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Paola Pivi

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MAXXI Roma / Paola Pivi. World record

Anche se veloce e sommaria, una visita del sito web di Paola Pivi (Milano, 1971), consente di cogliere immediatamente una delle principali particolarità che caratterizza il suo lavoro. Al centro della nivea homepage, compare semplicemente il suo nome scritto in stampatello, e il menù della pagina è realizzato con disegni e balloon fumettistici. Infatti, sin dagli inizi della sua attività artistica, in modo quasi inconfondibile, l’aspetto gioioso e delicato attraversa tutte le sue opere, fatte di elementi comuni in contesti inediti, con ribaltamenti di dimensioni e situazioni. Per questo, del lavoro di Paola Pivi, si è sempre parlato di “realismo magico”, di un mondo bizzarro e singolare. Quell’aspetto, pressoché infantile, che rende possibile l’impossibile, l’incredibile credibile, che trasforma in reali delle candide fantasie, calandole nella vita vera e riconosciute, senza incertezza, come certe e concrete.    Ph Attilio Maranzano. Quell’innocente immaginazione che le ha fatto mettere il cacciabombardiere ricognitore Fiat G-91 (che vinse il concorso NATO, nel 1953, per la sua leggerezza, ed in seguito fu utilizzato dalle nostre Frecce Tricolore) a pancia in su, come...

Italia tra parentesi

L’Italia come argomento. Che cosa rende questo paese così particolare tanto da divenire oggetto o soggetto di un’opera d’arte? Nessun paese al mondo è stato tanto ritratto quanto lo è stato nei secoli l’Italia. Non certo soltanto per i paesaggi, la storia o l’arte, ma anche e soprattutto per una materia costituita da una umanità che sfugge ad ogni definizione o categoria. Una materia umana creata dalla stratificazione e ibridazione di culture ed etnie diverse, risultato di scontri e integrazioni secolari, forzata alla coabitazione su un piccolo e vario territorio e che solo di recente ha cercato di immaginare una storia comune, alla ricerca di una possibile identità condivisa.   Laboratorio permanente dove si testano sino al limite le pulsioni più profonde dell’animo umano, tra tragedia e commedia, per gli artisti l’Italia rappresenta un principio di realtà, un territorio da cui nascono e si mettono alla prova etiche, poetiche ed estetiche. Un territorio in cui la realtà offre una infinità di trame, di storie, di situazioni, di personaggi tali da rappresentare gi...

Cavalli e altri erbivori

Una popolazione insolitamente numerosa di cavalli, asini, zebre ha attraversato nell’ultimo quindicennio le praterie dell’arte italiana, in coincidenza con una riflessione diffusa (e perplessa) su caratteri e specificità dell’arte nazionale: per più versi, questa la tesi del presente saggio, la popolazione di erbivori corrisponde al dibattito su “attualità o inattualità” del modello avanguardistico e costituisce un caustico traslato del dibattito giornalistico sul “declino” italiano, ampiamente trattato dalle maggiori testate nazionali. Esemplifichiamo. In anni recenti, Paola Pivi ha spinto una coppia di zebre a dislocarsi sulle nevi del Gran Sasso e un asino a smarrirsi nelle acque di Alicudi (figure 1, 2). Inoccasione della prestigiosa personale dedicatale nel 2006 dalla Fondazione Nicola Trussardi, a Milano, ha raccolto nei grandi spazi abbandonati dei magazzini della Stazione di Porta Genova un insieme eterogeneo di animali dal manto (o dal piumaggio) candido (fig. 4). Tra questi cavalli e lama. In entrambi i casi l’artista sembra essersi proposta interventi che pongano enfasi sull’assenza di...

Macchine

Quella della macchina è stata una delle due grandi metafore dell’opera d’arte nel secondo dopoguerra. (L’altra è quella del corpo, dell’organismo vivente). L’opera come macchina produttrice di senso, è un’immagine cara allo strutturalismo e alla semiotica: macchina il testo letterario (la “macchina pigra” di cui parla Eco in Opera aperta), ma anche, per estensione, l’opera d’arte visiva, il quadro, la scultura. Quest’ultima, a sua volta, riannodando i fili delle avanguardie storiche, dal Futurismo al Costruttivismo, nel corso degli anni Cinquanta si trasforma in macchina vera e propria, congegno con parti mobili o in movimento. È la grande stagione dell’arte cinetica, dagli automi sferraglianti di Tinguely ai dispositivi raziocinanti e tecnocratici dei vari collettivi di artisti europei. Un paio fra questi ultimi sono italiani: il Gruppo N di Padova, il Gruppo T di Milano. Le città di provenienza, trattandosi di ricerche fra arte e tecnologia, sono tutt’altro che indifferenti: dietro la geografia artistica, si intravede la geografia economica del boom di quegli anni...