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La conversazione necessaria

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Tradizione / Esperienza, competenza

In questi giorni surreali e drammatici, scanditi da bollettini medici e trasmissioni giornaliere occupate dal contagio, l’assessore regionale lombardo Giulio Gallera ha fornito uno spunto di riflessione. Questo politico, catapultato come tutti in una realtà sconosciuta e imprevedibile, adempiendo al ruolo istituzionale di aggiornamento, ha annunciato in un’intervista che sarebbero stati banditi posti per gli ospedali lombardi a favore di medici anche non specialisti di altre regioni. Ed ha aggiunto che non si trattava soltanto di un meritevole intervento di solidarietà, ma di un’occasione unica. L’apprendere sul campo quanto non si conosce dai libri, utilizzare l’esperienza dei sanitari che già vi operano, ricevere le loro conoscenze per poi servirsene in un futuro pur non auspicabile. Questo messaggio era annegato tra parole elementari, dati precisi, statistiche crudeli, numeri di consolazione. Non si tratta in verità di un tema contingente, legato alla eccezionalità del momento. È la questione, generale e tormentata, della trasmissione dell’esperienza da chi ne sa di più a chi ne sa di meno, sia nel campo interpersonale comune sia in quello professionale specifico. Questione...

La condivisione difficile / Nostra sorella solitudine

Sembra sia stata la “svolta linguistica” a mandare in crisi la corrispondenza tra le parole e le cose. A un certo momento, collocabile più o meno tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo, la macchina della certezza del pensiero positivo è andata in crisi con le conseguenze dissolutive note. Si è prodotta anche da lì una nuova solitudine. Abbiamo scoperto che diciamo sempre quasi la stessa cosa, noi animali di parole, e non smettiamo di restare almeno in parte soli mentre continuiamo a cercare di approssimarci, a tentare forme diverse di condivisione.    Condivisione, che da un punto di vista morale si carica immediatamente di significati positivi, mentre fa i conti con il massimo dell’unicità indivisibile che quella comunanza dovrebbe esprimere: l’individuo, l’indivisibile, appunto. Dovremmo riconoscerci come “dividui” portatori di “diventità”, come da diverse fonti di ricerca pare sempre più sostenibile. Approfondire la contraddizione tra individualità e condivisione vuol dire cercare di comprendere il rapporto tra intersoggettività e indifferenza, tra conflitto e cooperazione, tra ospitalità e ostilità, tra conformismo e innovazione. Nella...

Paesaggi contemporanei / La conversazione necessaria

Ho terminato da poco la lettura di due libri che apparentemente non hanno nulla in comune tra loro: il primo è il secondo volume della serie La mia battaglia dello scrittore norvegese Karl Ove Knausgard e il secondo è il nuovo saggio della sociologa e psicologa Sherry Turkle, La conversazione necessaria. Sono libri molto diversi. Il primo è il romanzo infinito di un uomo che racconta ogni microsecondo della sua vita (in questo volume la sua esperienza di innamorato e poi di padre) mettendo a nudo tutto se stesso. Il secondo è un saggio sugli effetti dello stare sempre connessi online e sulle nostre capacità di relazionarci agli altri.   Ma leggendoli negli stessi giorni mi sono accorto di un punto in comune che questi due libri avevano. Knausgard in Un uomo innamorato, il titolo di questo secondo volume, è alla costante ricerca di tempo per se stesso, da dedicare alla scrittura e non ci riesce, perché deve portare la figlia neonata a spasso nel parco. Non ha mai tempo, è sempre stressato, come sua moglie, dai nuovi ritmi imposti dalla paternità e, in parte, dalla sua notorietà. Al contempo, la sua scrittura è capace di soffermarsi per duecento pagine sul racconto di un’unica...