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sesso

(12 risultati)

Arlene Heyman, psicanalista newyorkese / Il buon vecchio sesso fa paura

Matt è malato di leucemia, a uno stadio terminale. Pesa pochi chili e prova dolore a ogni movimento, a ogni boccone o sorsata d’acqua. Sua moglie Ann lo assiste e lo accompagna nella sua malattia. Lo ama anche normalmente però, come una moglie ama il marito in un matrimonio che funziona negli anni. Nonostante la malattia, l’ospedale, la maschera e i camici di carta (Matt è immunodepresso) Matt e Ann teneramente, ma non privi di reciproco e acceso desiderio, a volte fanno l’amore. Un giorno Lucinda, la ex compagna di Matt, con la quale l’uomo ha mantenuto ottimi rapporti, fa un salto in reparto per fare visita al malato. Lucinda è una strepitosa ballerina nera, – Ann la vede per prima. Avanza decisa nel corridoio d’ospedale in un abito vermiglio attillato, che svasa all’altezza delle cosce. Le gocce di cristallo che porta alle orecchie dondolano mentre cammina, i capelli stirati sono raccolti in uno stretto chignon sulla sommità del capo. È alta almeno due metri, pensa Ann, ed è la persona più in salute che lei abbia mai visto. Ann esce dalla stanza per lasciare intimità ai vecchi amici che stringendosi le mani cominciano a parlare fitti. Dolore. E rabbia con se stessa per quel...

Loro siamo Noi / Sorrentino: "Loro 2"

Qui il commento sulla prima parte: Sorrentino: "Loro 1"   Il vuoto. Il segreto di Silvio Berlusconi non è il sesso e neppure il potere, ma il vuoto, il vuoto del sesso e del potere. Tutti ruotano intorno a Silvio nella sua corte sarda. Gli chiedono soldi, sesso, potere, ma in realtà sono affascinati dal suo vuoto. La recitazione di Toni Servillo, con la fissità del viso, il cerone, la moquette dei capelli e l’occhio semichiuso, dà consistenza fisica a quel vuoto. Dopo essere stati seduti in poltrona a seguire questo film per due ore, ci si domanda: ma come ha fatto la bolla del vuoto a salire così in alto? Come ha fatto il vuoto a dominare la nostra vita sociale e politica per oltre vent’anni? E ancora non ha finito, perché i tre ragazzi che si affacciano sul governo, o ci sono stati per qualche tempo, i tre leader di governo e d’opposizione, sono i figli di quel vuoto, ne testimoniano la natura eterna e inesauribile. Figli di Silvio e probabilmente suoi killer politici: i figli devono uccidere i padri in politica, se vogliono sopravvivere. Paolo Sorrentino ci ha regalato con la seconda parte di Loro una visione perfetta della nostra storia recente. L’ha fatto usando l’...

Fotografia Europea 2018 / Sex & Revolution! Corpi ribelli

La nuova edizione di Fotografia Europea si pone sotto l’egida della  “rivoluzione dello sguardo e della visione” una delle conseguenze che proprio la nascita della fotografia ha determinato. Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie è il tema portante della tredicesima edizione, curata dal Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani.   Ho un ricordo, impreciso nel tempo (l’estate del 1979 o del 1980…), ma vivissimo nella sostanza. È la stagione nella quale gli italiani diventarono nudisti: e mi chiedo quanti condividano con me quel ricordo, perché la cosa – in mezzo ai tanti eventi di quegli anni feroci – sembrò “solo” un curioso fatto di costume. Quello che successe è che di colpo, senza preavviso, le spiagge (tutte le spiagge, e soprattutto quelle tradizionali) videro i litorali calpestati da masse di gente senza niente addosso. Non si trattava di giovani o di gruppi che si rifacevano in qualche modo alle nudità “di sinistra” emerse nel decennio precedente. Erano intere famiglie che si presentavano senza costume da bagno, o al massimo in topless. Sopra corpi di ogni età riconoscevi tipi sociali imprevedibili: casalinghe, salumieri,...

