalla sapienza mistica, divinatoria e misterica, a sfondo religioso, nella Grecia che va dall’VIII al V secolo avanti Cristo. Come fa, d’altronde, lo stesso Colli che individua l’anello di congiunzione tra i due momenti nella soluzione dell’enigma della conoscenza, che avviene prima attraverso la mediazione degli oracoli divini, poi attraverso l’agonismo solo umano e secolarizzato dell’arte della discussione (G. Colli, La nascita della filosofia). In alternativa, atteso che la filosofia non nasce filosofica, per risalire al senso e al momento che precedono la sua evoluzione in una disciplina, prima ancora che divenga “accademica” già con Platone, Aristotele e poi con le scuole ellenistiche, si potrebbe percorrere la strada che la congiunge, ad Atene, in una specie di parto gemellare, con la democrazia, e tentare uno scavo...