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Juncker

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Contro l’analfabetismo economico (parte terza) / Miti e leggende dell’austerità

Il termine ‘austerità’ ha una forte connotazione etica. Il dizionario Treccani indica come sinonimi castigatezza, continenza, frugalità, misura, moderazione, e morigeratezza. Ma l’austerità è entrata anche nel lessico economico e politico. Si riferisce in questo caso alle politiche che mirano a ridurre la spesa pubblica. Il secondo significato indicato dal dizionario Treccani è infatti: ‘regime economico-politico di risparmio nelle spese statali e di limitazione dei consumi privati, imposto dal governo al fine di superare una crisi economica’. In realtà si tratta di un uso infelice del termine, che rischia di confondere un concetto economico con uno etico. ‘Austerità’ evoca i volti torvi della Merkel e di Juncker, lo spettro del Fondo Monetario o della Ue che obbligano gli ‘stati-cicala’ a stringere la cinghia. Gli economisti in realtà hanno a disposizione un linguaggio neutro per descrivere le politiche di spesa, parlando di manovre ‘espansive’ e ‘restrittive’. Questo linguaggio è preferibile perché le buone politiche non sono mirate a ‘stringere la cinghia’ per ragioni etiche. Non c’è niente di immorale o di sbagliato nell’aumentare la spesa pubblica quando è necessario.  ...

L'anatra zoppa di Juncker

Da molte settimane leggiamo che Juncker e la Commissione europea hanno lanciato un piano di 300 miliardi di euro per finanziare nuovi investimenti. Mercoledì 26 novembre il piano è stato presentato al Parlamento europeo. Tutti siamo contenti. Al rigore dei conti pubblici l’Europa affianca una strategia per la crescita economica. Però “Signora mia le cose sono complicate, non ci si capisce niente”.   Nell’ultimo numero l’Economist ha pubblicato due vignette su Juncker. Nella prima il mago Juncker presenta il suo “Magnificent Truly Unbelievable Magic Show”. 21 miliardi di euro – la somma di cui Juncker dispone – sono messi nel cappello del mago e diventano 300 miliardi, “cavalcando un tappeto rosso su un unicorno per trovare il vello d’oro” (quello di Giasone e gli Argonauti). Nell’altra vignetta Juncker viene dipinto come un alchimista. Poi, in due articoli, il progetto di Juncker viene dipinto come “pensiero magico” (non riportiamo le altre considerazioni dell’Economist per non infierire).    Vabbè, direte voi. Questa è la perfida...