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John Cheever

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Singapore

Sono in partenza per Singapore. Bel raduno di scrittori, traduttori, editori, si chiama Bridging Cultures, e almeno centocinquanta persone discuteranno e si affanneranno attorno a tematiche (letterarie, editoriali, linguistiche) che riguardano l’Asia dell’Est e il Pacifico. Anni fa ho speso qualche mese a Singapore, facendo un po’ di scouting in giro per l’Asia del sud-est. Mi hanno chiesto: e perché fai base proprio lì, il posto più costoso, quello che letterariamente ti dà di meno? Io non avevo una risposta precisa. Sapevo che da quella città stato mi sentivo attirato proprio per la sua anomalia. È il posto che più ricorda una certa fantascienza anni cinquanta-sessanta, quella più sociale che in fondo seguiva le orme di Orwell. E cosa c’è di più orwelliano di Singapore? Dove il termine grande fratello ha un senso, se non qui? Molto sta cambiando, di recente. Alla piazza finanziaria si è sostituito il parco giochi per turisti asiatici. Ma un certo clima da patria degli androidi, degli uomini macchina, dei quadri d’azienda clonati in laboratorio c’è...

Quando Cheever conobbe Modugno

Alcuni anni fa mi capitò di ascoltare per la prima volta una famosa canzone di Domenico Modugno intitolata Mariti in città. Il brano in questione, uscito in 45 giri nel 1958 ma già in diffusione dall'anno precedente, racconta in terza persona le fantasie extraconiugali del protagonista di un topos degli anni '50, quello del marito che, accompagnati i figli e la moglie nei luoghi deputati alla villeggiatura, resta solo in città a lavorare.     Ammetto che questa canzone mi ha ossessionata per alcuni mesi e che tuttora mi pare particolarmente riuscita per via di una capacità inconsueta per l'epoca - invero comunque ben a fuoco nella discografia di Modugno - di centrare senza reticenze e retorica, una certa peculiarità dell'uomo del proprio tempo. In questo caso al centro del brano c'è una caratteristica più spiccatamente maschile: quell'autoproclamarsi ricco di belle speranze da tombeur de femmes che vengono puntualmente tradite da una clamorosa goffaggine, funesto impedimento al compimento reale dell'adulterio. A conferire al brano un'altra cospicua dose di simpatia farsesca c...