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Le città invisibili

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Vivere nella poesia / Furor Mathematicus, di Leonardo Sinisgalli

Dopo settant’anni torna in libreria negli Oscar Mondadori l’edizione più completa di Furor Mathematicus di Leonardo Sinisgalli (1908-1981) poeta e ingegnere, narratore, traduttore, saggista, disegnatore, art director, autore di documentari e programmi radiofonici, critico d’arte lucano. La ripubblicazione consacra nella sua piena attualità un’opera sublime quanto vicina a tutti e un genere mai visto prima nel panorama letterario italiano. Essa presenta un geniale dispositivo e un’elegante architettura interna che affida qualità espressiva anche all’impaginazione, ed è capace di coniugare, in virtù di ispirazione e scrittura eccezionali, sapienzialità popolare e religiosità cosmica − animistica, pagana, cristiana − con scienza e poesia. Il risultato, che soccorre e promuove la nostra vita personale e sociale, è qualcosa di più raro del radio, più comune dell’acqua, più crudele della verità, potremmo dire parafrasando Dylan Thomas; è l’immagine del mondo che fa cerniera fra passato e futuro, non si appiattisce sulle tecnologie e le macchine né su meri oggetti seriali di consumo e attrazione feticistica, ma fa vivere nella stessa dimensione la scienza e il progresso con l’arte e la...

Omaggio a Calvino / Calvino tutto in un punto

Nel bel profilo dedicato a Italo Calvino da Arianna Marelli, e realizzato in occasione delle letture di questo scrittore al grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino, Italo Calvino: tutto in un punto (una realizzazione 3D Produzioni per Sky Arte HD e Intesa Sanpaolo), spiccano i brani di un’intervista che gli fece nel 1975 Valerio Riva per la Televisione Svizzera. Calvino viveva allora a Parigi in Square de Chatillon, nella periferia sud della capitale francese, e lì riceve la troupe che lo filmerà nel suo studio appollaiato sui tetti. La conversazione s’intitola: Calvino: l’uomo invisibile. Gioca ovviamente sul titolo del libro che ha pubblicato pochi anni prima, Le città invisibili, uno dei suoi più belli, il più poetico di tutti. Lo scrittore spiega a Riva che a Parigi lui ci sta molto bene perché vive nel più assoluto anonimato: può osservare tutti scomparendo nella folla, e così può vedere senza essere visto. Poi perfeziona il suo pensiero aggiungendo: “Agli scrittori essere visti di persona non giova. Ci sono stati scrittori enormemente popolari di cui non si sapeva niente. Erano solo un nome sulle copertine (…) ora invece lo scrittore ha occupato il campo e il mondo...