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John Kerry

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Kasparov-Putin e l'Europa

Il giocatore di scacchi per eccellenza, il campione del mondo per tre lustri. Il rimando mentale alle scuole sovietiche per bambini prodigio e le tetre atmosfere di periferie ostili. Oppure Ingmar Bergman e la partita con la morte. Bene, lasciamo da parte (per ora) queste facili suggestioni. Il testo di Garry Kasparov,  non è un libro su Vladimir Putin. O meglio non parla soltanto della eccezionale (intesa come non deroga a varie “norme”) carriera e storia politica e di potere del presidente russo. Kasparov dimostra di essere un fine analista politico, un esperto di relazioni internazionali, un profondo conoscitore della storia russa ed europea, nonché un potenziale diplomatico.   Nonostante i toni usati per commentare le fantasmagoriche vicende di Putin e del suo clan siano per niente paludati, ma franchi, diretti e non proprio consoni al protocollo esigente e dettagliato delle sedi diplomatiche, il lettore che pensasse di scovare un (banale) compendio di editoriali, commenti e analisi politiche scritte da un (o forse il) giocatore di scacchi per eccellenza, temporaneamente votato all’impegno civico-politico, rimarrebbe abbastanza...

Le grandi speranze di Bruce Springsteen

Non so se è un bene che i brani migliori di High Hopes, il più recente album di Bruce Springsteen, siano i già conosciuti “American Skin (41 Shots)” e “The Ghost of Tom Joad”. Non so nemmeno se sia un male. Entrambe le canzoni sono splendidamente trasformate da un vigoroso arrangiamento, da Tom Morello e dalla sua chitarra hendrixiana. Non sono la “versione definitiva”, che a una canzone è meglio non chiedere mai, ma fanno l’effetto di un pugile che grazie al sorso di un intruglio davvero potente si solleva dal tappeto e sferra un pugno che decide l’incontro. Ma è un intruglio che rimane strettamente “legale”. Niente steroidi in Bruce, è tutta energia biologica. E anche questo può essere un bene, oppure no.     Da molto tempo Springsteen non passa mai la soglia oltre la quale sta il “chi mi ama mi segua” – la soglia che marca la differenza tra l’arte “umana, troppo umana” – o semplicemente umanitaria – e l’arte che si proietta oltre l’umano conosciuto, verso l’umano ancora sconosciuto. Il rock...