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Luigi Berlinguer

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Non uno di meno

Nonostante il clima di incertezza istituzionale e la crisi politica, Francesco Profumo continua a dare segni di zelo attivistico negli ambiti che hanno contraddistinto il suo Miur: per quanto riguarda l'innovazione tecnologica, dopo le iscrizioni on line e il trasferimento del compito di segreteria a lavoratori e utenti, inserisce nell'organico ministeriale consiglieri esperti di «Nuovi Media, E-government, Open data, Social Innovation» che dovrebbero individuare le direzioni per la scuola del futuro; più in generale nell'“Atto di indirizzo concernente sottolinea le priorità politiche per il 2013" indica i punti fondamentali per la continuità di lavoro nel nuovo governo: il sistema nazionale di valutazione, la formazione del personale, il contrasto alla dispersione scolastica, il potenziamento dell'istruzione tecnico-professionale e dell'alternanza studio/lavoro, nuovi progetti per lo studio all'estero, il finanziamento in forma mista con risorse diversificate pubbliche e private.   È la conferma di una direzione ostinatamente modernizzante, sebbene più nei proclami che nei fatti; una...

Centocinquanta anni di scuola e laicità. Conversazione con Cesare Pianciola.

  “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. […] Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. [...] Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. […] Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli...