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Cinema italiano: forme, identità, stili di vita / Il pensiero filmico della nazione

Si è tornati a parlare tanto di cinema italiano in questi ultimi anni. In Italia, certamente, ma anche all’estero, sulla scia di una convergenza tra il ritorno di autori in grado di intercettare un pubblico ampio ed eterogeneo – da Paolo Sorrentino e Luca Guadagnino sino a Michelangelo Frammartino e Alice Rohrwacher – e l’allargamento del campo dell’italianistica, tanto come ambito di studio quanto come platea di interessati. Nelle università anglofone i corsi di laurea si moltiplicano (pur nelle difficoltà di questi ultimi anni), così come si diffondono in giro per il mondo festival e manifestazioni dedicati alla cultura italiana, ai film in particolare. Certo, il cinema continua a rappresentare la forma espressiva più immediata e trasversale, quella capace di congiungere con un solo linguaggio i quattro angoli del globo. Ma non è solo questo il motivo di tale rinnovato interesse. Il fatto è che sembra esistere un rapporto particolare tra il cinema e l’Italia, un rapporto che si sviluppa in due direzioni. Da un lato il cinema permette di capire meglio l’Italia: nelle immagini è possibile leggervi i segni profondi e gli orizzonti di senso, gli immaginari mutevoli e le...

L’armata Brancaleone su Facebook / Chi è “io”?

Nei giorni in cui divampava il caso Cambridge Analytica io condividevo post sul caso Cambridge Analytica: mi stupiva un po’ l’indignazione di chi temeva di essere stato derubato della propria privacy, della propria identità. Quando devo spiegare ai ragazzini in classe quali siano i rischi della rete dico sempre che non c’è nulla di segreto in ciò che è elettronico, inventato dai militari per spiare; se invii a un fidanzatino un selfie dalla tua cameretta, se gli invii un frammento della tua privacy, quel frammento non sarà più privato; il fidanzatino lo inoltrerà a quello che pensa sia un suo amico, che lo condividerà con due o tre amici ancora meno intimi (i ragazzini stentano ormai ad avere anche un solo amico intimo, e hanno perlopiù branchi di decine di amici digitali), e dopo qualche settimana le tue tettine saranno sbavate da qualche pedofilo; le studentesse a quel punto inorridiscono, e trasecolano nel sentire che l’unica vera intimità è quando si è in due in uno spazio protetto, con i due smartphone in un’altra stanza e un pochino di delicata penombra. Su Facebook e WhatsApp per gli adulti, su Instagram e WhatsApp per gli under 18, non c’è privacy. Qualche sbarramento...

'Io' senza 'noi' / La politica dell’identità

Migliaia di catalani sfidano il governo spagnolo per affermare il proprio diritto all’indipendenza. Pochi giorni dopo migliaia di cittadini lombardi e veneti chiedono maggiore autonomia da Roma in un referendum consultivo, seguiti nel giro di qualche settimana dai cittadini della Corsica. I diritti dei migranti (e quelli, simmetrici, dei nativi) tengono banco nelle campagne elettorali europee e americane. In Italia il progetto di legge sul cosiddetto Ius Soli monopolizza il dibattito fra i partiti di sinistra, in vista delle elezioni che si terranno in primavera.   A poco più di un anno dal referendum che ha innescato la Brexit, dopo una campagna presidenziale dominata dallo slogan ‘America first’, non c’è dubbio che identità e diritti siano entrati di forza nel discorso politico contemporaneo. Gli effetti sono dirompenti: la ‘politica dell’identità’ scompagina destra e sinistra – intesi come schieramenti, ma anche come categorie concettuali che hanno orientato la politica occidentale nel corso dell’ultimo secolo. Il Partito Repubblicano negli Stati Uniti è uscito lacerato dalle elezioni presidenziali, mentre Cameron in Gran Bretagna ha dovuto rassegnare le dimissioni dopo...

How do I imagine being there? / Claudia Losi alla Collezione Maramotti

Finis Terrae. La Collezione Maramotti, che galleggia nelle placide linee verdi della pianura padana, si è trasformata temporaneamente in un cul-de-sac geografico, uno di quei luoghi in cui si arriva e un ostacolo naturale invalicabile impedisce al viaggiatore di proseguire oltre. Il suo guscio grigio di corazza industriale somiglia adesso più al basalto delle falesie che al cemento armato e tendendo l’orecchio, lontano, ci si aspetta di sentire un sibilo d’uccello in planata, un moto d’onda. La ragione della trasmutazione risiede nella mostra How do I imagine being there? Nelle sale della Collezione, Claudia Losi ha scelto di dare un corpo a ciò che inizialmente veniva concepito come progetto per un libro. Dopo una gestazione di 4 anni, il risultato è sì un volume d’arte edito da Humboldt Books ma anche un corpus di oggetti, tessuti cuciti, disegni, fotografie che testimoniano un andare-oltre, un andare-verso, che da sempre è uno dei tòpos del lavoro dell’artista. Presentato attraverso una conversazione con Matteo Meschiari, Professore di Geografia all’Università di Palermo, antropologo e scrittore, erudito e appassionato studioso del paesaggio, e una performance con Zero Vocal...