Categorie

Elenco articoli con tag:

madre

(3 risultati)

Primavera dei Teatri / Tre feste con i morti

Le immagini che lampeggiano sullo schermo sembrano come filtrate da un velo di cenere sottile, inconsistente. Da un residuo di morte. Le figure di Mephistopheles di Anagoor appaiono staccate, fantasmatiche, eppure vicine a noi seduti nella platea, uno sì e due no. Nel dialogo o nella rincorsa con i suoni martellanti o avvolgenti o echeggianti di Mauro Martinuz, nel loro rimandare a visioni del mondo attuale rese ectoplasmatiche attraverso il montaggio, il rallentamento e quel velo simile a cenere, è come se le proiezioni si staccassero dalla piattezza dello schermo per entrare direttamente nei nostri strati corticali, andando a risvegliare figure che si agitano in noi, a metterle in vita tanto che agiranno ancora a lungo, dopo gli applausi finali, per giorni e giorni.   Mephistopheles di Anagoor, screenshot. Racconto qui tre spettacoli anomali, Mephistopheles di Anagoor, scritto e diretto da Simone Derai, un film con musica dal vivo, apparentemente. Poi Piccoli funerali di Maurizo Rippa con la chitarra di Amedeo Monda, raccontini come lapidi, come una piccola Antologia di Spoon River con canzoni, apparentemente un recital. Quindi Madre, con la voce e la presenza di Ermanna...

A Napoli e Roma a trent’anni dalla morte / Mapplethorpe. Classical form on unthinkable images

Il 9 marzo del 1989 muore di AIDS Robert Mapplethorpe. Ha all’epoca quarantatré anni ed è uno dei fotografi più rappresentativi della scena artistica statunitense di cui incarna, tra gli anni Settanta e Ottanta, l’anima oltraggiosa, irriverente e contestataria. Le sue fotografie, caratterizzate da una cifra stilistica singolare, capace di unire lo scabroso e il glamour, sono, al di là dello splendore formale, un mezzo di riflessione su temi controversi come l’omosessualità, la pornografia e la sfera erotica in genere, la cui forza risiede – come annotava la scrittrice americana Joan Didion – nella forma classica applicata a immagini ‘impensabili’.      Dopo un’infanzia e un’adolescenza formalmente integrata nei costumi di una famiglia cattolica della media borghesia di origine irlandese (i cui valori rientreranno, seppur stravolti, in alcuni aspetti della sua ricerca), Mapplethorpe si iscrive al Pratt Institute di Brooklyn e, negli anni delle rivolte studentesche e delle contestazioni, entra in contatto con la nascente cultura underground newyorchese, con i suoi fermenti politici, artistici e letterari, legandosi per alcuni anni a Patti Smith. È lei a regalargli la...

Mia madre e l'Expo

Mentre scrivo un elicottero mi sorvola la testa. A poche centinaia di metri da me cerca di riposare Michelle Obama con le due figliole. È lei la prima rockstar ad arrivare in città per EXPO. In queste settimane sono passati Putin, con la sua auto blindata, insieme a Renzi e con il quale ha bevuto una kvas, David Cameron, il presidente dell’Irlanda, un poeta che pare abbia fatto un bellissimo discorso sull’importanza che questa generazione non scarichi sulla prossima il problema della fame nel mondo; è in arrivo Hollande e molti altri.   Quasi tutti vanno direttamente ad EXPO senza fermarsi in città. Diversa la scelta della first lady americana che ha requisito due piani di un albergo centralissimo, ha visitato il Cenacolo vinciano, ha preparato un’insalata di pollo con gli studenti della scuola americana di Milano, concedendo alle sue ragazze uno shopping tour nella zona di corso Como. I cronisti l’hanno descritta stanca, ma sorridente. In maniera non troppo percettibile il numero dei visitatori sta aumentando. Queste le principali tipologie da me ravvisate: solidi americani in short e zainetto, giapponesi in fila indiana...