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maturità

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Esame di maturità / La buona scuola confusa

L’analisi delle tracce della prova scritta d’italiano all’Esame di Stato induce a riflettere sulla confusione che pare regnare negli uffici del MIUR a Roma. Si ha come l’impressione che in quelle stanze  affacciate su Viale Trastevere convivano due comunità separate: la prima, quella dominante, che ci martella da un paio d’anni con la retorica delle competenze e dello sviluppo delle software skills (su cui tornerò); la seconda, cui da tempo rimane giusto il compito di scegliere le tracce d’esame, composta da anime belle, che immagino al lavoro fra vecchie librerie in rovere:  professori vestiti di tweed d’inverno e di lino nella bella stagione, che si confrontano su fonti antiche e moderne mentre sorseggiano drinks  sui tetti di Roma inondati dalla luce dorata del tramonto.       Studenti e docenti costretti a fare i conti – letteralmente – per dieci mesi all’anno con ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro, stage e tirocini aziendali; istituti avviati a somigliare sempre più a succursali del mondo delle imprese, con uffici di “scuola-lavoro e territorio” intrecciati con la rete delle aziende per offrire servizi stabili di ‘placement’ (ah,...

Inkompetenzkompensationskompetenz / Diarietto di fine anno scolastico

Domanda fatta, il giorno 24 settembre 2015, da un professore a un’alunna di quinta superiore: ma tu, quand’è che sei sentimentale? Risposta dell’alunna: solo quando sono ubriaca. Domanda fatta, il giorno 1 dicembre 2015, da un professore a un’alunna di terza superiore: ma perché hai scelto proprio questa scuola? Risposta dell’alunna: è quello che mi chiedo anch’io tutti i  giorni. E poi (ancora alunne di terza, in data 14 gennaio 2016): cosa pensate di queste ore al pomeriggio?  Pensavamo di cambiare scuola.   Un’altra alunna di quinta legge, il giorno 24 febbraio 2016, ad alta voce dall’ Antidolore di Palazzeschi: “quello che volgarmente si dice dolore umano altro non è che il corpo caldo della gioia rivestito da un’incrostazione di congelate lacrime grigie. Scortecciate e troverete la felicità”. Però, non si sa se scientemente o meno, invece di leggere “scortecciate e troverete la felicità” legge “scoreggiate e troverete la felicità”. Ilarità generale. Anche Palazzeschi avrebbe riso. Del resto era proprio quello che voleva con l’Antidolore: educare i ragazzi al riso. Il professore sono io, il sottoscritto. Quest’anno il libro di testo me lo sono fabbricato io, una...