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Jean Paul Sartre

(12 risultati)

L'Idiota della famiglia / Un piccolo scarto

Una ridefinizione della libertà   In un’intervista rilasciata in un periodo coevo al lavoro sul suo Flaubert, Sartre fa riferimento a una profonda revisione del concetto di libertà rispetto alla sua enfatica celebrazione proposta nell’ontologia fenomenologica de L’essere e il nulla. Ne L’idiota della famiglia, come del resto già nella Critica della ragione dialettica, la libertà non è più pensata come pura trascendenza del soggetto, come potere di nullificazione, di nientificazione (néantisation) del «per sé». La libertà dell’esistenza non appare più come incondizionata, ma si trova castrata dalla presenza di «essenze storiche» che la precedono condizionandola inevitabilmente. La stessa formula capitale dell’esistenzialismo sartriano, ovvero «l’esistenza precede l’essenza» – teorizzata rigorosamente ne L’essere e il nulla e ripresa poi nella celebre conferenza titolata L’esistenzialismo è un umanismo – subisce una drastica riforma. Non esiste esistenza che non sia preceduta da essenze, non metafisiche ma storiche; non esiste esistenza che non appaia nel mondo se non determinata da concrezioni fatticistiche che la precedono e la attraversano. In questo...

Il rovescio e il diritto / Albert Camus, "Perché sono un artista e non un filosofo?"

Dove termina Dostoevskij comincia Camus, ma fino a noi sono giunti insieme con la stessa aria di attualità. Ci parlano ancora dell’uomo e del mondo, nell’evidenza che non sono cambiati né l’uno né l’altro. Coscienza esistenzialistica entrambi, ma fideistica una e perplessa l’altra, continuano ad additarci il germe della nostra impotenza a misurarci con gli altri e dell’incapacità di vincerla, in una parola “il senso dell’assurdo”, nella vocazione incoercibile a renderci estranei a noi stessi. Mutuando Heidegger, Camus fa di più nel rappresentarci il dramma dell’uomo posto non davanti al mondo per affrontarlo ma gettato in esso per subirlo: lo grava del peso della solitudine e del silenzio, dell’indifferenza sociale, della prometeica angoscia di non potercela fare, al punto da vedere nel suicidio, come Emil Cioran, la sola possibilità data all’uomo di uscire dalla vita e dunque di sopportarla.    Schiavo di una malattia progressiva e di un tempo funestato di orrori (la prima metà del secolo scorso), l’autore comunista che si fa anarchico non può non maturare un sentimento tragico della vita che ad un certo punto si manifesta in un risentimento antigermanico e contro...

Un capolavoro di noia / Gerard Reve, Le sere

«Il libro non si presta a una massiccia campagna pubblicitaria, visto che non è fatto per il grande pubblico. Molti librai si sono già rifiutati di venderlo. La direzione ha ricevuto una quantità di lettere in cui i lettori manifestavano la propria ripugnanza. Il fatto che ci siano circa mille esemplari ancora non rilegati e difficili da piazzare prova che il libro è “morto e sepolto”».    Il libro in questione è De avonden, scritto nel 1947 da Gerard Reve, e considerato il superclassico della letteratura olandese del novecento. Si descrivono gli ultimi dieci giorni del 1946, così come li vive l’adolescente Frits van Egters, palese alter ego dell’autore, e così come ce ne parlerebbe Kafka se fosse lo sceneggiatore di sitcom ambientate nel dopoguerra in un quartiere periferico di Amsterdam. Benché nel romanzo non accada nulla, e nonostante i settant’anni di ritardo, la stampa anglosassone ha accolto calorosamente la traduzione inglese, senza lesinare sulla parola “classico”. Anno 2018 Le sere approda in Italia per le cure di Iperborea. “Morto e sepolto”: come mai nel 1949 De Bezige Bij, l’editore presso cui uscì il libro, ci vide così corto?     Fin dalla sua...

Che cos’è la realtà? / L’analisi sotto sequestro

“Realtà è l'unica parola che senza virgolette non significa niente”.  (Vladimir Nabokov, Intransigenze.)   L’episodio al centro di questo libro, avvenuto in una stanza d’analisi di Bruxelles esattamente cinquantanni fa – era il dicembre del 1967 – non smette di interrogarci: “Che cos’è la realtà?” chiede il paziente Jean-Jacques Abrahams, l’uomo col magnetofono, al suo psicoanalista che lo accusa di essere “pericoloso perché misconosce la realtà”. Abrahams è sicuramente un paziente delirante e dunque, in più punti e in ripetute occasioni, sembra davvero mancare l’appuntamento col principio di realtà, ma il dottor Van Nypelseer, da parte sua, pare aver dimenticato l’insegnamento di Nabokov che ho scelto di porre in epigrafe, appare cioè troppo sicuro di sapere che cosa sia la realtà o, se si preferisce, come stiano le cose. Egli, commenterà Jean-Paul Sartre, “decide da solo, sovranamente, di quel che è il reale”, lo fa dall’alto dell’autorevolezza che gli viene dalla mancata reciprocità della relazione terapeutica, dal fatto di essere un dottore sano e non un paziente malato. Eccoci allora al cuore dell’analisi, quale che sia il suo indirizzo – come le molte differenti...

