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Israele

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Richiedenti asilo / Escape Artists. Intervista a Guy Ben-Ner

Abbiamo intervistato Guy Ben-Ner, artista israeliano nato a Ramat Gan nel 1969, in occasione della rassegna di videoarte CAMPI presso BACO_BaseArteContemporaneaOdierna di Bergamo. Gli abbiamo posto alcune domande relative al suo ultimo lavoro video, Escape Artists, girato con richiedenti asilo Sudanesi ed Eritrei presso il centro di detenzione di Holot.    Sei nato in Israele e ti sei formato in Nord America. Sei diventato padre quando eri ancora uno studente, un’esperienza che ha condizionato la tua vita e il tuo lavoro. Quali ragioni ti hanno spinto a far ritorno nel tuo Paese d’origine? È stato un ritorno definitivo o vivi ancora negli Stati Uniti?   Ho studiato arte in Israele. Ho proseguito gli studi negli Stati Uniti perché mia moglie voleva lasciare Israele, e registrarsi come studente era il solo modo all’epoca per avere il visto. Questa è stata l’unica ragione per cui ho scelto di studiare all’estero, in qualche modo è una ragione molto pratica. Io e la mia famiglia abbiamo vissuto a New York per cinque anni, poi ci siamo trasferiti a Berlino per altri due, per una borsa di studio DAAD. Siamo tornati in Israele a causa del divorzio: mia moglie, che è...

Antisemitismo / La Comédie inhumaine

Sembra proprio che sia in atto un risveglio dell’antisemitismo. Lo leggiamo sui giornali, ci deprimono alcune vignette, l’odio islamico contro gli ebrei, e gli israeliani in particolare, non accenna a diminuire. Persistono manifestazioni misteriose, come per esempio il vandalismo nei cimiteri, delle quali non si riesce a trovare spiegazione.  Le popolazioni dell’Occidente dovrebbero essere interessate all’antisemitismo perché anch’esse sono diventate bersaglio, con il terrorismo, di una sorta di antisemitismo esteso.   Opera di Hiroyuki Masuyama. Durante un viaggio in Israele di molti anni fa, una mia amica carissima, non ebrea, che oggi purtroppo non c’è più, si stupì per un piccolo e vecchio cimitero musulmano preservato in piena città. La strada nella Gerusalemme ebraica si era divisa in due, aggirandolo rispettosamente. L’unico esempio di una prassi affine è a Roma nel Raccordo Anulare, dove l’autostrada si divide in due e nel mezzo si trova una serie di negozi abusivi di illuminazione. Si chiama “La variante dei lampadari”. Voleva esser certa dei suoi occhi, la mia amica, e perciò mi chiese se quello era un cimitero ebraico o musulmano. I cippi eretti e le...

Il nuovo volume della collana Riga / Primo Levi e Israele

Conoscere il rapporto tra Primo Levi e lo Stato di Israele a prescindere dall’esperienza tragica e pregnante di Auschwitz è impossibile. Quella che Levi stesso ha definito come l’esperienza della sua vita ha modificato certamente l’opinione dello scrittore, senza tuttavia modificarne la sua natura di uomo mite, pacato e riflessivo. È interessante allora analizzare l’evoluzione di tale rapporto alla luce del suo essere un ebreo della Diaspora, sopravvissuto ai campi di concentramento e in virtù degli eventi storici che hanno segnato gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del Novecento.   A partire da tre racconti in particolare del Sistema Periodico: Argon, Zinco e Oro Levi mette in evidenza i primi momenti in cui la componente ebraica ha fatto capolino nella sua vita, designandolo come qualcosa di più rispetto a un italiano, borghese, di professione chimico.  Determinante sarà poi il periodo vissuto nel campo di concentramento di Auschwitz senza il quale non sarebbe emersa in maniera determinante la coscienza divisa che Levi avrebbe finalmente attribuito non solo a se stesso, ma anche alla moderna identità ebraica nella Diaspora come tale. Durante la sua permanenza...

"Se sei ottimista proverai a rendere la vita migliore" Shimon Peres / Tel Aviv e l'utopia delle start up

La settimana lavorativa in Israele comincia la domenica. La settimana del DLD Innovation Festival, hub internazionale che raccoglie ogni anno a Tel Aviv migliaia di investitori e di innovatori da ogni angolo del globo, comincia domenica 25 settembre sul tetto del Comune di Tel Aviv, ribattezzata ormai da anni la “non stop city”, con un abitante su tre nella fascia di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Il numero degli innovatori in Israele, in rapporto alla popolazione e ai chilometri quadrati è unico al mondo, per questo non sorprende che ogni anno aumentino in modo esponenziale i visitatori che si recano a Tel Aviv per il Festival.   A fare gli onori di casa è Ron Huldai, primo cittadino nonché figura chiave nella trasformazione, nell’ultimo ventennio, di Tel Aviv nell’incubatore di startup di più grande successo non solo in Israele ma su scala globale, con 28 startup per chilometro quadrato e la media di una startup per ogni 290 residenti. Molte di queste fanno già parte della nostra vita quotidiana: basti pensare a Waze, tanto per citare un’applicazione di cui ci serviamo tutti i giorni. Nata per aiutare gli utenti a trovare la strada più veloce durante gli orari di...

Regni dimenticati / Religioni minacciate del Medio Oriente

Pochi avranno sentito parlare degli yazidi prima di leggere sui giornali che le milizie dello Stato islamico entrate a Mosul, l'antica Ninive, nel nord dell'Iraq, avevano massacrato cinquecento yazidi, compresi vecchi, donne e bambini, forse seppellendoli vivi, e rapito più di trecento donne yazide per schiavizzarle come "spose" dei soldati del califfato, bruciandone vive in una gabbia alcune che si erano rifiutate di accettare le nozze. Degli yazidi e di altre sei religioni dimenticate dagli Occidentali e minacciate di scomparire dall'integralismo islamico di oggi, parla Gerard Russel nel saggio Regni dimenticati pubblicato recentemente dalla casa editrice Adelphi.   Come chiarisce il sottotitolo, si tratta di un viaggio nelle religioni minacciate del Medio Oriente. L'autore, un ex diplomatico anglo americano, ha trascorso quattordici anni viaggiando e lavorando in diversi Paesi del Medio Oriente, come Egitto, Israele, Arabia Saudita, Iraq, Libano, Afghanistan e Persia. Grande appassionato ed esperto del mondo antico mediorientale – ha studiato lingue e filosofie antiche a Oxford – Russell conosce perfettamente l'arabo e il farsi, cosa che gli ha permesso di entrare in...