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La trasparenza del Male

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Ologrammi / Baudrillard e il virale

Negli ultimi anni, all’interno della nostra cultura, la parola “virale” ha visto progressivamente indebolirsi i significati che possedeva. Il grande successo del web e dell’universo digitale, infatti, ha sempre più portato tale parola ad esprimere dei significati di popolarità, consenso e successo. Ma oggi, dinanzi alla drammatica diffusione in tutto il mondo di un vero virus, la parola “virale” sta riacquistando quelle connotazioni di segno negativo che esprimeva in precedenza. Connotazioni che possedeva ancora quando il sociologo francese Jean Baudrillard ha cominciato a utilizzarla e che, proprio per questo motivo, gli sono servite all’epoca per compiere un’operazione trasgressiva. Perché, in una certa misura, parlare di virus e viralità in quel momento faceva scandalo.    Pertanto, Baudrillard ha fatto più volte ricorso al concetto di viralità. L’ha fatto, ad esempio, nel 1990 nel volume La trasparenza del male (SugarCo), nel quale ha aggiunto ai tre differenti ordini di simulacri che aveva precedentemente individuato un quarto tipo di ordine: quello “virale”. Infatti, negli anni Settanta, all’interno di Lo scambio simbolico e la morte (Feltrinelli), aveva affermato...

A 10 anni dalla sua scomparsa / “Vita di Baudrillard”

Perché tra virgolette? Le virgolette, come a suo tempo aveva osservato Umberto Eco, sono la cifra del postmoderno. L’indice di un atteggiamento che consiste nel non prendere sul serio, di petto, frontalmente, gli enunciati o le grandi narrazioni del Moderno. Una posizione di enunciazione laterale, disimpegnata, e che in fondo secondo i suoi critici tradurrebbe l’impotenza o la noia per la serietà delle ossessioni di fondazione. Una predilezione per le superfici, una strategia da cover che presuppone la sfiducia nell’originale, il gusto di tradire la verità, la storia. Si capisce che il grande scrittore del postmoderno sia stato Borges, con la sua passione per il falso e il simulacro. “Questo libro nasce da un testo di Borges, dal riso che la sua lettura provoca (…) facendo vacillare e rendendo a lungo inquieta la nostra pratica millenaria del Medesimo e dell’Altro”: così comincia Le parole e le cose, di Michel Foucault, uno dei libri-emblema di questa epoca.   Certo Baudrillard ha partecipato a questa gigantesca opera di irrisione. Chi c’era più postmoderno di lui, così compiaciuto da concedersi alla ribalta mediatica internazionale mentre ne stigmatizzava la distanza dal...