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Ignazio Silone

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La mia estate con Knausgård e Ernaux

L’estate un tempo era lo spazio dedicato della lettura. Liberi dagli impegni scolastici, o da quelli lavorativi, durante i mesi estivi ci si dedicava, almeno da ragazzi, alla lettura di volumoni. Era il tempo per i classici o per quei libri che durante il resto dell’anno si mettevano via con il buon proposito: Questo lo leggo d’estate! Cosa leggono oggi le scrittrici e gli scrittori in vacanza? Lo abbiamo chiesto ad alcuni di loro: un diario in anticipo delle letture che riempiranno i prossimi due mesi. O promesse di lettura. Come e perché. E persino dove. Leggere come una passione intramontabile. Non tutti gli scrittori scrivono d’estate. Alcuni leggono.       Sarà la mia estate con Karl Ove Knausgård, l’autore norvegese che ha fatto a brandelli la propria esistenza in sei volumi di confessioni intime. È un inno alla prima persona singolare e alla mercificazione del privato. Ecco la potenza e allo stesso tempo il sospetto: Knausgård scrive di sé, così di sé, perché non ha storie. È un Io da spulciare con diffidenza e desiderio: può essere infinitamente...

Su Luce D’Eramo, Silone, e diosacos’altro

A sedici anni, durante una brutta influenza, ho scoperto Ignazio Silone. Un prete mi aveva messo in mano incautamente L’avventura d’un povero cristiano e io smisi di essere cattolico. Di colpo. Appena finito il libro. Anche se naturalmente ero già lì lì, e quel libro semplicemente mi raccontava a me stesso, con più chiarezza e legittimandomi. Come fanno i libri che contano nella vita. Mentre scrivevo la tesina per la maturità su Silone – una tesina così ingenua acritica e fanatica che ancora me ne vergogno – Luce D’Eramo pubblicava la sua monumentale e insuperata monografia su Silone. Naturalmente le scrissi. Lei era così incredibile che mi mandò, per posta, in prestito, due libri introvabili, su Silone, libri che io lessi e restituii. Sempre per posta.   Non ho voglia di mettere in fila le date, anche se sarebbe facilissimo, preferisco tenere tutto un po’ confuso come in un sogno – perché tale era allora, vivevo quelle vicende come trasognato, nel tempo senza tempo dei miti  – quindi con sbalzi, sovrapposizioni, magari qualche incongruenza temporale. Sta...

#Twitteratura?

Giorgio Gaber direbbe “Quando è moda è moda”: oggi tutti parlano di Twitter e Twitter sembra diventato qualsiasi cosa, tanto che forse prima di parlarne sarebbe meglio cominciare ad usarlo per comprenderne i limiti.   No, la twitteratura non esiste. Però ha senso chiedersi quali spazi letterari siano possibili al di sotto della misura minima esercitata da Felix Fénéon ai primi del Novecento, con i suoi Romanzi in tre righe. E, al tempo stesso, ha senso chiedersi quali elementi di sperimentazione, rottura e continuità esistano nell’ambito di un possibile uso letterario di Twitter.   Un primo metro di giudizio è rappresentato dalle Lezioni americane di Italo Calvino: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità. Possiamo chiederci se i cinque principi individuati da Calvino per la scrittura del terzo millennio trovino espressione su Twitter, ovvero in un contesto che si avvicina più allo scritto-parlato che alla comunicazione scritta in senso stretto.     Elementi che depongono a favore di un uso letterario di Twitter   - ...

Ma che scherzi?!

20 maggio 2012. L’ormai ex segretario della Lega Nord di Rovato, Stefano Venturi, posta su Facebook: “Terremoto nel nord italia.. Ci scusiamo per i disagi, ma la padania si sta staccando (la prossima volta faremo più piano)..” (l’eterografia rispetta filologicamente l’originale). Le dimissioni dell’operaio metalmeccanico arrivano poche ore dopo, mentre Fabio Rolfi - segretario provinciale della Lega a Brescia- dichiara che il Carroccio “conferma e rinnova il cordoglio e la vicinanza alle famiglie delle vittime del terribile sisma che ha colpito l’Emilia e per le quali come ha sempre fatto è pronta ad interventi di solidarietà”. Questa, in sintesi, la vicenda che una decina di giorni fa è rimbalzata sui trafiletti di parecchi media tradizionali e non (il sottoscritto ha consultato in particolare l’articolo del Fatto Quotidiano).   Trovo si tratti di una pantomima patetica. Sarò cinico. Certo, Moni Ovadia non ha torto quando sostiene - con una battuta semiseria - che le barzellette sugli ebrei può raccontarle (solo) lui, perché è ebreo. Quindi, mutatis...

Greenberg for Italians

Non esiterei un istante a considerare l’antologia italiana degli scritti del critico americano Clement Greenberg (L’avventura del modernismo. Antologia critica, Johan & Levi, Milano 2011, pp. 448, € 35) come uno dei maggiori eventi editoriali dell’anno. I curatori Giuseppe Di Salvatore e Luigi Fassi hanno pazientemente lavorato su un corpus di oltre 1.500 pagine, riuscendo nella sfida di offrire al lettore italiano una panoramica esaustiva del pensiero di Greenberg dal 1939 al 1986. In senso più ampio, l’antologia della Johan & Levi è da oggi lo strumento imprescindibile per comprendere il modernismo americano, in Italia conosciuto quasi esclusivamente attraverso il riflesso, a volte distorto dalla partigianeria critica, offerto dall’allieva più brillante, impaziente e ingrata di Greenberg, Rosalind E. Krauss, dato che, per una congiuntura editoriale anomala rispetto ad altri paesi europei, i lettori italiani, soprattutto i più giovani, hanno conosciuto Greenberg proprio attraverso Krauss & Co.   L’avventura del modernismo è ordinato secondo un criterio cronologico e tematico. Le...

C’erano una volta le biblioteche scolastiche

  Proprio mentre si svolgono gli esami di maturità, l’Invalsi, dopo aver visionato insieme all’Accademia della Crusca un campione di circa 500 temi svolti durante l’esame di stato del 2008/9, ci informa che sostanzialmente la maggior parte dei nostri studenti adolescenti sono semianalfabeti e che molti hanno nulle o scarse capacità ortografiche, logiche, argomentative. Scelgo deliberatamente di non approfondire la questione per non dover sentire i soliti professionisti di scuola e di cultura giovanile parlare di cose che non conoscono, ricordando a tutti dati altrettanto preoccupanti sulla popolazione adulta di questo paese: scrive De Mauro commentando dati Ocse che “il 38% della popolazione italiana in età di lavoro ricade in condizioni di analfabetismo, il 33% è a rischio e solo il 19% conserva i livelli minimi di competenze necessarie in società moderne” (da Internazionale, 24 giugno 2011). Se non bastasse ricordo a tutti qual è il rapporto con la cultura di chi ci governa e cosa sta facendo in questi giorni con la nuova manovra economica alla scuola pubblica, non contento di averla già...