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La Strada

(6 risultati)

Carnet geoanarchico 15 / La grande estinzione

Da una decina d’anni faccio un gioco. In questo gioco le regole cambiano sempre e le partite giocate prima influiscono su quelle giocate dopo, ma in modo allusivo e indiretto. Le regole si accumulano, si annullano tra loro, l’esperienza acquisita può portare a un puro dispendio di energie o è la premessa indispensabile per un salto di livello. Nel gioco esistono tre fattori in relazione stretta: ecologia, cultura, tempo. Ogni fattore ha un piano sincronico e diacronico, e ovviamente sincronia della diacronia e diacronia della sincronia sono il punto di partenza. L’intreccio sempre più complesso di relazioni è l’evolversi del gioco, ad esempio: le trasformazioni del sistema ecologico hanno una ricaduta non deterministica sulle trasformazioni culturali le quali a loro volta influenzano il sistema ecologico secondo modelli di tempo variabili su scala stagionale, annuale, decennale, millenaria, eccetera. Il gioco comincia sempre con un nuovo quadrante geografico, un’ecologia ben definita, uno standard climatico. In questo contesto viene a inserirsi una civiltà X, ad esempio di caccia e raccolta, o agricola e stratificata, oppure ipertecnologica, con caratteristiche politiche ed...

Carnet geoanarchico 14 / Ars cosmographica

«Il mondo pareva ricondotto al silenzio di ere lontanissime». Non è il finale di un romanzo distopico, è il secondo libro della Storia dei Longobardi di Paolo Diacono nel punto in cui racconta la pandemia di peste bubbonica che infuriò in Europa tra il 541 e il 542 d.C. e che a Costantinopoli, come riporta Procopio di Cesarea, arrivò a uccidere tra le 5000 e le 10.000 persone al giorno. Nell’agosto del 2013 una carota glaciale estratta sul Colle Gnifetti nel massiccio del Monte Rosa è stata analizzata con sistemi ad alta definizione e ha permesso di datare con grande esattezza alcuni eventi vulcanici di vaste proporzioni. Le particelle di tephra ritrovate nel ghiaccio, risalenti al 535-536 d.C. e riferibili alla catastrofica eruzione di un vulcano islandese (altri parlano invece del Krakatoa), ci raccontano un’anomalia climatica che coincide con svariate notizie contenute nelle cronache alto-medievali. Il 536 fu un anno freddissimo, caratterizzato da abbondanti nevicate estive che distrussero i raccolti e generarono enormi carestie, dalla Cina all’America Latina. Come un inverno nucleare di proporzioni planetarie, le polveri dell’eruzione schermarono i raggi solari e abbassarono...

La strada al MAXXI di Roma / Dove si crea il mondo

Lo spazio è saturo di rumori, echi, suoni, voci. Dal frastuono emerge un fischiettio insistente e stonato, come se qualcuno si sforzasse di riprodurre melodie familiari, mentre schermi e monitor proiettano bagliori colorati. Il primo impatto con La strada. Dove si crea il mondo, la grande mostra aperta lo scorso 7 dicembre al MAXXI di Roma (fino al 28 aprile 2019) evoca la saturazione sensoriale, lo strepito assordante di una strada, uno spazio di movimenti, flussi, architetture, oggetti, veicoli, corpi, segni e gesti in perpetua trasformazione. Con oltre 200 lavori di 140 artisti internazionali, la mostra curata da Hou Hanrou è una prova coraggiosa e per molti versi controcorrente che susciterà attenzione e dibattito, senz’altro uno dei progetti più ampi e ambiziosi della sua attività di direttore artistico dell’istituzione romana (mirabile e per certi versi tangente a questo fu Open museum open city del 2014).    Sacrificando alcuni aspetti ormai canonici della pratica curatoriale, della strada la mostra ci restituisce la virulenza: ogni opera si presenta in tutta la sua fisicità, fatta di suono, colore, e spazio, vicina alle altre, a noi e agli altri, con una...

