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Michel Bauwens

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Michel Bauwens. Le 4 dimensioni della sharing economy

La prima volta che incontrai Michel Bauwens fu all'interno di un chiostro di una chiesa trasformato in ostello della gioventù, a Cava dei Tirreni, sopra Salerno. Mi tenne sveglio fino alle tre del mattino raccontandomi la sua visione del mondo tra trent'anni, una visione in bilico fra l'apocalisse di un nuovo medioevo e l'utopia di una società fondata sulla “sharing economy”. Bauwens è un teorico dalla narrativa attraente e generosa ma è uno che sa anche ascoltare. I dialoghi con lui sono sempre partite di tennis dove entrambi i giocatori porgono palline in forma di domande da risolvere. Per questo qui ripropongo il formato del dialogo per provare a restituire il suo pensiero.   Oltre che un ottimo narratore Michel Bauwens è il fondatore della P2P Foundation, e da alcuni anni sta dedicando la sua vita alla diffusione della conoscenza intorno alle pratiche peer-to-peer e alla crescita della economia della condivisione. È un teorico dell'economia politica della produzione p2p e ha da poco pubblicato, insieme a Vasilis Kostakis il libro Network Society and Future Scenarios for a...

Peer-to-Peer e marxismo

Pubblichiamo un’intervista, realizzata da Jean Lievens, sul rapporto tra P2P e Marxismo. Il fondatore della Fondazione per le Alternative Peer-to-Peer, Michel Bauwens, descrive l’ascesa del modo di produzione P2P e dei nuovi processi politici che possono nascerne.   Tutti conosciamo esempi di P2P nel campo immateriale: Linux, Wikipedia, Arduino. Puoi darci degli esempi di P2P nel mondo ‘reale’, materiale, ad esempio nel campo della produzione?   Arduino è già un esempio che tocca la produzione materiale poiché le schede madri progettare collaborativamente sono prodotte e vendute sul mercato da imprese che usano il marchio Arduino. Un caso che mi piace davvero è il Nutrient Dense Project [Progetto per l’Alta Densità di Nutrienti], una rete collaborativa di ricerca di agricoltori e di scienziati urbani che utilizza direttamente la ricerca sui nutrienti nella propria produzione immediata. Una delle aree più eccitanti è probabilmente quella delle cosiddette automobili open-source, come la Rallye Motor e il veicolo d’assalto della marina XC2V finanziato dalla Darpa, quest...

Cooperazione, condivisione, co-creazione

Cooperazione, condivisione, co-creazione, sono parole sempre più frequenti nei domini delle industrie culturali (media, arte e design), dei social media, del marketing e della social innovation. Sono tutte parole che hanno a che fare con pratiche collaborative attraverso la rete: un gruppo di persone, anche sconosciute e spazialmente disperse, riescono a collaborare realizzando un progetto creativo comune grazie alla connessione e all'organizzazione in reti.   Fin qui tutto bene. Però ultimamente c'è un po' l'abitudine ad abusare di queste parole, con una certa leggerezza e una certa ingenuità. A forza di abusarne poi, si finisce per depotenziarne la forza, come quando si ripete che internet è democratico, come un mantra imparato a memoria, poi si finisce per minare le reali potenzialità democratiche delle reti tecnologiche.   Proviamo quindi a definirne meglio i confini e lo facciamo parlando di un bell'articolo dal titolo “What Is Collaboration Anyway?” compreso nella raccolta di saggi  "The Social Media Reader"  curato da Michael Mandiberg ed uscito per la New York...

Il lato oscuro della rete. Intervista a Michel Bauwens

Giovedì 14 febbraio un gruppo di ricercatori peer-to-peer ha invitato Michel Bauwens a parlare al Piano Terra, lo spazio occupato da una rete di attivisti dei quali fanno parte anche Off Topic, Rete San Precario Milano, NoExpo e Autoconvocati. Il giorno dopo, sarebbe stato ospite di una piccola conferenza in stile TEDx organizzata all’interno della fiera della Borsa Italiana del Turismo (BIT) dal padiglione del Friuli Venezia Giulia. In altri termini, Bauwens è passato nel giro di 24 ore da un incontro con una parte del Movimento milanese ad un evento di marketing territoriale che, seppur innovativo, rientra assolutamente nelle regole del “sistema”. Cosa ancora più interessante, Bauwens ha parlato di molti degli stessi argomenti in entrambe le occasioni: di come, cioè, in molti luoghi del mondo stiano emergendo reti di produzione auto-organizzate “tra pari” che producono beni materiali o immateriali secondo logiche diverse da quelle del capitalismo classico.   Oggi è un dato di fatto che l’enciclopedia per definizione non è più la Britannica ma Wikipedia, prodotta collaborativamente e...

La condivisione all’epoca della crisi

All’inizio di ottobre, stando al “Wall Street Journal”, Facebook ha superato il miliardo di utenti. Quante volte viene cliccato il pulsante “condividi” da questo numero esorbitante di persone? Non ci è dato saperlo. Ma è certo che, anche grazie al social network di Zuckerberg, l’idea della condivisione è entrata in modo prepotente nella vita di una persona su sette su questo pianeta, che quotidianamente usa quel pulsante per mettere in circolazione un numero incalcolabile di link, immagini, testi e video. Nel giro di pochissimi anni, “condivisione” è divenuta una della parole-chiave della contemporaneità.   Il successo del pulsante di Facebook è solo la consacrazione presso il grandissimo pubblico di una pratica di condivisione dell’informazione che è la colonna portante delle culture digitali fin dalla loro nascita. È proprio la condivisione attraverso Internet che ha decretato la fine delle industrie culturali novecentesche così come le conoscevamo, tramite le piattaforme di “file sharing”. Queste strutture distribuite (Gnutella, Bittorrent...

Twitter Revolution? Social Network e cambiamento politico

Con questo articolo doppiozero inaugura una serie di riflessioni sul ruolo della Rete, dei social networks e delle nuove tecnologie nei cambiamenti sociali, culturali e politici degli ultimi anni. In seguito alla pubblicazione di alcuni articoli sul tema si è sviluppato un animato dibattito, sia all'interno della redazione che sul sito e sui social networks. Le posizioni sono eterogenee e si basano su interpretazioni anche molto diverse tra loro. Dato che intendiamo doppiozero soprattutto come uno spazio di confronto per la critica culturale, abbiamo deciso di chiedere ad alcuni autori di riflettere sull'argomento, in modo da restituire la complessità con cui si articolano le posizioni. Buona lettura.     Fin dai giorni delle rivolte iraniane del 2009, i media tradizionali si interrogano sul ruolo avuto dai social network negli stravolgimenti sociopolitici degli ultimi due anni. Ad ogni nuovo stravolgimento che vede gli attivisti impegnarsi anche attraverso i nuovi media, vengono riproposte due letture dicotomiche. Da un lato c’è chi parla di Twitter Revolution, un cambiamento sociale spinto soprattutto dalla facilit...