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Il mito di Sisifo

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Fuani Marino / Svegliami a mezzanotte

Il mito di Sisifo di Albert Camus si apre con queste parole: «Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta è rispondere al quesito fondamentale della filosofia». Dunque l’intera attività del pensiero che tende a ricercare quanto resta di ogni esperienza vitale, dovrebbe, secondo Camus, concentrarsi sul giudizio di quell’esperienza. C’è da domandarsi insomma se l’attaccamento dell’uomo alla vita sia qualcosa di più forte della somma di tutte le meschinità di cui si compone il mondo, o se lo spirito umano è capace di discernere un limite oltre il quale valutare la vita un’esperienza sostanzialmente risolvibile.  Camus pone la questione da un punto di vista filosofico, e lo fa in un tempo storico in cui l’esperienza del suicidio è invece posta secondo una prospettiva puramente clinica, dopo che per il più lungo tempo della Storia è stata posta come una semplice proibizione dogmatica. Per la dottrina cattolica infatti un suicida è un peccatore della peggior specie, così come lo è per l’ebraismo e per l’islam (è scritto nel Sahih di al-Bukhari: «Chiunque si getti da una montagna e muoia...

Das Leben nehmen / Thomas Macho. Togliersi la vita, prendersi la vita

Prendete il numero di persone rimaste uccise a causa di crimini violenti in un anno. Aggiungete il numero di morti per incidente. Aggiungete poi quello dei morti in guerra. Immaginate, per un attimo, questo numero.  Ebbene, questo numero enorme di morti, secondo le statistiche dell’organizzazione mondiale della sanità, dal 2012 non raggiunge il numero di morti annuali causate da un altro motivo: se stessi.  Già Albert Camus, in Il mito di Sisifo, aveva espresso in maniera concisa e radicale l’importanza concettuale centrale della domanda sul suicidio, lanciando un appello e una provocazione ai filosofi di professione – per lo più rimasto inascoltato nei circoli accademici ufficiali – a pensare più da vicino la morte, e in particolare la morte che si trova per propria mano. Thomas Macho, intellettuale austriaco, filosofo e musicologo di formazione, attivo da più di trent’anni nel campo della storia della cultura e delle civilizzazioni, nel suo recente Das Leben nehmen. Suizid in der Moderne (Suhrkamp, 2017, 531 pagine) riprende la sfida di Camus, addirittura rilanciandola, in un libro che c’è da augurarsi trovi presto spazio in traduzione italiana.  La sfida del...