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movimento 5 stelle

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Andante con moto / Il nuovo che avanza

Serve a poco, se non a nulla, cospargersi il capo di cenere oppure, con un altro rituale falsamente auto-risarcitorio, bendarsi la testa (che era già rotta da prima). Semmai, sarà meglio prendere l’elmetto, allacciarsi la cintura di sicurezza, assicurarsi che le dotazioni di emergenza siano al loro posto e poi affrontare le turbolenze a venire, che non saranno poche. Poiché delle due ipotesi, una o l’altra prevarrà: la prima è quella per cui il governo verdegiallo, inauguratosi dopo una perigliosa navigazione verso il porto d’attracco e lunghi giorni di tempesta, si riveli incapace di tenere fede alle promesse da paese dei balocchi con le quali le forze politiche che lo compongono hanno ottenuto il consenso da una parte degli italiani; la seconda, invece, è che questo esecutivo prosegua nel suo cammino. La variante della seconda ipotesi implica però che la Lega si rafforzi al punto tale da potere tornare alle urne, incassando poi una cambiale in bianco e assoggettando i partner di coalizione. Molto d’altro, almeno al momento attuale, non è dato pensare né, tanto meno, prevedere. Se mai ci dovesse essere un’opposizione degna di un tale nome, questa dovrà rivelarsi nei tempi a...

Yascha Mounk, Popolo e democrazia / Il populismo come requiem della democrazia liberale

La fase politica che viviamo in Italia si contraddistingue per una distonia drammatica. Da un lato la permanenza del vecchio, ovvero dei protagonisti di un ventennio politico che ha al contempo plasmato e saturato l’immaginario degli elettori. Dall’altro l’emergere del nuovo che tenta di emanciparsi dal recente passato – la Seconda Repubblica – per inaugurare una nuova stagione in cui finalmente saranno protagonisti i cittadini.   Non è un caso che a surriscaldare uno dei momenti più instabili della democrazia italiana contribuisce anche il film di Sorrentino Loro 1 e 2, in cui si mette in scena un frammento della vicenda berlusconiana attraverso un iperrealismo agonistico in cui realtà e immaginazione (sempre più simili) competono a chi è più inimmaginabile. Nel film è palese la relazione tra la frenesia compulsiva di ciò che accade intorno alla figura del leader e che vuole catturarne l’interesse, e la pace serafica della sua dimensione quotidiana, sostanzialmente inerte e fuori dal tempo. Lo stesso rapporto ciclico tra stasi e velocità è usato da un autore che condivide con il film di Sorrentino anche il periodo d’uscita in Italia, insieme a una certa idea di...

Note in margine alle elezioni italiane / Che cos'è il metodo democratico

Nel XX secolo le condizioni di successo del metodo democratico erano state riassunte da Schumpeter in quattro punti, tuttora validi. Il primo riguardava il materiale umano delle macchine politiche: il personale di governo deve essere di qualità sufficientemente elevata. La cerchia e i metodi di selezione che costituiscono la classe dirigente devono assicurarne un elevato rendimento. Il personale politico deve essere abbastanza aperto e insieme non troppo aperto all’outsider, deve avere tradizioni e codici professionali, e un fondo comune di idee. Un quadro molto vicino alla lezione weberiana sulla politica come professione. Ma è proprio questo professionismo politico ad essere entrato in crisi in tutte le società Occidentali. La selezione è spesso aperta agli outsiders, la diretta influenza delle lobbies economiche è crescente, il rendimento delle istituzioni appare dovunque in declino.    La seconda condizione di successo della democrazia è la limitazione dell’effettivo raggio di azione della decisione politica. Non tutto deve essere soggetto alla decisione politica, e ampio spazio va lasciato alla sfera tecnica. Soprattutto non deve essere oggetto di decisione ciò che...

Politiche, 4 marzo 2018 / Il crollo del PD

Sarebbe una ingenuità attribuire questa disfatta della sinistra italiana nel suo complesso – non solo quindi del PD – al fatto che essa avrebbe governato male. Penso invece che i governi Letta-Renzi-Gentiloni abbiano fatto un buon lavoro, tenendo conto dei limiti del sistema (un Senato con una maggioranza raccogliticcia). La sinistra è stata punita semplicemente perché, agli occhi della gente, da anni essa è percepita come il Potere. Ormai a ogni elezione si vota contro chi governa – non importa se esso sia di destra, di sinistra, o fuori da questo asse. Nelle democrazie si vota sempre più contro non a favore. Più che la fiducia, prevale la rabbia. C’è da scommettere che se il Movimento 5 Stelle nei prossimi anni assumerà un ruolo dominante e verrà quindi inscritto nel luogo del Potere, prima o poi prenderà una batosta non meno severa di quella che oggi ha preso la sinistra.   Si dice che in questi ultimi tempi la sinistra perda dappertutto: in Francia, in Germania, negli Stati Uniti, in Spagna, e ora in Italia. Ma perde soprattutto perché in questi paesi era ed è percepita come il Potere o come parte integrante di esso. Prova ne sia che l’unico risultato lusinghiero è stato...

