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Nick Hornby

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Promesse / Naoise Dolan, Tempi eccitanti

«Dovevi fingere di essere triste se eri stata single per troppo tempo. Io detestavo farlo perché c’erano altre cose a rendermi davvero triste». Quasi tutti hanno parlato di Naoise Dolan, brillante autrice di Tempi eccitanti (Atlantide edizioni, 2020, traduzione di Claudia Durastanti), come della nuova Sally Rooney (Parlarne tra amici e Persone normali, entrambi editi da Einaudi); se ogni scrittrice giovane deve essere la nuova di qualcun altro, si corre il rischio di sostituire, come succede in una libreria (o addirittura al supermercato), il prodotto nuovo a quello più vecchio, spostando a scaffale ciò che stava in bella vista, relegando chi era stato nuovo al destino vago dell’ordine alfabetico e poi del magazzino. Non è il caso di Rooney e speriamo non lo sia nemmeno di Dolan.   Non ho mai letto Sally Rooney, ma immagino sia stata anche lei la nuova di x o y, e tutte insieme saranno state la nuova Zadie Smith o il nuovo Nick Hornby, questa premessa per dire che quando ci troviamo davanti a una novità, e Tempi eccitanti lo è, dovremmo ogni tanto registrare l’avvenimento in sé, divertendoci nella lettura, senza ricorrere al paragone, che spesso è di comodo, qualche volta è...

Dal trailer al film / “Juliet, Naked”: apologia della normalità

Se c'è un trailer da non guardare è quello di Juliet, Naked (Jesse Peretz, 2018). Perché se c'è un film da guardare per la gestione dei suoi imprevedibili risvolti di trama è proprio Juliet, Naked. C'è dentro una sorprendente potenza dell'intreccio. Potrebbe comparire di diritto in un manuale di sceneggiatura, nel capitolo dedicato agli incastri inaspettati tra i personaggi; su come questi, nella migliore delle ipotesi, rappresentino ciascuno un significato in senso funzionale nella vita dei restanti, calibrando così al meglio ogni snodo di trama.         Al di là dell'ottima concertazione, c'è da dire che la storia in sé ha il vantaggio intrinseco di non essere banale: eppure, il trailer riesce incredibilmente a indebolirla. Da un lato vi inserisce una stupidissima voce fuori campo, completamente assente nel film, che gli dona una semplicistica connotazione diaristica; dall'altro – più grave – racconta i fatti per come questi si concatenano nel film senza quasi alternarne l'ordine cronologico, svelando cioè quelle stesse sorprese che abbiamo detto essere il suo punto forza e suggerendo una decisione finale da parte di Annie, che, in questo caso come vedremo,...

La rivoluzione del mixtape

“Una volta mi si spezzava il cuore quando venivo nel tuo negozio e mi dicevi che i miei dischi preferiti erano esauriti allora non compro più dischi nel tuo negozio ora li registro tutti (su cassetta)” (C30, C60, C90, Bow Wow Wow) Pubblicato dalla EMI nel luglio del 1980, C30, C60, C90 Go del gruppo new wave Bow Wow Wow fu il primo singolo in assoluto ad uscire su cassetta (cassette single, o anche Cassingle). Appropriatamente, l'argomento trattato nel testo della canzone era l'avvento del supporto musicale che più caratterizzò la decade delle spalline imbottite.   C30, C60, C90 Go era anche il singolo di debutto della band britannica creata da Malcolm McLaren, la quale replicò alla fine dello stesso anno con l'EP (questo SOLO su cassetta) Your Cassette Pet. Una piccola curiosità: pare che la EMI si fosse rifiutata di promuovere il singolo, perché presumibilmente incoraggiava l'home taping (ovvero la registrazione casalinga. Il lato B della cassetta, infatti, era vuoto). Le stesse etichette discografiche (major, naturalmente) all'epoca erano allarmate dalla possibilità che la musicassetta...

Conversazione con Jonathan Coe

Incontro Jonathan Coe per la seconda volta (dopo averlo già presentato al festival Collisioni, in Piemonte, due anni fa) al festival WriteIdea di Londra, di fronte ad un pubblico attentissimo e alla presenza di due interpreti per sordi. Come allora, Coe si dimostra persona sensibile, affascinante e modesta. Dopo avermi spiegato com’è riuscito a farsi definire dal quasi coetaneo Nick Hornby “...il miglior scrittore della sua generazione”(citazione buttata da Hornby in un articoletto, ma poi ripresa da Coe e immortalata sulla copertina dell’edizione tascabile di Circolo Chiuso), passiamo subito a domande concrete – le risposte, come sempre, si riveleranno ricche e stimolanti.     Il tuo ultimo romanzo, I Terribili Segreti di Maxwell Sim (2009), che narra la crisi esistenziale di un uomo di mezz’età, sembra in contrasto con altri di più ampio respiro, tipo La Famiglia Henson. Puoi parlarci di come arrivi a questo cambio di registro, di volta in volta?   È vero che libri come La Famiglia Winshaw e La Banda dei Brocchi fanno parte di quello che molti definiscono ‘lo stato della...