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Orizzonte Mobile

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Un'intervista del 2007 / Daniele Del Giudice: Sono uno scrittore senza target

Daniele Del Giudice è stato il mio relatore di tesi. Nel 2006-2007 ho seguito il suo corso di Letteratura Italiana allo IUAV di Venezia, dedicato a Primo Levi, Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini. Ricordo che a lezione parlava con calma, cercando accuratamente le parole. L’ho incontrato diverse volte nella sua casa a Venezia. Gli chiedevo di raccontarmi del suo rapporto con Calvino, su cui scrivevo la tesi. Questo lo portava poi a discutere di combinatoria, Oulipo, collegamenti ipertestuali, Internet, Second Life. I media digitali erano un tema ricorrente, credo lo incuriosissero. A volte passavano settimane senza che mi rispondesse, poi all’improvviso mi invitava a casa sua e parlavamo per ore. Con la sua voce dolce e il volto sorridente dietro gli occhiali, conduceva la conversazione con leggerezza ed esattezza. All’epoca non avevo ancora letto i suoi libri, e con sorpresa appresi che amava pilotare aeroplani. Mi raccontò della sua passione per le procedure di decollo ed atterraggio, e di un volo che fece con Federico Fellini.  L’ultima volta che andai a casa sua fu nel settembre 2007, per registrare la conversazione riportata qui sotto (pubblicata al tempo sulla rivista "...

Marente de Moor / Le lotte di un’anima

Un romanzo di spade sguainate, di parate e affondi, in cui oltre alle lame delle sciabole e alle sottili punte dei fioretti, affollano le battaglie interiori di una giovane donna.  È la prima opera tradotta in italiano per Castelvecchio Editore di Marente de Moor, uscita nel 2010, grazie alla quale la scrittrice olandese si aggiudica, nel 2012, l’ako literatuurprijs, uno dei più importanti premi letterari olandesi; nonché, due anni più tardi, il Premio letterario dell’Unione Europea, fra i cui vincitori italiani nel corso degli anni ricordiamo: Daniele Del Giudice con Orizzonte Mobile (2009), Emanuele Trevi con Qualcosa di scritto (2012), Lorenzo Amurri con Apnea (2015). In effetti il contesto storico del romanzo affonda direttamente nella culla dell’Europa, nei ricordi della Grande Guerra ormai conclusa, e nei primi zampettii diabolici del Terzo Reich, che si muove come un ragno, minaccioso nel romanzo. La strategia narrativa impiegata dall’autrice è quindi comune: attraverso una narrazione privata si risale a una dimensione storica. Le due poi si biforcano e si intrecciano mutualmente.   Nel 1936 il medico olandese Jacq invia sua figlia diciottenne in Germania nella...