Politiche, 4 marzo 2018 / M5S: una forza “antisistema” perno del sistema

Un dato è certo. Grazie soprattutto al Movimento 5 Stelle il 4 marzo 2018 è stata spazzata via una classe dirigente inefficace e corrotta, una gerontocrazia autoreferenziale sostenuta da (quasi) tutto il sistema mediatico. La “casta” non è stata in grado di affrontare le grandi sfide del XXI secolo: né la globalizzazione con il riequilibrio geopolitico e la conseguente crisi economica, che ha colpito più duramente un paese incapace di guardare al futuro ma attento solo a conservare; né la rivoluzione digitale, con le sue potenzialità di sviluppo economico e culturale, e con le sue ripercussioni sulle attese e sulla comunicazione politica.    Il Movimento 5 Stelle – grazie anche all'intuito politico di Grillo e al suo precoce anti-europeismo – ha invece saputo cogliere ed esprimere questo cambiamento. Ha anticipato l'ondata populista che sta travolgendo i sistemi politici di molte democrazie fragili. Ha offerto strumenti che hanno cercato di dare forma a una possibile democrazia 2.0, con tutti gli inciampi del caso. Il “metodo 5 Stelle” ha funzionato. Il Movimento è stato il principale bersaglio polemico della campagna elettorale, a cominciare dai costanti attacchi di...

I corpi dei capi / Quali sono oggi i corpi della politica italiana?

Esce presso Guanda in una nuova edizione con pagine aggiunte Il corpo del capo, il libro dedicato agli usi politici del corpo di Silvio Berlusconi. Sono trascorsi quasi dieci anni dalla prima edizione. Ne discutono l’autore del libro, Marco Belpoliti, e lo storico Sergio Luzzatto, autore de Il corpo del duce e di Padre Pio, entrambi pubblicati da Einaudi. Quali sono oggi i corpi della politica italiana?    Belpoliti: Berlusconi è tornato, sotto forma di una mummia. Un revenant, totalmente rifatto nel viso e nei capelli. Una specie di Nosferatu che proviene dall’oltretomba. Com’è possibile che, nella storia dell'Italia moderna, dal corpo di Mussolini si arrivi al corpo di questo ottantenne che pare avere ampie possibilità di successo elettorale, il prossimo 4 marzo? Sembra quasi che Berlusconi, ormai, possa fare a meno di un corpo.   Luzzatto: Da un lato, si misurano oggi gli effetti di medio periodo del referendum del 4 dicembre 2016, quello perso da Renzi sulla riforma della Costituzione. E si misurano gli effetti del fatto che negli anni scorsi, anche al tempo del suo massimo appannamento fisico e politico, Berlusconi (come Mussolini) ha avuto la forza di non...

Un fantasma si aggira per l’Europa / Il sogno della democrazia diretta

Il consenso universale   Un fantasma si aggira per l’Europa: la democrazia diretta. Esso ha colpito duro col referendum della Brexit, sconfiggendo la maggior parte della classe politica britannica, che era per il Remain.  In Italia la democrazia diretta è il progetto fondamentale del Movimento 5 Stelle, progetto che Gianroberto Casaleggio ha mutuato esplicitamente dal pensiero di Rousseau. Non credo nella democrazia diretta, da qui anche il mio rifiuto del M5S. Il fantasma della democrazia diretta è nato congiuntamente al pensiero democratico. Rousseau pensava a una democrazia buona per la sua piccola Ginevra, città virtuosa dove tendenzialmente tutti si conoscevano. Ed erano una forma di democrazia diretta anche i soviet bolscevichi, ovvero assemblee di operai, contadini e soldati, prima che il partito comunista non confiscasse completamente il loro potere. Negli anni tra i ‘60 e i ‘70, all’epoca della contestazione, la democrazia diretta veniva spesso evocata. Ma allora quei progetti, troppo marcati dal sinistrismo, avevano uno scarso riscontro elettorale. Mentre oggi il 30% degli italiani intende votare per questo fantasma della libertà.    L’affermarsi di...

Torino, Italia: fine di una narrazione / Perché il Pd ha perso

A volte succede, che il mondo si rovesci in una notte. E l’inimmaginabile accada. Questa volta è successo “sotto la Mole”: un sistema di potere che sembrava solido come il marmo, senza incrinature, inattaccabile e insuperabile è saltato come il tappo di una bottiglia di spumante intiepidito. Cos’è successo a Torino? Semplice: una narrazione è andata giù come un castello di carte. È “scaduta”, potremmo dire, come per i prodotti da market troppo a lungo sul banco. Un modo di raccontare la città non è stato più creduto dai suoi abitanti. Non più da tutti, almeno. Dalla loro maggioranza. E anzi, li ha fatti incazzare. Era la narrazione che ha tenuto campo in questi anni, e ancora negli ultimi giorni, su tutti i media, pervasiva, totalitaria, asfissiante: quella della Torino “che ce l’ha fatta”. Che “ha svoltato”. Transitata felicemente dalla grigia company town che era nella splendente città dei balocchi che è diventata. Bellissima, splendente, smart, innovativa. SALVA.    Non era una narrazione “falsa”. Ma era una narrazione parziale. Non raccontava una città che non c’è. Raccontava una città reale (diventata effettivamente “più bella”), ma ristretta, ristrettissima, chiusa...