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Spasso / Giampiero Neri: un’acuta perplessità

Negli anni ’80 del secolo scorso ero uno scrivente alle prime armi, in cerca di interlocutori illustri coi quali corrispondere. Qualcuno mi aveva dato il numero di telefono di Giampiero Neri: i suoi libri di poesia (L’aspetto occidentale del vestito e Liceo) mi affascinavano, ero curioso di conoscerlo di persona. Mi rispose con rara gentilezza e affabilità, e subito mi invitò a casa sua. Scoprii così, con sorpresa, che abitava a pochi isolati da me, in Piazzale Libia. Piazzale Libia è una delle piazze alberate più estese di Milano; lì sono cresciuto, negli anni ’50. Sul verde pubblico e nelle strade ai lati noi ragazzini giocavamo a calcio, finché non arrivava un ghisa (vigile urbano) a sequestrarci la palla, o una rara automobile (“Macchina!” gridava qualcuno) a interromperci. In quegli anni, ai margini del piazzale si vedevano ancora le macerie dei bombardamenti. In un angolo c’erano i resti di quella che chiamavano “la villa di Claretta Petacci” (sembra una poesia di Neri). Sapere che davanti al nostro campo di gioco era vissuto e viveva un poeta importante mi faceva guardare platani e aiuole con occhi nuovi.    Ricordo una prima passeggiata con Giampiero:...

Il punto di vista degli insegnanti / Ancora sullo smartphone in classe

“Una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”. L’annuncio ministeriale, già commentato da Alessandro Banda, sta sollecitando diverse reazioni. Mentre nelle sale insegnanti e sui social network i commenti crescono ho sollecitato amici e amiche che lavorano a scuola, in diverse realtà territoriali, principalmente nella superiore, a condividere opinioni e esperienze sul tema. Quanto segue è il montaggio delle risposte, per le quali ringrazio tutti e tutte, da cui emerge qualche dato di realtà e un paesaggio comunque diverso da quello continuamente disegnato da chi non entra in una classe da decenni.   “A me sembra una follia per come è stata lanciata, una boutade futuristico-populista che serve a sollevare polvere e coprire di patina innovativa una carovana di provvedimenti farraginosi e strampalati (vedi le applicazioni dell'alternanza scuola-lavoro). Per come verrà recepita temo sarà l'ennesima catastrofe di polarizzazione indignata o ingenua sopravvalutazione, a seconda dei casi. Qui prevedo comunque la solita forte...

Dai confini dell'impero / Un liceo torinese tra Settanta e Ottanta

Recentemente il Liceo Marie Curie di Grugliasco, alle porte di Torino, ha festeggiato i quarant'anni di attività. Quello che segue è la versione ridotta e riadattata del testo di un intervento di un docente e poi preside della scuola, che ha ricostruito i primi anni dell'istituto: uno scorcio di storia e termomentro della trasformazione, in un momento cruciale di passaggio e nel pieno sviluppo della scolarizzazione di massa, vista attraverso gli occhi di una comunità educante.   Quella di oggi è un’occasione significativa per ricordare i quarant’anni del Liceo Curie e dare inizio a un nuovo istituto, nato dall’unione del Curie con l’adiacente istituto Vittorini, che già aveva assorbito l’istituto Castellamonte. E ora si può dire che il Curie sia “uno e trino” e che ancora più di ieri il Liceo Curie o Curie-Vittorini sia oggi un istituto d’istruzione secondaria pluriindirizzo, aperto al territorio, con il settore economico, il settore tecnologico, il liceo scientifico, il liceo linguistico, il liceo delle scienze umane, mentre del nucleo originario, il liceo scientifico, resta in vita una parte e con dei corsi incompleti.  Il Curie fu istituito e vide la luce nel 1976...