Speciale

I camminatori

8 Agosto 2011

Italo Testa, voce e testo
Margherita Labbe, fotografie e carte artigianali
Roberto Dassoni,  editing e trattamento audio/video

La sequenza video I camminatori, presentata in  anteprima in occasione di Passoparola. Festival del cammino (Berceto, 12 giugno 2011), nasce da un poemetto inedito di Italo Testa, e dal lavoro di collaborazione con l’artista grafica Margherita Labbe e il video maker Roberto Dassoni nel laboratorio dell’Accademia di Brera Da verso. Letture e interazioni tra poesie e arti.

“C'è un momento preciso, quando la neve comincia a sciogliersi, e le ruote delle auto e i passi della gente lasciano tracce di percorsi che si perdono, si sovrappongono, si cancellano, e la neve crea un contrasto che evidenzia e staglia nettamente angoli e piani. L'idea di questa sequenza nasce da alcune foto scattate in un paese del piacentino, in uno di quei momenti fatidici, quando le vie sono desolate, anche a causa della neve. Le inquadrature basse, concentrate sulla strada e sull'asfalto, sono legate a I camminatori di Italo Testa, ma anche dalla consuetudine a cercare, nella visione del luogo, la sintesi del fattore strutturale, pochi indizi che definiscano lo spazio, piani, direzioni, contorni virtuali. La successione ciclica delle immagini, alternate a foto di particolari di carte artigianali governate da semplici tagli e piegature esposte ad una luce laterale, evoca l'incedere incalzante del verso nel poemetto, in cui una metrica litanica fa da contrappunto all'azione erratica di un soggetto non identificato, in un luogo (città, periferia) non identificato, su scala topografica, ma con un taglio accidentale ed estemporaneo. L'alternanza fra le carte e il luogo stabilisce un confronto, un rispecchiamento del reale in un ipotetico plastico in scala, anch'esso un progetto di movimento in uno spazio puramente virtuale. Emerge un'aspirazione all'ortogonalità, simile a quella di un labirinto, in cui risiede la sintesi dell'idea di uno spazio, e un senso d'incompiutezza, di un attraversamento insoluto, la cui meta è l'incubo stesso dell'andare” (dalla presentazione di Margherita Labbe)


 

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