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Pro o contro l’impegno: la letteratura va dove vuole

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Contro l'impegno / Walter Siti, il Bene in letteratura

L’ultimo libro di Walter Siti, di cui Paolo Landi ha già parlato su queste pagine, ha avuto un notevole riscontro, come del resto lasciava presagire la provocatoria titolazione Contro l’impegno. Riflessioni sul Bene in letteratura (Rizzoli). Benché composto da una serie di articoli già editi, l’insieme ha la coerenza di un intervento organico: un pamphlet che ha come bersaglio la concezione «riparativa» della letteratura, la letteratura intesa come rimedio o farmaco contro i mali della società, che di questi tempi sembra conoscere una certa fortuna. Molti scrittori si comportano come se il fine del loro scrivere fosse la diffusione di buoni principî, la denuncia delle ingiustizie, la promozione dei diritti dei deboli e degli oppressi, il Bene, appunto; e il valore letterario, di conseguenza, verrebbe ad essere misurato dall’efficacia pratica, terapeutica, dei libri. Tale, secondo Siti, il «neo-impegno» che circola in questi anni. Ma la letteratura è un’altra cosa.    Difficile dargli torto. E vale la pena di notare il modo in cui Siti argomenta: se l’impianto del discorso è programmaticamente polemico, si tratta però di una polemica rispettosa, in cui non si ravvisa...