Antisemitismo / L’avvenire di un’avversione

È uscito da pochi mesi anche in Italia l’agile ma enciclopedico volume di Pierre-André Taguieff su L’antisemitismo. Pregiudizi, teorie, comportamenti (Cortina editore, Milano 2016). La sua prima edizione data al 2015, per le Presses Universitaires de France. Il testo in traduzione si rivela denso, ben articolato e, al medesimo tempo, di utile lettura anche per il modo in cui il materiale è organizzato e quindi proposto al lettore. Dieci capitoli sintetici sull’evoluzione dell’odio contro gli ebrei, sui criteri per interpretarlo, sulle parole per raccontarlo. Si tratta infatti di un libro che offre una scansione tematica e storica, logica e cronologica, permettendo così di definire i termini del problema e i suoi numerosi riflessi sul presente. Una sorta di handbook, in buona sostanza, che dopo un percorso di riferimenti e ragionamenti fa quindi il punto della situazione odierna, sia sul piano dell’evoluzione fattuale, materiale del pregiudizio antiebraico, sia sullo stato della riflessione e della pubblicistica di merito.   Non è l’unico in materia, avendo il lettore a disposizione un ampio ventaglio di offerte editoriali, ma si segnala per l’asciutto rigore. L’autore,...

L’avenir d’une illusion

Versione italiana English version   Depuis quelque temps, la vieille Europe semble souffrir d’une fièvre étrange : l’art contemporain africain ! De foires en expositions, de saisons en colloques, soudain l’on s’aperçoit de l’existence de ce continent qui, pour la plupart du temps, représente, pour employer une expression empruntée à Joseph Conrad, le cœur des ténèbres. Et le plus amusant, dans cet engouement soudain dont on se demande combien de temps il durera, c’est l’impression que nous avons d’assister à des ruées d’un autre temps.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Partout s’élève le mot découverte, comme si les nouveaux Christophe Colomb, Magellan, Vasco de Gamma et Marco Polo s’étaient transformés en collectionneurs, galeristes, directeurs de musées, seuls capables, selon les mots de Sartre, d’extraire toute chose des ténèbres primaires :   «Car le blanc a joui trois mille ans du privilège de voir sans qu’on le voie ; il était regard pur, la lumière de ses yeux tirait...

Arte africana contemporanea / Esploratori fuori tempo massimo

English Version Version francaise   Negli ultimi tempi, la vecchia Europa sembra essere affetta da una strana febbre: l’arte africana contemporanea! Dalle fiere alle rassegne, fino ai numerosi simposi, improvvisamente ci si accorge dell’esistenza di questo continente che, per la maggior parte è – utilizzando un’espressione presa in prestito da Joseph Conrad, il cuore di tenebra. E la cosa più divertente, rispetto a questa infatuazione folgorante, è che ci si chiede per quanto tempo durerà. Si ha l’impressione di assistere a una serie di precipitazioni da un’altra dimensione temporale.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Dappertutto, risuona la parola scoperta, come se i nuovi Cristoforo Colombo, Magellano, Vasco da Gamma e Marco Polo si fossero trasformati in collezionisti, galleristi, direttori di musei, capaci – secondo le parole di Sartre – di estrarre ogni cosa dal buio primario:   «Perché il bianco ha goduto per tremila anni del privilegio di...

The future of an illusion

Versione italiana Version francaise   Since some time now the old Europe seems to be suffering from a strange fever: the contemporary African art! From fairs to the exhibitions, from seasons to symposiums, suddenly it discovered the existence of the continent that for many represents, to use an expression borrowed from Joseph Conrad, “the heart of darkness”. And the most amusing thing in this sudden enthusiasm, which who knows how long is going to last, is that it seems like we are back in history.   Pascale Marthine Tayou, Plastic Tree, 2014/2015. Exhibition : Art Basel Unlimited. 2015 / Art Basel. Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Andrea Rossetti   Everywhere the word “discovery” is being hailed, as if the new Christopher Colombus, Magellan, Vasco de Gamma and Marco Polo had transformed into the collectors, gallerists, museum directors, who see themselves as the only ones capable, according to Sartre, to extract the whole thing from the primal darkness:   “For three thousand years, the white man has enjoyed the privilege of seeing without being seen; he was only a look; the light from his...