Una vita è i suoi libri / Leggere e scrivere

Una donna che legge seduta su un palo confitto nel mare, mentre le onde le si rifrangono intorno. Accavalla le gambe e appare concentrata nella lettura del libro, che regge in mano. Lo tiene con la mano sinistra e afferra il volume dalla costa superiore, mentre con la destra lo sfoglia; ha la testa reclinata ed è indifferente a tutto quanto accade intorno a lei. La foto è sulla copertina di un libro appassionato, A libro aperto. Una vita è i suoi libri (Feltrinelli), scritto da Massimo Recalcati, psicoanalista. Si tratta di un’autobiografia in forma di lettore, attraverso i volumi che l’autore ha letto nel corso della sua vita: una sequenza d’incontri decisivi. Ogni libro segna un momento particolare della vita di Recalcati, a partire dall’Odissea, incontrata da bambino, per passare attraverso Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, L’interpretazione dei sogni di Freud sino ad arrivare a La strada di Corman McCarthy, uno dei libri su cui maggiormente Recalcati si è soffermato nei suoi ultimi saggi. Ogni libro è passaggio, la porta d’accesso a una realtà nuova, e insieme strumento per una trasformazione intellettuale: per una nascita del proprio sé. Tutto avviene attraverso...

OGR Officine Grandi Riparazioni Torino / Mike Nelson. L’atteso

Al di là di un’alta e lunga vetrata, compare il retro di un anonimo imponente tabellone per affissioni in legno alto circa dieci metri; quattro motociclette, alcune a terra, altre disposte in direzioni diverse; delle autovetture (per la precisione dodici, di diversi modelli e marche) e un paio di furgoni, tutti con i fanali accesi e rivolti verso lo spettatore. Da un’apertura della vetrata, si accede in questo ampio ambiente con il pavimento completamente ricoperto da un consistente strato di macerie e materiali di risulta di oltre duecento tonnellate. Si presenta così l’ultimo lavoro site specific di Mike Nelson, nella navata del Binario 1 delle OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino (il più grande impianto industriale, sorto nella città piemontese nel 1895 e attivo fino al 1992; solo il provvido intervento della Fondazione CRT ne ha sventato l’abbattimento, acquisendo e riqualificando la storica fabbrica in cui si riparavano i treni). Nato a Loughborough (Regno Unito) nel 1967, Mike Nelson, largamente conosciuto per le sue grandi installazioni create con una ricca quantità e varietà di materiali esposte in tutto il mondo, con la curatela di Samuele Piazza, si è confrontato...

Scene d’estate / Cirque Bidon: fiaba felliniana o utopia “anarchista”?

L’arte del teatro è universale: la si potrebbe rappresentare come una carovana in viaggio, nel tempo e nello spazio, perché se fosse un’entità statica, ferma nel punto in cui è stata creata, non avrebbe la possibilità di sbocciare e di evolvere. In effetti, questa carovana non è solo una metafora, poiché si è manifestata concretamente proprio durante l’estate: è il Cirque Bidon! Una compagnia circense francese capeggiata dal suo fondatore François Rauline e composta da un patchwork di artisti (giocolieri, clown, musicisti, acrobati) di diversa nazionalità (Francia, Spagna, Italia), che viaggia in carovana, su carrozzoni di legno trainati da cavalli. Lentamente, a ritmo di 20 km al giorno. Gli ultimi a spostarsi così.  Si erano fatti desiderare per ben quindici anni in Italia, dal loro ultimo passaggio e sono tornati nel 2016, facendosi perdonare con una tournée di tre mesi. Hanno attraversato Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, partecipando ai più significativi festival di arte circense e teatro di strada, principali promotori del loro grande ritorno. Dal festival La Strada di Brescia al Mirabilia di Fossano, per giungere, quasi al termine della loro tournée, a Tutti matti...