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La terza menzogna

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Il teatro / Ágota Kristóf: identità in bilico

Sono uscite due raccolte di testi teatrali di Ágota Kristóf negli scorsi mesi, John e Joe Un ratto che passa, per Einaudi, Il Mostro e altre storie, per Edizioni Casagrande. Sono testi che giungono ai lettori italiani a nove anni dalla morte dell’autrice diventata nota in tutto il mondo con il grande romanzo Trilogia della città di K. La produzione teatrale di Kristóf è nota da decenni ai lettori svizzeri e francesi in quanto sono stati tra i primi testi da lei scritti in lingua francese, per poi affrontare il romanzo, racconti e in contemporanea poesie.  Queste due raccolte appena pubblicate, insieme a La chiave dell’ascensore e L’ora grigia uscite venti anni fa, vanno a comporre un quadro interessante sia nella storia della scrittura della loro autrice sia nella genealogia di luoghi e personaggi.   Kristóf giunge in Svizzera come rifugiata politica nel 1954 dall’Ungheria, dirà sempre che pensava che la Svizzera e la cittadina di Neuchâtel sarebbero state una fase di passaggio, invece vi trascorre tutta la vita fino alla morte. Lei, che nella sua vita precedente alla fuga scriveva poesia e teatro e amava la sua lingua, si è trovata a non avere più una lingua, a non...

Rifugiata nella vita e nella scrittura / Ágota Kristóf. Scrivere per ricostruire identità

La Trilogia della città di K., di Ágota Kristóf è un romanzo composto da tre romanzi, con circa gli stessi personaggi, con gli stessi protagonisti, con ambientazioni simili, ma le vicende narrate sono diversissime tra loro, le storie che i due protagonisti raccontano del loro passato e del loro presente non coincidono mai, nemmeno nei nomi. In Il grande quaderno sono due gemelli lasciati dalla madre alla nonna materna in una casa alla periferia di una città dove si spera non sentiranno le asprezze della guerra, quelle della vita le sentiranno molto invece. La nonna li chiama “figli di cagna” e li instrada in una vita di asperità. È scritto tutto in prima persona plurale, sono i gemelli, ancora senza nome, che raccontano.   In La prova è Lucas che parla, in terza persona singolare. Inizia con il primo atroce giorno dalla divisione da Claus, ma iniziano anche i dubbi se Claus esista o meno. In La terza menzogna la narrazione è alla prima persona singolare, io, ed è Claus che racconta la sua vita e il ritorno di Lucas.   Nelle sue tre parti il romanzo sfida la logica del lettore, gioca col senso apparente della storia, accenna senza rivelare tempi e luoghi della Storia,...