I non-morti e la bellezza

«Bobbio è il mondo», afferma il conte Basta (Roberto Herlitzka), Dracula nostrano che regge i destini della sonnacchiosa cittadina di provincia in cui il tempo sembra non trascorrere mai.   È una battuta con la quale Marco Bellocchio sembra voler ironizzare amaramente sulla propria incapacità di abbandonare una volta per tutte il “natio borgo selvaggio” della Val Trebbia. Non solo perché da una ventina d'anni, ogni estate vi organizza il laboratorio “Fare Cinema” (all'interno del quale questo film ha preso forma), ma soprattutto perché è qui che i suoi umori velenosi e sarcastici sembrano riuscire a coagularsi, a dare nuova linfa al suo cinema. Insomma, se qualcuno pensava che i conti del regista con la città natale si fossero finalmente chiusi con il cechoviano e un po' sottovalutato Sorelle Mai (2010), ha dovuto ricredersi davanti a questo Sangue del mio sangue che, presentato in concorso alla 72ma Mostra del Cinema, ha risollevato un poco il morale dei cinefili presenti al Lido, fiaccati da un'edizione particolarmente sconfortante.     Nato dal confluire di...

Gli oggetti di Fiori

Umberto Fiori (Poesie 1986-2014 - Mondadori, 2014) si aggira per la città, camminatore solitario, vigile, attentissimo. Osserva scene, situazioni, eventi urbani, luoghi, oggetti, cercandone sempre la parte in ombra, quella che sfugge allo sguardo consueto, strappando luoghi e oggetti al loro uso e alla loro funzione. Ed è proprio questa disfunzione che getta su di loro un altro significato, ci spiega Fiori con la classica forza della similitudine, come quando cade dal tavolo una carta dei tarocchi e noi vediamo sul pavimento il viso della papessa finalmente unico, sottratto alla sua allegoria. La poesia di Fiori racconta questa unicità in cui gli oggetti si presentano allo sguardo veritiero e dentro tale sguardo accadono nuovamente. È una poesia dell'accadere. E questo accadere, queste apparizioni urbane, queste teofanie senza dio si impongono a noi. Sono loro che ci chiamano. Ci chiamano a giudizio, secondo un'istanza morale e lombarda tipica della poesia di Fiori, come nota Andrea Afribo nella sua bella nota introduttiva. Sono loro che ci interpellano, ci interrogano, ci costringono all'incontro. Ecco, l'incontro. È una parola...

Alexandre Kojève. Diario del filosofo

Un’aura di leggenda ammanta i seminari sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel che Alexandre Kojève tenne a Parigi fra il 1933 e il 1939, presso l’École pratique des Hautes Études. Erano in pochi ad ascoltarlo, ma tra di loro si potevano annoverare Merleau-Ponty e Lacan, Leiris e Bataille, Breton e  Caillois. Da quei seminari, raccolti da Raymond Queneau, nascerà nel 1947 L’introduzione alla lettura di Hegel (Adelphi, 1996), inizialmente conosciuta in Italia nella versione parziale dal titolo La dialettica e l’idea della morte in Hegel (traduzione di Paolo Serini, Einaudi, 1948).       Nato nel 1902, Kojève apparteneva all’intelligencija esule dalla madre Russia dopo la rivoluzione d’ottobre. Nipote di Vasilij Kandinsky (il suo Kandinsky è tradotto da  Quodlibet), membro della classe borghese dedita ai commerci, Kojève se ne va dalla Russia nell’autunno del ’20; finisce in carcere in Polonia sospettato di essere una spia sovietica e perde la valigia in cui custodiva le sue riflessioni giovanili. Dovrà riscrivere il suo Diario del filosofo...

Michele Mari, l’idiosincratico

Abbiamo lasciato Michele Mari con un testo a più voci sui Pink Floyd, prima con una raccolta di poesia; ora ecco dei racconti (Fantasmagonia, Einaidi 2012) a dimostrazione di un’assoluta libertà creativa nel vasto mare della letteratura italiana dove da qualche tempo si osservano viceversa grossi banchi di scrittori in movimento. Lo spazio del visibile è stato via via occupato dallo splatter e dal noir, dalla storia nazionale romanzata e dall’autofiction; movimenti spontanei che rispondono allo spirito dei tempi o imitazione istantanea di potenti modelli da parte di epigoni, oppure ancora gonfiori dovuti ad impulsi meramente editoriali. A fronte di tali addensamenti sull’asse dei generi e della maniere, ci piace contrapporre l’idea dello scrittore idiosincratico.   Idiosincrasia significa intolleranza organica per cibi o medicinali, ed è proprio l’aspetto corporale che va sottolineato perché il più immediato, irriflesso e non costruito. Una reazione incoercibile a ciò che ci circonda, scatti eminentemente soggettivi, cosicché quanto vi è di più strutturale sembra nascere...