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Lettere dai soldati della Wehrmacht

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Non importa chi te lo dà, purché te lo dia / L'affetto è neutro, attenzione!

Un pomeriggio, sotto un duro attacco di tristezza, mi sono messo a vagare per la città dove mi trovavo e passeggiando a caso sono sbucato in una piazza dove c’era una meravigliosa sagra della cioccolata. L’invasione di quel calore emotivo, di quella bontà, dell’affetto naturale sprigionato da quel bendidìo marron, mi hanno ridato in mezz’ora la forza e la lucidità per riprendermi in mano. Certo, la serotonina, ecc. ecc., ma la verità è che quegli artigiani squisiti avevano fatto il mio bene. Per pochi soldi quei cari maestri mi avevano dato una grande dose di affetto. La loro bravura aveva trasformato l’ergonomia delle cioccolate in morale.    Lì ho capito che l’affetto è neutro: non importa chi te lo dà, purché te lo dia. È un qualcosa che non si lascia intaccare dal mezzo che lo veicola. L’affetto viene o non viene, chi o che cosa te lo porta non c’entra. E se non ha secondi fini, va comunque bene, è sempre positivo. Quando sei in difficoltà e ricevi uno sguardo solidale si dice che ti scalda il cuore, è un conforto di qualcuno che si mette dalla tua parte, sia una persona brutta o bella, un savio o un fuori di testa. Ma anche un oggetto può stimolare il nostro affetto...