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Con la vestaglia o con lo smoking? / Un manifesto critico contro pigrizia e stupidità

Secondo una recente indagine Demos-Coop, il 56% degli italiani ha considerato “vera una notizia letta su internet che poi si è rivelata falsa”. Il 23% “ha condiviso in rete contenuti per scoprire successivamente che erano infondati”.  Un dato ancora più inquietante: a credere alle fake news sono più volentieri le persone con titolo di studio medio (42%) o alto (49%) che basso (7%); lo stesso accade con le condivisioni. Le principali vittime (ma anche i complici) delle fake news sono i giovani istruiti, sempre più connessi e attivi anche attraverso gli smartphones (demos-coop, Osservatorio capitale sociale – 57 – I media, internet e le fake news, 18 dicembre 2017). È un sintomo di quello che Jean-Claude Michéa aveva definito il “progresso dell'ignoranza”: “nei paesi più industrializzati la popolazione scolastica è sempre più permeabile ai differenti prodotti della superstizione (dalla vecchia astrologia al moderno New Age), (...) la sua capacità di resistenza intellettuale alle manipolazioni dei media o alla massificazione della pubblicità diminuiscono in modo inquietante” (Jean-Claude Michéa, L'insegnamento dell'ignoranza, Metauro, Pesaro, 2004, p. 14, n. 4). Andare a scuola...

Infosfera tra controllo e libertà / Facebook: copiare gli altri

Il Web ci ha abituato a rispondere agli stimoli in modo immediato. Siamo ormai orientati a pensare solo a quello che potrebbe succedere nei prossimi momenti, ore, o giorni, ma ci sfuggono gli anni e il medio-lungo periodo. Il cosiddetto “tempo reale” surclassa le nostre menti e i tempi della riflessione riguardante il cambiamento iperveloce. Alla realtà aumentata della rete o infosfera non corrispondono, per ora, una ricerca e azioni concrete per aumentare le nostre menti. La nostra neuroplasticità, che dispone di potenzialità enormi e decisamente superiori all’uso che tuttora facciamo del nostro sistema cervello-mente, o mind-brain come opportunamente lo definisce Jaak Panksepp, non è a tutt’oggi educata a sviluppare capacità aumentate per cercare di abitare l’infosfera governandola e non subendola. Facebook ha 2,1 miliardi di utenti attivi mensili nel 2017. Il suo proposito dichiarato è mettere in contatto le persone; in realtà è la più grande azienda di controllo e sorveglianza della storia dell’umanità. La fotografa Tanja Hollander che ha fotografato circa trecento dei suoi amici di Facebook ha intitolato il proprio servizio: “Are you really my friend?” Probabilmente in pochi...

Progetto Jazzi / Il cammino. Un altro tempo

  Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA). Il concorso è terminato e 15 sono i progetti finalisti.   Quando ci si mette in cammino, scrive Frédéric Gros, fin dal primo passo le notizie perdono rilevanza. Perdono peso i casi di cronaca, precipitano fuori dallo spazio della prima pagina, si oscurano le news h24, non ci facciamo più ammaliare da chi ci chiede con insistenza «la sapete l’ultima?». Ci troviamo, dice, d’innanzi a ciò che «assolutamente dura». Lì, in quel quotidiano, la parola effimera; qui, nel quotidiano del cammino, la montagna che ci porge il silenzio del proprio tempo geologico. «Quando io cammino, cammina un bisonte» scrive Werner Herzog, «quando mi fermo, si riposa una montagna». Herzog percorre la sua strada di ghiaccio con la fragilità di chi accorre al capezzale di un’amica malata e con la possanza dello sciamano e del combattente, sa che i suoi passi sono progetti scagliati in un tempo vasto, che la sua marcia può traslare i destini, rifare il mondo. Mentre si muove è un grosso...

Peccato originale, unioni civili e karma / Di chi è la colpa?

Ci risiamo. A quanto pare per alcuni il terremoto sarebbe correlato alla colpa del peccato originale o delle unioni civili, mentre in rete altri (r)umori trash si sono addensati sul “karma” negativo delle città produttrici di salumi o sulla “necessità” di “benedire” la terra.   Superfluo dire quanto sia inaccettabile che in mezzo a tanto dolore e a tanti problemi le persone colpite dal sisma debbano anche sopportare che nel discorso pubblico circolino simili dabbenaggini (non trovo parole più adeguate e non mi piace usare quelle offensive); detto questo non ce la caveremo semplicemente additando o irridendo l'irragionevolezza, il fanatismo, la superstizione, la pochezza, la paura e la follia che stanno lì dietro.   C'è un tratto di lunghissimo periodo nella storia del pensiero umano, una tesi comune ai pensatori religiosi o metafisici di ogni tempo che suona più o meno così: rifiutare un disegno di senso teleologicamente orientato e garantito dal divino comporta crisi etica e disordine civile e naturale, se non anarchia e violenza. Il che è tanto più falso se si pensa che Democrito e Spinoza, ad esempio, sono stati tra i filosofi più attenti alla dimensione etica e a...

Storia e cronaca / Il terremoto, Wikipedia e il tempo

Domenica 30 ottobre ero inchiodata, come milioni di italiani, di fronte alle immagini del terremoto che ha colpito, di nuovo, il centro Italia. Le immagini erano un po’ sgranate, pixellate, e già questo, in tempi di Full HD e banda larga e fotocamere sensibilissime nei cellulari, dava tangibile evidenza della difficoltà delle comunicazioni. Era un segno evidente dell’inciampo, dell’inadeguatezza della tecnologia, o per meglio dire dei suoi limiti, anche della sua fragilità, che a volte rischiamo di non percepire più. Sentiti per telefono i miei parenti, saputo che stavano bene fisicamente, benché fossero provatissimi nello spirito, gli occhi tornavano alle immagini televisive. Soprattutto a quella facciata della basilica di San Benedetto, foglio di pietra rimasto miracolosamente in piedi mentre, dietro, mura e tetto sprofondavano, accumulandosi in macerie scomposte. Era come guardare il volto di Medusa, col fascino e l’orrore che si rincorrevano a gara.   Guardando quella chiesa bellissima, che colpevolmente non avevo mai visto di persona, pensavo che – come la Siria, ad esempio – esistono luoghi, nel mondo, che sembrano scolpiti nell’eternità: uno pensa “prima o poi devo...