Categorie

Elenco articoli con tag:

Rosella Postorino

(2 risultati)

Romanzi come intensi esercizi di memoria

La citazione in esergo nell’ultimo libro di Rosella Postorino, Le assaggiatrici, rimanda all’Opera da tre soldi di Brecht («Nel mondo l’uomo è vivo a un patto: ‎/ se può scordar che a guisa d’uomo è fatto») e alla necessità di dimenticare “infamie e brutture” di cui egli vive per scontare il peso dell’umanità senza lasciarsi schiacciare. In Questa sera è già domani, ultimo romanzo di Lia Levi, finalista al premio Strega, l’epigrafe prende invece la forma dei versi di Emily Dickinson e avverte chiunque osi disubbidire al mandato dell’oblio avventurandosi nel regno solenne e polveroso della memoria («Quando spolveri il sacro ripostiglio / che chiamiamo “memoria” / scegli una scopa molto rispettosa / e fallo in gran silenzio. / Sarà un lavoro pieno di sorprese – / oltre all’identità / potrebbe darsi / che altri interlocutori si presentino – / Di quel regno la polvere è solenne – / sfidarla non conviene – / tu non puoi sopraffarla – invece lei / può ammutolire te»).   Tutto ciò che segue, in entrambi i libri, dimostra l’assunto paradossale secondo il quale per sopravvivere è necessario dimenticare l’orrore che ci ha abitato, ma per andare avanti e spezzare la coazione a ripetere...

Duras. Moderato cantabile

Moderato cantabile di Marguerite Duras (Nonostante edizioni, traduzione e postfazione di Rosella Postorino, pp. 136, euro 15,00) è un romanzo di fantasmi. Fantasmi nel senso etimologico del termine, apparizioni, ierofanie del desiderio. Fantasma è il corpo esanime della donna che nelle prime pagine del romanzo appare stesa a terra in un caffè del porto. Fantasma è la figura dell'uomo che l'ha appena uccisa, chino su di lei, mentre la chiama amore, mentre la bacia sulla bocca e si sporca le labbra del sangue che lentamente le fuoriesce dai denti.   Fantasmi sono i loro due corpi uniti, vere e proprie apparizioni agli occhi di Anne, la protagonista, che dalla casa di fronte ha sentito le urla e ora è lì, all'entrata del caffè, magnetizzata, incapace di distogliere lo sguardo.   E fantasmi non soltanto per lo shock della loro presenza incongrua, per l'irrompere improvviso del loro portato perturbante all'interno del quotidiano di Anne e di suo figlio, ma fantasmi anche e soprattutto per la loro strutturale compromissione con quella facoltà - la fantasia, come da radice stessa del termine - che...