Il Sessantotto di chi non c'era / La tirannica liberazione

Appartengo alla generazione di chi è nato dopo, ma non abbastanza. Nati troppo tardi per vivere le travolgenti accelerazioni storiche del Novecento, ma non abbastanza tardi da non percepirne i riverberi; non al riparo dagli echi struggenti della memoria, dalla nostalgia per tutto ciò che non abbiamo vissuto.  Per noi nati dopo, il ’68 è uno dei nuclei pulsanti di questa nostalgia. Racchiude una sintesi di tutto quanto di “novecentesco” ci è stato precluso: l’ipotesi rivoluzionaria, la contestazione generalizzata, la possibilità di rovesciare il sistema e di ricostruirlo dalle fondamenta, a immagine della nostra fantasia. La liberazione assoluta, agita tanto a livello delle strutture sociali, quanto a livello dei rapporti personali, dalla costruzione di nuovi spazi di convivenza fino al modo di vivere e percepire l’intimità, l’amore, il sesso.    Con il ’68, l’assalto al cielo era stato sferrato una volta per tutte. Non importa che lo si considerasse riuscito, nella misura in cui ha cambiato l’immaginario collettivo e la microfisica stessa delle relazioni di potere; o completamente fallito, con l’estinzione della prospettiva rivoluzionaria, il riflusso e il trionfo...

Intimità inconsce / Eccitazione. La logica segreta delle fantasie sessuali

“Voglio farti una proposta. A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico. Letteralmente. Passo passo. Se ti dico: smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominciare prima di dieci minuti, tu smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominci prima di dieci minuti. Era un esempio, non vale. Ma in linea generale sei d’accordo? Ti fidi di me? Va bene, adesso te lo dico davvero: alla fine di questa frase smetti di leggere e dedica dieci minuti, orologio alla mano, a chiederti dove voglio andare a parare. Lettore, lettrice soprattutto, io non vi conosco, non ho nessun diritto di darvi degli ordini, ma vi consiglio comunque di fare la stessa cosa”. Inizia così la lettera erotica che Emmanuel Carrère scrive alla propria compagna, parole che la guideranno verso la scoperta del piacere mentre svelano la sua fantasia di controllo sull’altro – un voyeur che, da lontano, può godere della messa in scena della sua fantasia. Ma, invece di spedirla alla destinataria, lo scrittore la pubblica su Le Monde.   Il suo racconto diventa il libro Facciamo un gioco (titolo originale: L’usage du monde), un esperimento che provoca polemiche e centinaia di messaggi...

#metoo / Weinstein. Caro La Cecla non sono d’accordo

Si discute molto, nelle ultime settimane, delle campagna internazionale #metoo – che, dal cosiddetto caso Weinstein in poi, si sta configurando come una forte presa di parola da parte di moltissime donne che hanno vissuto violenze e molestie sessuali. Non credo, da uomo, di essere nella posizione migliore per esprimermi al riguardo – e sono quindi rimasto colpito dal recente articolo di Franco La Cecla su queste pagine. Già nel titolo e nell’attacco del suo pezzo l’autore pone infatti, sia pure con sarcasmo, una questione metodologica di capitale importanza:   Chi scrive è un maschio, bianco, occidentale, anzi peggio, europeo, non indigeno, non appartenente a fedi religiose orientali, di mezza età, single, con un’educazione occidentale, anzi classica, – che altro devo dire per anticipare con i distinguo le classificazioni bio-politiche senza le quali non ho diritto a parlare di questa faccenda? – ho varie tessere, arci, feltrinelli, amici della musica, palestra e piscina, sono abbonato ad alcuni quotidiani cartacei e online oltre che alla metro milanese.   Perché mai, si domanda La Cecla, una persona con le qualità appena elencate non dovrebbe essere ritenuta nella...

