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Ingmar Bergman

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virtù / L’eccellenza germanica

Chi era giovane negli anni 60 e 70 ricorda sicuramente l’enorme prestigio di cui godevano in Italia e in genere nell’Europa meridionale le società scandinave, la Svezia in particolare. Un prestigio trasversale, in gran parte, che veniva da sinistra come da destra. I regimi socialdemocratici che allora reggevano quei paesi erano esaltati come una mescolanza riuscita di capitalismo e socialismo, con un welfare molto ampio grazie a cui lo stato prendeva cura di ciascun cittadino “dalla culla alla tomba”. Società particolarmente prospere, certo, ma soprattutto emancipate, profondamente libere, oltre che permeate da civismo. Per un giovane italiano il viaggio in Svezia a cerca di avventure amorose era un’esperienza obbligata. Perché alla alta reputazione economica e politica di un paese si accompagna anche una elevata reputazione estetica: bellezza delle donne e degli uomini, ottimo cinema e ottima letteratura. E in effetti i paesi scandinavi annoveravano maestri universalmente riconosciuti, soprattutto nel cinema, mostri sacri come Ingmar Bergman o Karl Dreyer… Leggevamo Kierkegaard, Ibsen, Strindberg, ascoltavamo la musica di Grieg… Non stupiva il fatto che la Danimarca fosse stato...

John Searle e Maurizio Ferraris / Il denaro e i suoi inganni

Il denaro tra filosofia ed economia. Il dialogo tra filosofi ed economisti è reso complesso dalle differenze di linguaggio e di concezione del mondo tra le due discipline. Ma è un dialogo che vale la pena portare avanti, per non correre il rischio di trincerarsi negli specialismi. Dall’interdisciplinarità abbiamo tutti da guadagnare. Ci sono state molte discussioni tra filosofi ed economisti. Si pensi al discorso sull’idea di giustizia sviluppatosi tra John Rawls e Amartya Sen, al confronto su liberismo e liberalismo che ha contrapposto Benedetto Croce e Luigi Einaudi, o alle chiacchierate sulla natura del linguaggio tra Ludwig Wittgenstein e Piero Sraffa. Si può provare a intessere un’altra discussione partendo da Il denaro e i suoi inganni, pubblicato da Einaudi. Nel libro John Searle e Maurizio Ferraris hanno presentato le loro concezioni della moneta (per semplificare userò nel testo denaro e moneta come sinonimi). Non è un tema nuovo per la filosofia, dato che a partire da Aristotele e per arrivare a Simmel, i filosofi si sono interrogati sulla natura del denaro. Nelle righe che seguono cercherò di riassumere le idee dei due autori, sottolineando le affinità e le differenze...

Capitan Cocoricò si è nascosto: siete capaci di trovarlo? / Guido Crepax: alle radici del fumetto moderno

Sembrerebbe difficile dire qualcosa di nuovo su Guido Crepax. E invece, le emozioni che suscita la sua arte non finiscono mai... nemmeno di stupire.   Di recente una nuova fonte di piacere è stato vedere nelle librerie italiane, dopo una collana finalmente integrale di 30 volumi cartonati in edicola, il primo volume (edito dalla rinnovata White Star) dedicato all’opera omnia su progetto editoriale dell’Archivio Crepax, nel sontuoso formato 25 x 33,5 cm che valorizza al meglio i dettagli e lo stile dell’artista milanese.   Ancor oggi non c’è probabilmente sintesi migliore, per spiegare in pochi tratti il meraviglioso melange creato da Crepax, delle parole scritte del regista Corrado Farina per il saggio Guido Crepax o... del fumetto (Sipra 1969) poi adattato nella sceneggiatura di “Freud a fumetti”, cortometraggio di 10 minuti uscito nei cinema nel 1970 e da poco riversato su YouTube dal figlio Alberto Farina di RaiMovie: «Fin dall’inizio è evidente che Crepax è autore non dozzinale, anzi è addirittura sofisticato: nei suoi disegni anzitutto si ravvisa l’influsso dell’americano Ben Shahn e di quel suo abile volgarizzatore che è David Stone Martin. Su questa base poi si...

