Categorie

Elenco articoli con tag:

mappe

(2 risultati)

Gianfranco Baruchello, i paesaggi invisibili

«Scusate se vi disturbo, sono un pittore italiano e vorrei conoscere Marcel Duchamp». Così, ha raccontato a Hans Ulrich Obrist, si presentò un giorno Gianfranco Baruchello ai commensali d’una tavolata in un ristorante di Milano, El Ronchett di ran. Era l’11 settembre del 1962 e quel giorno, al «pittore italiano», cambiò la vita (le foto scattate a Duchamp che fuma il sigaro nella sua casa paterna, per dirne una, saranno il punto di partenza di Verifica incerta: il film di montaggio, realizzato due anni dopo con Alberto Grifi, vero atto di nascita della videoarte italiana).   Gianfranco Baruchello, Greenhouse installation view 1, ph Roberto Marossi, courtesy Massimo De Carlo.   E fu proprio Duchamp a dire – a Pierre Cabanne – la cosa più importante, riguardo alla pittura del discepolo: «fa dei grandi quadri bianchi, con delle cose piccole piccole che bisogna guardare da vicino». Se fare de visu l’esperienza dell’arte serve in genere ad apprezzarne lo spessore materiale, non è tanto questo (con qualche significativa eccezione) il caso di Baruchello. Andarci di persona significa invece poter avvicinarsi quanto serve, a quelle sue superfici, fino a sfiorarle col naso; e...

Letteratura e cartografia / L’ambiguo charme della mappa

Uno dei piaceri più diffusi e all’apparenza più innocui di quando si era bambini, se non altro per i nati nel secondo Millennio, era il viaggio sull’atlante. Nel mio caso, da buon novarese, si trattava per lo più di viaggi su un atlante ben preciso, il Grande Atlante Geografico De Agostini, un librone con la copertina rigida, relativamente robusta e rivestita in finta pelle verde, con impressioni in stampatello dorato e la O di Geo- resa a mo’ di globo terraqueo (credo vi fosse anche una sovraccoperta in carta lucida, ma chissà che fine fece). Già quella O, rigorosamente sferica, con le linee dorate dei tropici, dei poli e dell’equatore, suggeriva alla fantasia un non so che di misterioso, forse magico, qualcosa che trascendeva la scrittura, la chiave per un’altra dimensione o il simbolo che animandosi poteva rivelare il vero senso delle tavole geografiche, dei nomi e dei numeri lì contenuti. Aperto l’atlante, le operazioni praticabili erano molte, ma non infinite: potevi seguire con l’indice i fiumi d’Europa o accarezzare le catene montuose dell’Asia e dell’Americhe, ripetere ad alta voce i nomi più impronunciabili di città e vulcani, scovare le isole più isolate del Pacifico,...