Perché Lacan si è sbagliato sul rapporto sessuale (e forse anche sull’amore) / Amore tragico, amore comico

Gli aforismi sono enunciati a forte densità, che “danno da pensare”. Somigliano a quei fiori giapponesi, che Proust evoca all’inizio della Recherche, e che, quando vengono gettati nell’acqua, si espandono. L’acqua degli aforismi è l’interpretazione. Un aforisma di Kierkegaard dice: “Se due persone che si amano non si capiscono, è tragico. Se due persone che non si capiscono si amano, è comico”. Questo enunciato non potrebbe forse generare una teoria, e in ogni caso inaugurare una lunga riflessione? Jacques Lacan ha detto più di una volta che l’amore è un sentimento comico. Quest’affermazione va intesa come un’attribuzione delle storie d’amore alla sfera della commedia, cioè a intrecci che si sviluppano sul filo dell’equivoco, e in cui l’attrazione – anche reciproca – si manifesta in forma capovolta, come reciproca antipatia. Il lieto fine rimane visibile sullo sfondo, e si impone solo nel momento in cui il legame tra i protagonisti rischia di venire definitivamente spezzato. Esemplare è la vicenda narrata in un film di Lubitsch, Scrivimi fermo posta (1940), di cui esiste un remake (meno valido) con Tom Hanks e Meg Ryan (C’è posta per te). In Lubitsch la trama è questa: Alfred e...

Ancora attorno al caso Weinstein / Donne, interdetti e prese di parola

Lasciata brutalmente per mail da un signore che la liquidava esortandola a “prendersi cura di sé”, l’artista francese Sophie Calle ha chiesto a centosette altre donne, più giovani e più vecchie, più e meno amiche, di comprendere per lei che non ne era in grado, di parlare al suo posto, rifacendo quel messaggio come meglio lo suggeriva la professione di ognuna di loro. Da quelle lettere Calle ha creato un’opera, esposta al pubblico alla Biennale di Venezia del 2007: Prenez soin de vous il titolo. L’invito offensivo era stato cambiato di segno, reso corale e rivolto amicalmente a noi tutte. Sulla presa di parola pubblica da parte delle donne cade uno dei grandi interdetti della nostra cultura. Si comincia con Telemaco che zittisce Penelope: torna nei tuoi appartamenti madre, qui si fanno discorsi da uomini, racconta Omero. Oggi si chiama mansplaining il modo condiscendente e paternalistico con cui un uomo ci spiega qualcosa senza prenderci sul serio. La sostanza è la medesima. #metoo sarebbe finalmente l’occasione per far uscire la nostra parola dai tinelli, dalla posta del cuore, dal salottino dello psicologo, dal cerchio delle amiche in cui viene per lo più spesa, facendo...

Potere maschile e desiderio / Weinstein il centauro e la questione del sesso

La vicenda dell’ex produttore americano Weinstein che ha molestato almeno quindici attrici ha innescato un tale dibattito pubblico, da travalicare oramai i confini dell’episodio specifico e le polemiche a margine delle scelte dei singoli protagonisti. Vi è, infatti, un elemento di attrazione archetipico nell’immagine del magnate hollywoodiano che ricatta sessualmente giovani e inesperte attrici, qualcosa che sollecita prepotentemente quelle antinomie che precedono la costituzione del nostro stesso vivere civile, come il rapporto tra libertà e coercizione, desiderio e predazione, natura e cultura. Scavando alla radice del problema, si arriva a una sorta di bivio primordiale, quello in cui a confondersi sono sesso e potere, elementi speculari di una trama indistinta che solo il patto sociale ha saputo districare, almeno apparentemente. E dunque provare a rispondere alla domanda “è stato una questione di sesso o di potere?” non è solo mero esercizio speculativo, giacché ogni politica d’intervento deve avere chiara la complessità delle sue premesse.   Il potere maschile   La maggior parte dell’opinione pubblica ha ritenuto che l’avvenimento incriminato riguardi poco il sesso...

