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Linus

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Linus, La Rinascente, Milano / Gregorietti e la grafica

Salvatore Gregorietti è figlio e nipote d’arte. Suo padre Guido era infatti un prestigioso curatore museale, mentre suo nonno, omonimo, è stato un noto pittore nella Sicilia di Ernesto Basile, che per lui ha progettato un delizioso villino Liberty a Mondello. E Salvatore non ha tradito il proprio DNA familiare, affermandosi, fin da giovanissimo, come uno dei più significativi graphic designer internazionali, apprezzato per la chiarezza visiva e la coerenza strutturale dei suoi progetti.      Ernesto Basile, Villino Gregorietti, 1924.26, Mondello, Palermo. Salvatore Gregorietti. Da Palermo, città in cui è nato nel 1941, si sposta con la famiglia dapprima a Roma per poi approdare, a soli otto anni, a Milano, dove il padre era stato chiamato a dirigere il Museo Poldi Pezzoli. Conseguito il diploma di maturità artistica al liceo di Brera, prosegue gli studi al vorkurs della Kunstgebewerberschule (scuola di Arti e Mestieri) di Zurigo, nell’indirizzo di graphic design perché, a quel tempo, da noi questa specializzazione non era ancora stata introdotta. Sarà infatti soltanto nella seconda metà degli anni settanta che anche in Italia si apriranno scuole post-diploma...

Davide Panizza / Pop X. Un mago si aggira per l’Italia

Ciò che state per leggere è una specie d’inchiesta che ho condotto in qualche giorno di lavoro e di studio ossessivi; non è un'intervista, né una recensione, né un articolo di critica musicale (quando sento la parola "critica musicale" o, peggio ancora, "musica indie italiana", come succedeva a Karl Kraus quando doveva scrivere di Hitler, davvero non mi viene in mente nulla).  Per meditare l'argomento di questo articolo, invece, mi sono mentalmente trasferito a Pinzolo, sotto la chiesetta di San Vigilio che fu affrescata (con una irridente e gioiosissima danza macabra) da Simone Baschenis nel XVI secolo. La chiesa, che scompare dinanzi ai giganteschi e illuminatissimi cartelloni pubblicitari di automobili di lusso posti ai bordi delle piste da sci, si trova a una cinquantina di chilometri dalla casa trentina di Davide Panizza, genio e oggetto della presente indagine. Ho scritto genio non per semplice propensione all'entusiasmo (di cui ammetto sono afflitto fin dalla nascita) ma solo perché non oso scrivere qui il termine che sono convinto più gli si addica: il termine Mago; mago nel senso rinascimentale, bruniano, di operatore occulto. D'altronde, ma questo lo vedremo meglio...

Expo: Operazione Sidol

«Sarà bellissimo. Certo, ci saranno dei ritardi, ma sarà bellissimo». Nel bel mezzo di una cena milanese l'affermazione di una expottimista, anzi expo entusiasta, viene soppesata con una certa cautela, ma in generale approvata, tranne da una commensale che, irriducibile, dice che lei a visitare EXPO non ci pensa proprio. È cominciato il countdown, ma la città sembra presa ancora da altri pensieri: l'annuncio che Pisapia non si ricandiderà, la vendita dei nuovi grattacieli a un fondo del Qàtar e che la Pirelli diventerà, dal 2019, cinese. Tronchetti Provera esorta a non essere provinciali, ma forse un po' ci piace esserlo, pensando come gli ultimi centocinquanta anni di questa città siano stati legati a una famiglia che, finché si chiamava Pirelli chi ne era al comando, ha sentito la responsabilità sociale di fare impresa. Saremo forse dei provincialotti dell'era globale quando rimpiangiamo la chiusura, dopo 53 anni di onorato servizio, di Milano Libri, la libreria di Annamaria Gandini dove è nato "Linus", che ha chiuso Meazza, la più celebre ferramenta della...