Notti bianche a Stoccolma

Dopo la fine della guerra si partiva per la Svezia alla ricerca di un esemplare nuovo di umanità, prodotto da una civiltà che aveva assorbito la modernità nelle sue tradizioni. Si tornava in Italia con pezzi di design, esempi di urbanistica e di uno stato sociale modello. Erano gli anni Cinquanta e sulle nostre riviste apparivano articoli ammirati in cui erano, per una volta tanto, soppresse le note di costume e si indicavano esempi di crescita armonica della società, nella speranza che potessero essere seguiti anche da noi. Già negli anni Sessanta le cose cambiarono: i rapporti senza complessi tra i sessi vennero tradotti dalle nostre parti in libertà sessuale, le applicazioni della socialdemocrazia come indizi di totalitarismo. I film di Bergman continuavano a essere ammirati e discussi, ma i giudizi sul paese si formavano su Il diavolo (1963), film scritto da Rodolfo Sonego con un Alberto Sordi d'annata, che rivela questo mondo nuovo attraverso i tic italioti, oppure con un reportage di Mario Soldati, I disperati del benessere, che, a fine decennio, faceva i conti con la fine di un modello.   Nel secolo scorso (ebbene...

Campioni # 1. Gian Maria Annovi

La Signora # 1 me la mettono in casa per forza ad aspettare che muoia una non italiana una troia io che insegnavo il latino che traducevo il greco e ora una cosa che sbatte le ciglia che appena mugugna un sacco di ossa e respiro e lenzuola […] La Scolta # 2 mattina lava Signora con carozina. lava tutta. con saponetta. con spunia. lava capelli anche. lava là in fondo che Signora non vuole e mi grida. ma io volio profuma di buono non quello suo odore di donna che more.   da Id., La scolta (Roma, nottetempo, novembre 2013, pp. 33, € 4), p. 11 e p. 13   Già col primo dei nostri «Campioni» poetici tocca contravvenire a una delle regole che ci siamo dati per questo gioco: la scelta cioè – per ciascun libro a sua volta eletto a «campione» della «vera contemporanea poesia» – di un solo componimento che appunto faccia da «campione» della sua lingua e del suo immaginario. Il fatto è che sempre più, nella poesia di Gian Maria Annovi, si assiste al significativo passaggio da un «iniziale sperimentalismo astratto», nel quale i testi figuravano «...

Tavoli | Fabrizio Gifuni

Lunga e stretta. Una scrivania, due sedie, due posti di lavoro (postazioni per lavori diversi?). Una parte dove navigare e scrivere (su un Mac), dove prendere appunti (a mano, anche con essenziali schizzi). Là si telefona con un vecchio apparecchio con i fili. Là cresce una lampada a stelo, una memoria: la luce sembra rivolgerla fuori del piano di lavoro. Là si appoggia solida una scatoletta sovietica e un animale stilizzato fa la guardia. Su un cumulo di carte è pronto un paio d’occhiali per vedere meglio. In cima, si intravede un biglietto d’aereo: la scrivania è una pausa nella vita di continuo movimento dell’attore.   Un ramoscello d’ulivo spunta da penne e pennarelli. Una scena di film in una fotografia, un uomo e una ragazza (ma chi saranno, diavolo: sembrano quasi… ma no). La musica c’è, in questa stanza, ma nel momento della foto è staccata: non è un sottofondo, un’ossessione, ma una scelta.   Dall’altra parte del tavolo si definisce, con ordine negletto o con studiato disordine, la natura di attore-autore del proprietario: un film, Il rito, di Bergman, e...

Il Funaro, il teatro e la città

Tutto è teatro al Centro culturale il Funaro. Le due sale, la caffetteria, la biblioteca, la residenza per artisti, gli uffici. Novecento metri quadrati di palcoscenico in via del Funaro 16/18, nel cuore di Pistoia. Spazi coperti e all’aperto che si affacciano come quinte su una corte interna chiusa da un cancello fatto di una volontà di ferro. “Non c’è luogo che non abbiamo utilizzato – mi dice a ogni porta che apre Massimiliano Barbini, grande esperto di letteratura teatrale, responsabile della biblioteca – non c’è angolo che abbiamo lasciato inerte”. Poi alza gli occhi. Solo la storia della nascita del Centro non è diventata uno spettacolo, magari itinerante. Per il momento. Tra memoria e innovazione   Quasi totalmente autofinanziato, il Funaro corre sul doppio binario di progetti internazionali (fra i motivi del conferimento del Premio Speciale Ubu 2012) e di un’intensa attività culturale per la città di Pistoia e il territorio toscano, declinando la sua vocazione “glocale” nella programmazione di spettacoli, di workshop professionali con Maestri...