Fascinazione artificiale / La seduzione è in crisi

La seduzione è entrata attualmente in una situazione di crisi, perché gli uomini tendono sempre più a spostare il loro sguardo dalle donne verso se stessi. Sono tesi cioè a curare soprattutto l’aspetto del loro corpo, che ritengono non all’altezza degli affascinanti modelli di bellezza continuamente proposti da parte dei media. E così succede alle donne, anch’esse sempre più orientate a dirigere il loro sguardo verso di sé anziché verso l’altro sesso.  La seduzione, inoltre, ha bisogno di differenze. Che scatti cioè l’attrazione per qualcosa che è profondamente diverso da sé. Ma i sessi si stanno inesorabilmente avvicinando e mescolando tra di loro. L’uomo si “femminilizza”, mentre la donna, quando guarda l’altro sesso, lo fa attraverso un occhio sempre più “maschile”. Tradizionalmente, infatti, la cultura sessuale maschile si basava sul visivo, mentre quella femminile era legata a una sensorialità estesa a tutto il corpo. Ma il processo di emancipazione, che ha prodotto una crescente omologazione alla cultura maschile, ha fatto diventare “visive” anche le donne. Anche la pornografia, pertanto, è diventata qualcosa che riguarda il sesso femminile, perché, come ha sostenuto...

La retorica della divulgazione / Publisher in love

Quale editore italiano oserebbe mai, neanche su un tema quale l’amore che va per la maggiore, pubblicare un’antologia che, seppure in paperback, costa 42.99 sterline e consiste in ben trecentonovantadue pagine? Credo davvero in pochi. Ormai qui da noi domina un certo tipo di retorica della divulgazione, e quando all’editore di turno proponi un volume leggermente più complesso, nonostante il tuo nome di autore permanga serio, non pratichi tuttologia, non pubblichi un volume dopo l’altro, solo per trasformarsi in personaggio che la massa adora, e si è recato ben poco in questa nostra televisione che mira più alle polemiche rispetto all’informazione, mentre preferisce a codesta malmessa televisione la radio, ti viene di solito risposto, con accento milanese o romano, “no, mia cara, qui gli italiani non leggono, quando leggono lo fanno a caso, se leggono se ne vantano su anobii solo per l’allucinazione di credersi recensori.   E, poi, mia cara, diciamocela tutta, un librettino sulle cento pagine sul come far sesso venderebbe, ma quanto tu mi stai proponendo sui differenti tipi di amore e di amare (amare giocare a basket non è come amare il tuo gatto, amare l’uomo che ti mena, in...

Candore. Andare avanti e basta / Preferisco la bionda sullo schermo, risposi

Miss 161, la donna che al telefono dava l’ora esatta quando ero bambino… il mio primo amore non corrisposto. “Sono le ore 12 e 15 e 23 secondi.” “Ti amo.” Potevo ascoltarla quando volevo, bastava far girare tre volte la rotella del telefono al modico prezzo di uno scatto. “Sono le ore 12 e 15 e 28 secondi.” “Ti amo da morire.” Martino Bux sbarcato a Roma per frequentare l’università come molti suoi compaesani e coetanei, si ritrova, come molti compaesani e coetanei, con poca voglia di studiare e in bilico tra lavori precari, camere ammobiliate sempre più squallide, ragazze che, personaggi minori di Lanterne Rosse di Zang Yimou, si iscrivono all’università quasi solo per trovare marito. Martino comincia subito a mentire sugli esami perché invece di studiare, guarda. Guarda le ragazze. Non solo le colleghe. Le guarda tutte. Quelle che preferisce hanno la bidimensionalità immota di un giornaletto porno, o il bagliore bidimensionale dello schermo. Martino Bux nelle sue peregrinazioni tra giardinetti, locali e aule universitarie cerca una donna con la quale condividere la visione di un film porno in un cinema porno.   Vorrebbe solo questo, e niente altro. Tuttavia, poiché la vita...